Carissimi in questo mese di maggio oltre alla meditazione quotidiana del libro d’oro proponiamo un brano importante sulla Regina Mamma e l Eucaristia.
La Regina Mamma portatrice e protettrice di Gesù
Volume 34 28 maggio 1937
La Mamma Celeste è la Portatrice di Gesù, che Gli fu affidato da Dio affinché Lei lo dia a chi vuole, lo accompagni e lo ami per chi lo riceve. Gesù e Maria sono inseparabili, l’uno è nell’altro. La Regina Portatrice di Gesù, il gran dono che le fu consegnato. Compito che ebbe dall’Ente Supremo.
Il vivere nel Volere Divino continua. È tanto il suo amore che mi nasconde nella sua luce, affinché non veda, non senta, non tocchi che la sua SS.ma Volontà. Anzi questa mattina la mia Madre Celeste mi ha fatto una dolce e cara sorpresa. Avendo fatto la S. Comunione, si è fatta vedere nel mio interno, che stava come affiatata col bambino Gesù, lo teneva così stretto al suo materno Cuore [e] coperto con le sue braccia, che per guardarlo e ricrearlo col mio piccolo amore dovevo abbandonarmi tra le sue braccia per stare anch’io affiatata con loro, affinché potessi amare come si amavano Gesù e la Mamma Regina. Oh, come erano contenti che io volessi fare vita insieme con loro! Ora, mentre stavo stretta a loro, la Sovrana Regina, tutta bontà e tenerezza, mi ha detto: “Figlia diletta mia, tu devi sapere che io sono la portatrice di Gesù. Questo fu un dono che l’Ente Supremo mi affidò, e quando fu certo che io avevo grazia, amore, potenza e la stessa Volontà Divina per tenerlo custodito, difeso, amato, allora mi fece la consegna del dono, cioè il Verbo Eterno, e s’incarnò nel mio seno, dicendomi: «Figlia nostra, ti facciamo il gran dono della Vita del Figlio Dio, affinché tu ne sia padrona e lo doni a chi vuoi; però sappilo tenere difeso, non lo lasciare mai solo a chiunque lo doni, per supplire se non lo amano, per ripararlo se l’offendono. Farai in modo che nulla manchi alla decenza, alla santità, alla purezza che gli conviene. Sii attenta, è il dono più grande che ti facciamo e ti diamo il potere di bilocarlo quante volte vuoi, affinché chi lo vuole possa ricevere questo gran dono e possederlo». Ora, questo Figlio è mio, è dono mio, e come mio conosco i suoi segreti amorosi, le sue ansie, i suoi sospiri, ma tanto, che giunge a piangere e con singhiozzi ripetuti mi dice: «Mamma mia, dammi alle anime, voglio le anime». Io voglio ciò che vuole Lui; posso dire che sospiro e piango insieme, perché voglio che tutti posseggano il Figlio mio, ma devo
mettere al sicuro la sua vita, il gran dono che Dio mi affidò. Ecco perché, se scende Sacramentato nei cuori, io scendo insieme per garanzia del mio dono. Non posso lasciarlo solo, povero Figlio mio; se non avesse la sua Mamma che scende insieme, come me lo tratterebbero male! [Per] chi non gli dice un «ti amo» di cuore io devo amarlo, [per] chi lo riceve distratto, senza pensare al gran dono che riceve, io mi riverso su di Lui per non fargli sentire le sue distrazioni e freddezze, [per] chi giunge a farmelo piangere, devo quietargli il pianto e fare i dolci rimproveri alla creatura, che non me lo faccia piangere. Quante [234] scene commoventi succedono nei cuori che lo ricevono Sacramentato! Vi sono anime che non si contentano mai di amarlo, ed io do loro il mio amore e anche il suo per farlo amare. Queste sono scene di Cielo e gli stessi angeli restano rapiti e ci infranchiamo delle pene che ci hanno dato le altre creature. Ma chi può dirti tutto? Sono la Portatrice di Gesù, né Lui vuole andare senza me, tanto che quando il Sacerdote sta per pronunziare le parole della Consacrazione sull’Ostia Santa, faccio ali con le mie mani materne, affinché scenda attraverso le mie mani per consacrarsi, affinché, se mani indegne lo toccano, io [gli] faccia sentire le mie che lo difendono e lo coprono col mio amore. Ma ciò non basta; sto sempre a guardia per vedere se vogliono il Figlio mio, tanto che se qualche peccatore si pente dei suoi gravi peccati e la luce della grazia albeggia nel suo cuore, io subito gli porto Gesù come conferma del perdono, ed io ci penso a tutto ciò che [235] ci vuole per farlo restare in quel cuore convertito. Sono la Portatrice di Gesù e lo sono perché posseggo in me il regno della sua Volontà Divina. Essa mi rivela chi lo vuole ed io corro, volo per portarlo, senza mai lasciarlo. E non solo sono portatrice, ma spettatrice, ascoltatrice di ciò che fa e dice alle anime. Credi tu che io non fossi presente ad ascoltare le tante lezioni che il mio caro Figlio ti faceva sulla sua Divina Volontà? Io ero presente, ascoltavo parola per parola ciò che ti diceva, ed in ogni parola io ringraziavo mio Figlio e mi sentivo doppiamente glorificata, perché parlava del regno che io già possedevo, che era stata tutta la mia fortuna e la causa del gran dono del Figlio mio. E nel vederlo parlare, io vedevo innestata la fortuna dei miei figli con la mia; oh, come gioivo! Tutte le lezioni che ti ha dato, e anche più, sono già scritte [nel] mio Cuore, e nel vederle ripetere a te, io godevo in ogni lezione un Paradiso di più; [236] e quante volte tu non eri attenta e dimenticavi, io chiedevo perdono per te e lo pregavo che ripetesse le sue lezioni, e Lui, per contentarmi, perché non sa negare nulla alla sua Mamma, ti ripeteva le sue belle lezioni. Figlia mia, io sono sempre con Gesù, però a volte mi nascondo in Lui e pare che Lui faccia tutto come se facesse senza di me. Invece io sto dentro, vi concorro insieme e sto a giorno di quello che fa. Altre volte si nasconde nella sua Mamma e fa fare a me, ma sempre Lui concorre insieme. Altre volte ci sveliamo tutti e due insieme e le anime vedono la Madre ed il Figlio che le amano tanto, a seconda [del]le circostanze e del bene loro
che] richiedono, e molte volte è l’amore che non possiamo contenere, che ci fa dare in eccessi verso di loro. Ma sii certa che se sta mio Figlio, sto io, e che se sto io, sta mio Figlio. È un compito che mi fu dato dall’Ente Supremo, [dal] quale io non posso, né voglio ritirarmi. Molto più che queste [237] sono le gioie della mia Maternità, il frutto dei miei dolori, la gloria del regno che posseggo, la Volontà e il compimento della Trinità Sacrosanta.”
Impegni del mese comunicarci fondendoci con l ‘Amore della Regina Mamma. GIRARE nei suoi atti in cui custodisce con amore Gesù Eucaristia.
Iniziative in presenza
Con maggio e terminata questa serie dei ritiri. Inizierà quella estiva in giugno a breve le date.
In presenza oltre ai ritiri siamo stati il 7 a Forli, 20 a Cervia, il 24 Faenza e il 31 Punta Marina.
Continuano i cenacoli online. Terminato l 11 volume iniziamo il 12.
Per altre iniziative per papa Leone XIV ad esempio per cui continuiamo a girare ci vediamo ai prossimi post. Seguiteci nel canale wa e YouTube apostolato adveniat.
La prossima data dei ritiri estiva, la prima tappa sarà il 12 giugno a Forli.
Carissimi anche quest’anno nel mese di maggio siamo a disposizione di parrocchie in romagna e/o gruppi di preghiera in presenza in romagna e online per cenacoli sulla Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà, Maria santissima negli scritti di Luisa, rosari nel Divin Volere con atti e giri. Siamo già invitati in due parrocchie per ora e aspettiamo alcune risposte. Per contatti 3286994542
Intanto ti invitiamo domani sera
Domani 1 maggio ore 21.15 iniziamo insieme il mese di maggio. Ci collegheremo per una breve introduzione al libro d oro che consigliamo per il mese di maggio, la prima meditazione e un rosario nella Divina Volontà con atti e giri ( spiegando anche come si fa) 💒😍🥰sorella Elisabetta Apostolato Adveniat✨ Giovedì 1 Mag • 21:15–22:15 Informazioni per partecipare di Google Meet Link alla videochiamata: https://meet.google.com/gkn-rqct-oec
*”Io ne sono dolente quando pensano di Me che sono severo e che faccio più uso della Giustizia che della Misericordia. Stanno con Me come se ad ogni cosa dovessi colpirli. Oh, quanto mi sento disonorato da questi tali, perché questo li porta a stare con Me a debita distanza, e chi sta distante non può ricevere tutta la fusione del mio Amore.*
*E mentre sono loro che non mi amano, pensano di Me che sono severo e quasi un Essere che fa paura, mentre solo col dare uno sguardo alla mia vita possono rilevare che solo un atto di Giustizia io feci, quale fu che, per difendere la casa del Padre mio, presi le funi e menai a destra e a sinistra per cacciare i profanatori; che poi tutto il resto fu tutta Misericordia.*
*Misericordia il mio concepimento, la mia nascita, le mie parole, le mie opere, i miei passi, il mio Sangue sparso, le mie pene. Tutto in Me era Amore Misericordioso; eppure si teme di Me, mentre dovrebbero temere più di loro che di Me”*
INDULGENZA PLENARIA
Si annettono Indulgenze ad atti di culto compiuti in onore della Divina Misericordia
“La tua misericordia, o Dio, non conosce limiti e infinito è il tesoro della tua bontà…” (Orazione dopo l’Inno “Te Deum”) e “O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono…” (Orazione della Domenica XXVI del Tempo Ordinario), umilmente e fedelmente canta la Santa Madre Chiesa. Infatti l’immensa condiscendenza di Dio, sia verso il genere umano nel suo insieme sia verso ogni singolo uomo, splende in modo speciale quando dallo stesso Dio onnipotente sono rimessi peccati e difetti morali e i colpevoli sono paternamente riammessi alla sua amicizia, che meritatamente avevano perduta.
Carissimi proprio oggi, affidandoci alla speciale intercessione della serva di Dio Luisa Piccarreta nell’anniversario della sua nascita, vogliamo iniziare un orologio della Passione straordinario che ci accompagni fino all’elezione del nuovo pontefice.
Chi partecipa inizierà oggi con la prima, domani la seconda, etc… si potrà partecipare anche in modo saltuario ( ad esempio aderendo un giorno si o un giorno no, una volta a settimana…) o aggiungendosi i prossimi giorni.
Per aderire sorella Elisabetta Apostolato Adveniat 3286994542.
Oggi ricordiamo specialmente e omaggiamo la Piccola Figlia del Divin Volere anche con in cenacolo online ore 21
💫Buona Pasqua nella Divina Volontà 💫faccio miei di cuore gli auguri di Luisa… c e gia tutto 💫Fiat💫…sorella Elisabetta
Vangelo del giorno
Domenica 20 Aprile 2025
S. Aniceto; S. Agnese da Montepulciano
PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE
“Egli doveva risuscitare dai morti.”
Dal Vangelo secondo Giovanni
(Gv 20, 1-9)
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore.
Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta
(Gv 20, 9)
«Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti».
Volume 21, Marzo 26,1927
8Onde seguendo gli atti che il Fiat Supremo aveva fatto nella Redenzione, sono giunta [a] quando il mio dolce Gesù stava in atto di risorgere dalla morte; ed io stavo dicendo: Mio Gesù, come il mio Ti amo Ti ha seguito nel Limbo e investendo tutti gli abitatori di quel luogo Ti abbiamo chiesto tutti insieme che affretti il Regno del tuo Fiat Supremo sulla terra, così voglio imprimere il mio Ti amo sulla tomba della tua Risurrezione, affinché come la tua Divina Volontà fece risorgere la tua Santissima Umanità come compimento della Redenzione e come nuovo contratto che restituivi il Regno della tua Volontà sulla terra, così il mio Ti amo incessante, seguendo tutti gli atti che facesti nella Risurrezione, Ti chiedo, Ti prego, Ti supplico che faccia risorgere le anime nella tua Volontà, affinché il tuo Regno sia stabilito in mezzo alle creature. Ora mentre ciò ed altro dicevo, il mio amato Gesù Si è mosso nel mio interno ed ha detto: Figlia mia, [per] ogni atto fatto nella mia Volontà tante volte [l’anima] risorge nella Vita divina, e quanti più atti fa in Essa tanto più cresce la Vita divina e tanto più si completa la gloria della Risurrezione. Sicché la base, la sostanza, la luce, la bellezza, la gloria, viene formata dagli atti fatti nella mia Volontà. Essa tanto più può dare, tanto più abbellire ed ingrandire, tanto più contatto [l’anima] ha avuto con Essa. Anzi, chi è vissuta sempre nel mio Volere, siccome [Esso] ha tenuto il suo dominio su tutti gli atti della creatura, [l’anima] possederà l’atto sempre nuovo del mio Fiat. Sicché non solo lo riceverà da Dio, l’atto nuovo e continuo delle beatitudini, ma in virtù della mia Volontà che ha posseduto in terra, possederà in sé stessa l’atto nuovo delle beatitudini, che sprigionandolo da sé investirà tutta la Patria Celeste. Perciò ci sarà tale armonia tra l’atto nuovo di Dio e latto nuovo di chi ha posseduto il mio Volere, che formerà il più bellincanto di quel Celeste Soggiorno. I prodigi del mio Volere sono eterni e sempre nuovi.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 22,14-71.23,1-56
Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».
Vol. 16, 4 Gennaio 1924
Stavo pensando alle parole di Gesù nell’Orto, quando disse: “Pater, se è possibile passi da Me questo calice, ma però non mea voluntas, sed Tua fiat”. E il mio dolce Gesù, movendosi nel mio interno, mi ha detto: “Figlia mia, credi tu che fu il calice della mia Passione quello per cui dicevo al Padre: Padre, se è possibile passi da Me questo calice?
No, no, affatto; era il calice della volontà umana, che conteneva tale amarezza e pienezza di vizi, che la mia volontà umana unita alla Divina provò tale ribrezzo, terrore e spavento, che gridai: Padre, se è possibile, passi da Me questo calice!
Come è brutta la volontà umana senza la Volontà Divina, che quasi come dentro un calice si è rinchiusa dentro ciascuna creatura! Non c’è male nelle generazioni, di cui essa non sia l’origine, il seme, la fonte, ed Io, vedendomi coperto di tutti questi mali che ha prodotto l’umana volontà, innanzi alla santità della Mia mi sentivo morire e sarei morto di fatto, se la Divinità non mi avesse sostenuto.
Ma sai tu perché soggiunsi, e per tre volte: «Non mea voluntas, sed Tua fiat»?
Io sentivo sopra di Me tutte le volontà delle creature unite insieme, tutti i loro mali, e a nome di tutti gridai al Padre: Non più la volontà umana sia fatta sulla terra, ma la Divina!La volontà umana sia sbandita e la Tua vi regni! Sicché fin d’allora (e lo volli fare sin dal principio della mia passione, perché era la cosa che più m’interessava e la più importante, chiamare sulla terra il «FIAT VOLUNTAS TUA, come in Cielo, così in terra») ero io che a nome di tutti dicevo: «Non mea voluntas, sed Tua fiat».
Da allora Io costituivo l’epoca del «FIAT VOLUNTAS TUA» sulla terra, e col dirlo per ben tre volte, nella prima lo impetravo, nella seconda lo facevo scendere e nella terza lo costituivo regnante e dominante.
E come dicevo «Non mea voluntas, sed Tua fiat» Io intendevo svuotare le creature della loro volontà e riempirle della Divina.
PER FAR CAMBIARE I FLAGELLI IN GRAZIE SU TUTTA LA TERRA
Gesù:
“Figlia mia, il mondo si è squilibrato perché ha perduto il pensiero della mia Passione.
Nelle tenebre non ha trovato la luce della mia Passione che lo rischiarava, con la quale, facendogli conoscere il mio amore e quante pene mi costano le anime, poteva rivolgersi ad amare Chi veramente lo ha amato; e la luce della mia Passione, guidandolo, lo metteva in guardia da tutti i pericoli.
Nella debolezza non ha trovato la forza della mia Passione che lo sosteneva; nell’impazienza non ha trovato lo specchio della mia pazienza, vergognandosi, si sarebbe fatto un dovere dominare sé stesso.
Nelle pene non ha trovato il conforto delle pene di un Dio, che sostenendo le sue, gli infondeva amore al patire. Nel peccato non ha trovato la mia Santità, che facendogli fronte, gli infondeva odio alla colpa…
Ah, in tutto ha prevaricato l’uomo, perché si è scostato in tutto da Chi poteva aiutarlo.”
Libro di Cielo Vol. 11° 2 Febbraio 1917
Vol. 12, 8 Gennaio 1919
“Cara mia, non ti meravigliare, tutto è eterno in Me, nessuna cosa tiene principio né avrà fine. Tu stessa e tutte le creature eravate eterne nella mia mente. L’amore con cui formai la Creazione, che si sprigionò da Me e con cui dotai ogni cuore era eterno. Che meraviglia dunque è che la creatura, lasciando il proprio volere entri nel Mio e, unendosi all’Amore che la vagheggiava e amava fin dall’eternità e concatenandosi con l’Amore eterno da cui uscì, faccia i suoi atti, mi ami, acquisti il valore e potere eterno, infinito, immenso? Oh, che poco si conosce il mio Volere! Perciò non è amato né apprezzato.
Ed è per questo che la creatura si contenta di stare nel basso e opera come se non avesse un principio eterno, ma temporaneo”.
Dagli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta
Carissimi in questo mese intenso tutte le iniziative in presenza. E’ il mese anche della settimana Santa e della Pasqua.
Ricordiamo gli orologi straordinari della Passione di domenica e del venerdì santo per aderire 3286994542.
Per tutte le altre iniziative e cenacoli online ci aggiorniamo sui nostri canali 💟
“Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».” (Lc 1,38)
Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – Volume 12; Gennaio 10, 1921
… “Il primo sì nel mio Fiat l’ho chiesto alla mia cara Mamma, ed oh, potenza del suo Fiat nel mio Volere!
Non appena il Fiat Divino s’incontrò col Fiat della mia Mamma, se ne fece uno solo; 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗙𝗶𝗮𝘁 𝗹𝗮 𝗶𝗻𝗻𝗮𝗹𝘇𝗼’, 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗶𝘇𝘇𝗼’, 𝗹𝗮 𝗮𝗱𝗼𝗺𝗯𝗿𝗼’, 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗽𝗶’ 𝗠𝗲, 𝗙𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼.
Nel solo mio Fiat poteva concepirmi; il mio Fiat le comunicò l’immensità, l’infinità, la fecondità in modo divino, e perciò potette restare concepito in Essa l’Immenso, l’Eterno, l’Infinito.
Quanti portenti non contiene questo sì della mia Mamma, se li volessi dir tutti non finiresti mai di sentirli!
Ora un secondo sì nel mio Volere l’ho chiesto a te, e tu sebbene tremante lo pronunziasti.
Ora questo sì nel mio Volere avrà i suoi portenti, 𝗮𝘃𝗿𝗮’ 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗽𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗼; tu seguimi e sprofondati di più nel mare immenso della mia Volontà, ed Io ci penserò a tutto.
La mia Mamma non pensò come avrei fatto a concepirmi in Lei, ma disse solo 𝘍𝘪𝘢𝘵 𝘮𝘪𝘩𝘪, ed Io pensai al modo come concepirmi.
𝗖𝗼𝘀𝗶’ 𝗳𝗮𝗿𝗮𝗶 𝘁𝘂”.
Volume 34°; Marzo 1, 1936
…“Figlia mia benedetta, il mio amore fu tanto nell’incarnarmi nel seno della mia Madre Celeste, che Cieli e terra non potevano contenerlo; l’atto d’incarnarmi avvenne in un atto d’amore sì intenso, sì forte, sì grande, che era più che bastante a bruciare tutto e tutti d’amore. Tu devi sapere [che] prima d’incarnarmi il mio Padre Celeste guardò in se stesso, e nella foga del suo amore, non potendo contenerlo, usciva da sé torrenti, mari d’amore; in questa foga d’amore guardò suo Figlio, ed io mi trovavo nelle stesse fiamme d’amore, e mi comandò che m’incarnassi. Io ciò lo volevo, ed in un impeto d’amore, senza lasciare mio Padre né lo Spirito Santo, successe il gran portento dell’Incarnazione; restai con mio Padre e nel medesimo tempo scesi nel seno di mia Madre. Le tre Divine Persone, eravamo inseparabili né soggette a separarci, perciò posso dire: restai in Cielo e scesi in terra, ed il Padre e lo Spirito Santo scesero con me in terra e restarono in Cielo. Quindi in quest’atto sì grande il nostro Essere Divino straripò tanto in amore, che i Cieli stupirono e gli angeli [restarono] sorpresi e muti, tutti avvolti nelle nostre fiamme d’amore. L’Incarnazione non fu altro che un atto di nostra Volontà Divina; che cosa non sa fare e può fare? Tutto; giunge colla sua potenza e col suo amore infinito, fino ad operare il prodigio non mai sentito né fatto, di farci restare in Cielo e scendere nella prigione del seno materno. Così volle la nostra Volontà, così si fece. Ora figlia mia, ogni qualvolta l’anima vuol fare la mia Volontà, il mio Padre Celeste prima guarda dentro di sé, chiama come in consiglio la Trinità Sacrosanta per riempire quell’atto di nostra Volontà di tutti i beni possibili ed immaginabili, poi lo sprigiona da sé e fa investire la creatura dalla sua Volontà operante, comunicante, trasformante. E come nell’Incarnazione le tre Divine Persone restarono in Cielo e scesero nel seno dell’Immacolata Vergine, così la mia Volontà colla sua potenza trasporta con sé nel suo atto operativo la Trinità Divina nella creatura, mentre la lascia nel Cielo, e vi forma nella volontà umana il suo atto divino. Ora chi può dirti le maraviglie che vengono rinchiuse in questo atto della nostra Volontà? Il nostro amore sorge e si diffonde tanto da non trovar posto dove mettersi, e quando tutto ha riempito si ritira nella nostra sorgente; la nostra santità si sente onorata con atto divino dalla nostra stessa Volontà operante nella creatura, e si diffonde con grazia sorprendente per comunicare la sua santità a tutte le creature; sono prodigi inenarrabili che essa compie quando la creatura la chiama ad operare in essa. Perciò fa scomparire tutto nella mia Volontà, e noi ti daremo tutto in tuo potere e tu potrai darci tutto, anche noi stessi”.
volume 12°; Gennaio 10, 1921
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Luca 1, 38)
…“Il primo sì nel mio Fiat l’ho chiesto alla mia cara Mamma, ed oh, potenza del suo Fiat nel mio Volere! Non appena il Fiat Divino s’incontrò col Fiat della mia Mamma, se ne fece uno solo; il mio Fiat la innalzò, la divinizzò, la adombrò, e senza opera umana concepì me, Figlio di Dio. Nel solo mio Fiat poteva concepirmi; il mio Fiat le comunicò l’immensità, l’infinità, la fecondità in modo divino, e perciò potette restare concepito in essa l’Immenso, l’Eterno, l’Infinito. Non appena disse: Fiat mihi, non solo s’impossessò di me, ma adombrò insieme tutte le creature, tutte le cose create; sentiva tutte le vite delle creature in sé, e d’allora incominciò a farla da Madre e da Regina di tutti. Quanti portenti non contiene questo sì della mia Mamma, se li volessi dir tutti non finiresti mai di sentirli!” dagli scritti di Luisa Piccarreta PFDV
Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, perché Dio è con noi». Dal Sal 39 (40)
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce. Lc 1,26-38
Allora Maria disse all’angelo: Come avverrà questo, poiché non conosco uomo? (Luca 1, 34)
…Figlia a me carissima, oh!, come sospiro di confidare i miei segreti alla figlia mia, segreti che mi daranno tanta gloria e che glorificheranno quel Fiat Divino, che fu causa primaria del mio Immacolato Concepimento, della mia santità, sovranità e maternità. Tutto al Fiat io debbo; io non conosco altro. Tutte le mie sublimi prerogative [per cui] la santa Chiesa tanto mi onora, non sono altro che gli effetti di quella Divina Volontà che mi dominava, regnava e viveva in me. Perciò sospiro tanto che si conosca chi [è] colei che produceva in me tanti privilegi ed effetti mirabili, da far stupire cielo e terra. Ora ascoltami, figlia cara: come l’Ente Supremo mi domandò il mio volere umano, [compresi] il grave male che può fare la volontà umana nella creatura; come essa metta tutto in pericolo, anche le opere più belle del suo Creatore. La creatura, col suo volere umano, è tutta oscillazioni, è debole, incostante, disordinata. E questo, perché Iddio, nel crearla, l’aveva creata unita come in natura con la sua Volontà Divina, in modo che essa doveva essere la forza, il moto primo, il sostegno, il cibo, la vita dell’umana volontà. Sicché col non dar vita alla Volontà Divina nella nostra, si respingono i beni ricevuti da Dio nella creazione, e i diritti ricevuti in natura nell’atto che fummo creati. Oh, come compresi bene l’offesa grave che si fa a Dio, e i mali che piovono sulla creatura! Ebbi tale orrore e paura di fare la mia volontà, [che] giustamente temevo, perché anche Adamo fu creato da Dio innocente, eppure, col fare la sua volontà, in quanti mali non piombò, lui e tutte le generazioni? Perciò la Mamma tua, presa da terrore e più dall’amore verso il mio Creatore, giurai di non fare mai la mia volontà; e per essere più sicura ed attestare maggiormente il mio sacrifizio a colui che tanti mari mi aveva dato di grazie e privilegi, presi questa mia volontà umana e la legai ai piedi del Trono Divino, in omaggio continuo d’amore e di sacrifizio, giurando di non servirmi mai, anche per un istante solo della mia vita, della mia volontà, ma sempre di quella di Dio. Figlia mia, forse a te non parrà grande il sacrifizio mio, di vivere senza [la] mia volontà; ed io ti dico che non c’è sacrifizio simile al mio, anzi si possono chiamare ombre tutti gli altri sacrifizi di tutta la storia del mondo, paragonato al mio. Sacrificarsi un giorno, ora sì ed ora no, è facile; ma sacrificarsi in ogni istante, in ogni atto, nello stesso bene che si vuol fare, per tutta la vita, senza dar mai vita alla volontà propria, è il sacrifizio dei sacrifizi, e l’attestato più grande che può offrirsi, e l’amore più puro, trafilato dalla stessa Volontà Divina, che può offrirsi al nostro Creatore. È tanto grande questo sacrifizio che Dio non può chiedere di più dalla creatura, né essa può trovare come può sacrificarsi più per il suo Creatore. Ora, figlia mia carissima, come feci dono della mia volontà al mio Creatore, io mi sentii trionfante nella prova voluta da me, e Iddio si sentì trionfante nella mia volontà umana. Iddio aspettava la mia prova, cioè un’anima che vivesse senza volontà, per aggiustare le partite del genere umano, per atteggiarsi a clemenza e misericordia”. dagli scritti di Luisa Piccarreta PFDV. 👆‘La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà’; Quinto giorno)
“Colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (Luca 1, 35)
❤️✨la nostra proposta di consacrazione a Maria Santissima è un percorso che proponiamo e facciamo dal 2018 e non potremmo fare a meno❤️✨ è un meraviglioso percorso nelle braccia della Mamma Celeste che si fa in autonomia nelle proprie abitazioni in 9 mesi dal 25 marzo all’8 dicembre.❤️✨ Richiede 5/10 minuti al di e ha come base il libro la Vergine Maria nel Regno della DV e i 9 eccessi di amore della Novena del Santo Natale❤️✨ negli ultimi 33 giorn i si aggiunge una ulteriore meditazione. ❤️potete iscrivervi all Apostolato Adveniat al 3286994542 riceverete tutte le indicazioni e sarete accompagnati con un messaggio settimanale e in comunione con altri ❤️l 8 dicembre ci sarà la solenne consacrazione ognuno dove è se distanti e insieme per i vicini e riceverete un piccolo attestato che faccia memoria di questo percorso❤️