Solennità della Madre di Dio

Affrettiamo il Regno del FIAT!!

Oggi è un giorno davvero straordinario tutto da dedicare alla Mamma Santa e ai buoni propositi.

Con quali propositi vuoi iniziare questo nuovo anno rispetto all affrettare il Regno del Fiat?

Dopo avere consacrato il 2025 alla Santa Vergine e dopo avere ringraziato per il 2024 e il momento di scriverci nuovi propositi. FIAT

Consacriamoci

“In quel tempo, i pa­stori andarono senz’­indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giace­va nella mangiatoia” (Lc 2,16)

Dagli scritti della Serva di Dio Luisa Picca­rreta –
Volume 8; Dice­mbre 30, 1908

Stavo meditando il mistero dell’infanzia e dicevo tra me:
“B­ambino mio, a quante pene volesti assogg­ettarti! Non ti bast­ava il venire grande, hai voluto venire bambino, soffrire le fasce, il silenzio, l’immobilità della tua piccola Umanità, dei piedi, delle ma­ni. A che pro tutto questo?”

Mentre ciò dicevo, si è mosso nel mio interno e mi ha detto:

“Figlia mia, le mie opere sono perfette; volli venire piccolo infante per divini­zzare tutti i sacrif­izi e tutte le picco­le azioni che nell’i­nfanzia ci sono.

Sic­ché finché i bambini non giungono a comm­ettere peccati, tutto resta assorbito ne­lla mia infanzia e divinizzato da me. Qu­ando poi incomincia il peccato, allora incomincia la separaz­ione tra me e la cre­atura, separazione per me dolorosa e per loro luttuosa.”

Ed io:
“Come può essere ciò, se i bamb­ini non hanno ragione e non sono capaci di meritare?”

E lui:
“Questo lo do prima per grazia mia, il merito; secondo per­ché non è di loro vo­lontà che non voglio­no meritare, è perché così porta lo stato d’infanzia da me disposto. E poi non solo resta onorato, ed anche coglie il fr­utto un giardiniere che ha piantato una pianta, ad onta che la pianta non ha rag­ione, l’artefice che fa la sua statua e tante altre cose.

Il solo peccato è quel­lo che distrugge tut­to e separa la creat­ura da me, che poi tutto il resto da me parte alle creature ed a me ritorna, anc­he le azioni più tri­viali, con l’impronta dell’onore della mia creazione.”

“In quel tempo, i pastori andarono senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia” (Lc 2,16)

Dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta –
Volume 12; Dicembre 25, 1920

Onde dopo è ritornato il mio dolce Gesù: era tenero bambinello, vagiva, piangeva e tremava per il freddo; si è gettato nelle mie braccia per essere riscaldato. Io me lo sono stretto forte forte, e secondo il mio solito mi fondevo nel suo Volere per trovare i pensieri di tutti insieme coi miei e circondare il tremante Gesù con le adorazioni di tutte le intelligenze create; [per trovare] gli sguardi di tutti per fare guardare Gesù e distrarlo dal pianto; le bocche, le parole, le voci di tutte le creature, affinché tutte lo baciassero per non farlo vagire e col loro fiato lo riscaldassero. Mentre ciò facevo, l’infante Gesù non più vagiva, e cessato dal piangere e come riscaldato mi ha detto:

“Figlia mia, hai visto che cosa mi faceva tremare, piangere e vagire? L’abbandono delle creature. Tu me le hai messe tutte intorno; mi son sentito guardato, baciato da tutti, ed io mi sono quietato dal pianto. Ma sappi però che la mia sorte sacramentale è più dura ancora della mia sorte infantile. La grotta, sebbene fredda, ma era spaziosa, aveva un’aria da respirare; l’ostia è anche fredda, è tanto piccola che quasi mi manca l’aria. Nella grotta ebbi per letto una mangiatoia con un poco di fieno per letto; nella mia vita sacramentale anche il fieno mi manca e per letto non ho altro che metalli duri e gelati.

Nella grotta avevo la mia cara Mamma, che spesso spesso mi prendeva con le sue purissime mani e mi copriva con baci infuocati per riscaldarmi, mi quietava il pianto, mi nutriva col suo latte dolcissimo; tutto al contrario nella mia vita sacramentale: non ho una Mamma, se mi prendono sento il tocco di mani indegne, mani che danno di terra e di letame. Oh, come ne sento la puzza, più del letame che sentivo nella grotta! Invece di coprirmi con baci mi toccano con atti irriverenti, ed invece di latte mi danno il fiele dei sacrilegi, della noncuranza, delle freddezze.

Nella grotta San Giuseppe non mi fece mancare una lanternina di luce nella notte, qui nel Sacramento quante volte resto al buio anche la notte? Oh, come è più dolorosa la mia sorte sacramentale! Quante lacrime nascoste, non viste da nessuno, quanti vagiti non ascoltati! Se ti ha mosso a pietà la mia sorte infantile, molto ti deve muovere a pietà la mia sorte sacramentale.”

Tutti i video dedicati alla Regina Mamma

Santa Famiglia di Nazareth

Vangelo del giorno

Domenica 29 Dicembre 2024

S. Tommaso Becket; S. Davide Re e Profeta; SANTA FAMIGLIA

(ANNO C)

“Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.”

Dal Vangelo secondo Luca

(Lc 2, 41-52)

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Parola del Signore.

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta

(Lc 2, 49)

«Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

Volume 19, Febbraio 28, 1926

Continuavo nei miei soliti timori, ed il mio sempre amabile Gesù, facendosi vedere tutto bontà, mi ha detto:
“Figlia mia, non perdere il tempo, perché ogniqualvolta ti occupi di te è un atto che perdi nella mia Volontà, e se sapessi che significa perdere nella mia Volontà un solo atto!
Tu perdi un atto divino, quell’atto che abbraccia tutto e tutti e che contiene tutti i beni che ci sono in Cielo e in terra, molto più che la mia Volontà è un atto continuato che non si ferma mai nel suo corso né può aspettare te quando coi tuoi timori ti fermi, conviene a te seguirla nel suo corso continuato, anziché Essa aspettare te quando tu ti metti in via per seguirla;
e non solo perdi tu il tempo, ma dovendo Io rappacificarti, rialzarti dai tuoi timori per metterti in via nella mia Volontà, costringi Me ad occuparmi di cose che non riguardano il Supremo Volere, e lo stesso angelo tuo che ti è vicino ne resta digiuno, perché ogni atto che fai in Essa e come segui il suo corso è una beatitudine accidentale di più che lui gode stando a te vicino, è un paradiso raddoppiato di gioie che tu gli offri, in modo che si sente felice della sua sorte d’averti in sua custodia.
E siccome le gioie del Cielo sono comuni, il tuo angelo offre la beatitudine accidentale che ha ricevuto da te, il suo paradiso raddoppiato a tutta la Corte celeste come frutto del Voler Divino della sua protetta.
Tutti fanno festa e magnificano e lodano la potenza, la santità, l’immensità della mia Volontà.
Perciò sii attenta, nel mio Volere non si può perdere il tempo, c’è molto da fare, conviene che tu segua l’atto di un Dio non mai interrotto”.

LIBRO DI CIELO – VOL. 3

21 Dicembre 1899

Dopo lungo silenzio, questa mattina l’amabile mio Gesù, interrompendolo, mi ha detto: “Io sono il ricettacolo delle anime pure”. E in queste sue parole ho avuto luce intellettuale che mi ha fatto comprendere molte cose sulla purità, ma poco o niente so ridurre a parole di ciò che sento nell’intelletto. Ma l’onorevolissima Signora obbedienza vuole che scriva qualche cosa, anche spropositando, e per contentare lei sola, dirò i miei spropositi sulla purità.

Mi pareva che la purità sia la gemma più nobile che l’anima può possedere. L’anima che possiede la purità è investita di candida luce, in modo che Iddio benedetto, rimirandola, ritrova la sua stessa immagine, si sente tirato ad amarla, tanto che giunge ad innamorarsi di lei ed è preso da tanto amore che le dà per ricetto il suo purissimo Cuore, perché solo ciò che è puro e mondissimo entra in Dio, niente entra macchiato in quel seno purissimo. L’anima che possiede la purità ritiene in sé il suo primitivo splendore, che Dio le ha dato nel crearla;
niente è in lei deturpato, snobilitato, ma come regina che aspira alle nozze del Re celeste, conserva la sua nobiltà fino a tanto che questo nobile fiore viene trapiantato nei giardini celesti. Oh, come questo fiore verginale è fragrante di distinto odore! Sempre si innalza sopra tutti gli altri fiori e anche sopra gli stessi angeli. Come spicca di svariata bellezza!
Sicché tutti sono presi da stima e amore e le danno libero il passo, fino a farla giungere allo Sposo Divino, in modo che il primo posto intorno a Nostro Signore è di questi nobili fiori.

Onde Nostro Signore si diletta grandemente di passeggiare in mezzo a questi gigli che profumano la terra e il Cielo, e molto più si compiace di essere circondato da questi gigli, perché essendo Lui il primo nobile giglio e il modello, è l’esemplare di tutti gli altri. Oh, come è bello veder un’anima vergine! Il suo cuore non dà altro alito che di purità e di candore, non è neppure ombrato d’altro amore che non sia Dio. Anche il suo corpo spira odore di purità.
Tutto è puro in lei: pura nei passi, pura nell’operare, nel parlare, nel guardare, anche nel muoversi, sicché al solo vederla, si sente la fragranza e vi si scorge un’anima vergine davvero. Quali carismi, quali grazie, quale amore scambievole, quali stratagemmi amorosi tra quest’anima e lo Sposo Gesù! Solo chi li prova può dire qualche cosa, ché neppure tutto si può narrare, ed io non mi sento in dovere di parlare su questo punto. Perciò faccio silenzio e passo innanzi.

https://telegra.ph/Orologio-della-Passione-straordinario-di-capodanno-12-29

Solennità del S. Natale

(Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – Dicembre 25, 1928)

“Figlia mia, oggi è la mia Nascita e son venuto per renderti felice colla mia presenza: Mi sarebbe troppo duro non rendere felice in questo giorno chi vive nella mia Divina Volontà, non darle il mio primo bacio e dirti ‘ti amo’, come contraccambio del tuo, e stringendoti forte al mio piccolo Cuore, farti sentire i miei palpiti che sprigionano fuoco, che vorrebbero bruciare tutto ciò che alla mia Volontà non appartiene; ed il tuo palpito facendo eco nel mio Mi ripete il tuo gradito ritornello:

‘La tua Volontà regna come in Cielo così in terra’.

Ripetilo sempre se mi vuoi rendere felice e quietarmi il mio pianto infantile. Guarda il tuo amore Mi ha preparato la culla d’oro, e gli atti nella mia Divina Volontà Mi hanno preparata la vestitina di luce, non ne sei contenta?”

COM’È FACILE FAR NASCERE GESÙ, PURCHÉ SI VIVA NEL SUO VOLERE 

(Luisa:)
Concontinuavo a pensare alla discesa del Verbo Divino, e dicevo tra me:  “Come mai può nascere Gesù nelle anime nostre?”  Ed il caro Bambino ha soggiunto:

“Figlia mia, è la cosa più facile il farmi nascere. Molto più che Noi non sappiamo fare cose difficili.  La nostra Potenza facilita tutto.  Purché la creatura viva nel nostro Volere, tutto è fatto.

Come vuol vivere di Esso, già forma l’abitazione al tuo piccolo Gesù;  come vuol dare principio a fare i suoi atti, così mi concepisce, e come compie il suo atto mi fa nascere;  come ama nel mio Volere, così mi veste di luce e mi riscalda delle tante freddezze delle creature, ed ogni qual volta mi dà la sua volontà e prende la mia, Io mi trastullo e formo il mio giuoco e canto vittoria d’aver vinto l’umano volere, mi sento il piccolo Re vincitore.

Vedi dunque, figlia mia, com’è facile da parte del tuo piccolo Gesù?  Perché  quando troviamo la nostra Volontà nella creatura possiamo far tutto, Essa ci somministra tutto ciò che ci vuole e vogliamo, per formare la nostra vita e le nostre opere più belle.”

LdC 36 (Dicembre 25, 1938)

Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – Volume 30; Dicembre 25, 1931

( Scrive Luisa):

Stavo pensando alla nascita del Bambinello Gesù , specie nell’atto quando uscì dal seno materno, ed il Celeste Infante mi ha detto:

“Figlia carissima, tu devi sapere che non appena Mi sprigionai dal seno della Mamma mia, sentii il bisogno d’un amore ed affetto divino.

Io lasciai il mio Padre Celeste nell’empireo, che Ci amavamo con amore tutto divino; tutto era divino tra le Divine Persone: affetti, santità, potenza e così di seguito.

Ora, Io non volli cambiare modi venendo sulla terra.

La mia Divina Volontà Mi preparò la Madre divina in modo che ebbi Padre Divino in Cielo e Madre divina in terra; e come uscii dal seno materno, sentendo estremo bisogno di questi affetti divini, corsi nelle braccia della Mamma mia per ricevere come il primo cibo, il primo respiro, il primo atto di vita alla mia piccina Umanità, il suo amore divino, e Lei sprigionò i mari d’amore divino che il mio Fiat aveva formato in Essa e Mi amò con amore divino come Mi amava il mio Padre nel Cielo.

Ed oh, come fui contento! Trovai il mio Paradiso nell’amore della Mamma mia.

Ora tu sai che il vero amore non dice mai: ‘Basta’; se potesse dire: ‘Basta’, perderebbe la natura del vero amore divino.

E perciò fin dalle braccia della Madre mia, mentre Mi prendevo il cibo, il respiro, l’amore, il Paradiso che Lei Mi dava, il mio amore si stendeva, si faceva immenso, abbracciava i secoli, rintracciava, correva, chiamava, delirava, che voleva le figlie divine; e la mia Volontà per quietare il mio amore Mi presentò le figlie divine che coll’andare dei secoli Mi avrebbe formato.

Ed Io le guardai, le abbracciai, le amai e ricevetti il respiro dei loro affetti divini; e vidi che la Regina divina non sarebbe restata sola, ma avrebbe avuta la generazione delle mie e delle sue figlie divine.

La mia Volontà sa mutare e dare la trasformazione e formare il nobile innesto da umano in divino; perciò quando ti vedo operare in Essa, Mi sento dare e ripetere il Paradiso che Mi diede la Mamma mia quando Bambinello Mi ricevette nelle sue braccia.

Perciò chi fa e vive nella mia Divina Volontà fanno sorgere e formano la dolce e bella speranza che il suo Regno verrà sulla terra, ed Io Mi [beo] nel paradiso della creatura che il mio Fiat ha formato in loro”.

Preparandoci alla notte Santa nel Fiat

Possiamo rimeditare i nove eccessi di amore, girando e mettendo il nostro TI AMO nel Fiat ad ogni eccesso.

I nove eccessi d Amore

Con la Nona Ora del pio Pellegrinaggio di Luisa.

E dopo la confessione e la Santa Messa nel Fiat accogliamo a nome di tutta l’ umana famiglia il piccolissimo Gesù bambino, facendo nostri tutti gli atti di Maria SS.

PER CHI FA’ LA VOLONTÀ DI DIO È SEMPRE NATALE.

Volume 16, 26 Dicembre 1923

“Figlia mia, per chi fa la mia Volontà è sempre Natale.

Come l’anima entra nel mio Volere, Io resto concepito nel suo atto, come va compiendo il suo atto Io svolgo la mia vita, come lo finisce Io risorgo, e l’anima resta concepita in Me, svolge la sua vita nella mia e risorge negli stessi atti miei.

Vedi dunque che le feste natalizie sono per chi una volta all’anno si prepara, si mette in Grazia mia, quindi sente in sé qualche cosa di nuovo della mia nascita; ma per chi fa la mia Volontà è sempre Natale, rinasco in ogni suo atto.

Sicché tu vorresti che nascessi in te una volta all’anno? No, no; per chi fa la mia Volontà, la mia nascita, la mia vita, la mia morte e la mia resurrezione devono essere un atto continuato, non mai interrotto;
altrimenti quale sarebbe la diversità, la smisurata distanza dalle altre santità?”

Quarta domenica di Avvento

“Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo”

Dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta –
Volume 33; Aprile 12, 1935

Mi sento il piccolo atomo, anzi il nulla sperduto nel Tutto del Voler Divino. Oh, come questo Tutto sento nel nulla della creatura, la sua vita libera, la sua potenza operante, la sua virtù creatrice che tutto ciò che vuole può fare dentro di questo nulla! Si può dire che questo nulla è il gioco del Fiat Divino che col suo dominio lo investe, lo alletta, lo rapisce, lo riempie; ed il nulla tutto si fa fare, e niente sperde dei beni che riceve. Ora mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù facendomi la sua breve visitina mi ha detto:

“Figlia mia, quando l’anima vive nella mia Divina Volontà lascia le sue spoglie, si svuota di tutto, in modo che resta il puro nulla ed il mio Volere lo investe, lo riempie del Tutto, lo domina e vi forma dei prodigi di santità, di grazia, di bellezza, degni della sua potenza creatrice.

Ma quello che è più, in questo vuoto del nulla genera il suo amore e vi forma la sua vita divina, e si rende dominatrice del nulla e della sua stessa vita divina formata in esso; ed oh, il suo amore per questo nulla giunge a tanto, che lo rende nel contempo dominante insieme col Fiat Supremo! E siccome il suo dominio le viene dal Tutto che possiede, sente la sua stessa virtù dominatrice e domina la stessa Divina Volontà. Sicché sono ambedue dominanti, ma con sommo accordo, possedendo un solo amore ed una sola Volontà.

L’umano volere sente la sua vita nella mia e non fa nulla se non sente l’atto mio operante che vuole operare, per farlo insieme, e la mia [Volontà] sente la mia vita nella sua e col suo dominio si impone sul nulla per farlo operare nel Tutto.

Sicché come la creatura si decide con una ferma volontà di vivere nella mia, il mio Volere dà il principio di formare la sua vita in essa.”

La novena del Santo Natale

Continuiamo a girare nel Fiat amando e benedicendo per tutta l’umana famiglia i meravigliosi eccessi d Amore

Tempo di Avventio e Natale

Infine ricordiamo le ultime iniziative in presenza dell’anno.

Novena del Santo Natale nel Divin Volere: stasera incontro online

Carissimi stasera iniziamo insieme la novena con un cenacolo proprio sugli eccessi d Amore della novena del Santo Natale contenuta nel volume 1 del Libro di cielo.

Questo il link per collegarsi:

(Nessun titolo)
Lunedì, 16 dicembre · 21:00 – 22:00
Fuso orario: Europe/Rome
Informazioni per partecipare di Google Meet
Link alla videochiamata: https://meet.google.com/ogd-gdmo-zhs

Vi posto qui il link della novena

E in pdf quella più lunga con meditazioni aggiuntive. Fiat!

https://t.me/Fiatmihi/4028

Prima eccesso d Amore

Terza domenica di Avvento e appuntamenti nel Fiat

“Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella” (𝐋𝐜 𝟑,𝟏𝟖)
Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – 𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟑𝟑; L𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 24, 𝟏𝟗𝟑𝟒
” … Quindi la nostra opera creatrice non finì, ma continua; ma non col creare nuovi cieli e soli nell’universo, no, no, ma il nostro Fiat Divino si è riservato di continuare la creazione in virtù della sua potenza creatrice, che 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘂𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗙𝗶𝗮𝘁, 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲, 𝗯𝗶𝗹𝗼𝗰𝗮𝗿𝗲, 𝗿𝗶𝗽𝗲𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 ; continuazione di creazione più bella non ci può essere, perciò prestami attenzione ed ascoltami.
𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗠𝗮𝗲𝘀𝘁𝗮‌ 𝗦𝘂𝗽𝗿𝗲𝗺𝗮 𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗲 𝗮𝗯 æ𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮‌ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝘃𝗶𝗻𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮‌ 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲, le quali stanno come tante regine nel nostro Ente Divino aspettando con amore invitto di prendere la via per la terra, per portare come regine il gran bene alle creature, di queste conoscenze del nostro Fiat, le quali porteranno l’ufficio d’insegnante 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗹𝗲 𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮‌ 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼.
Queste regine delle mie verità daranno il primo bacio della vita del Fiat e saranno dotate di virtù trasformatrici e 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮‌ 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼, e 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗼𝗿𝗼, 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮𝗿𝗹𝗶 𝗲𝗱 𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗹𝗶; saremo tutto amore per essa, disposti a dar loro ciò che vogliono, purché le ascoltano e si faranno condurre e maneggiare da loro.
Ora tutte le verità sulla nostra Volontà, non tutte sono uscite ancora, e quelle che rimangono aspettano con ansia di partire da dentro la nostra Divinità, per compiere il loro ufficio ed essere portatrici e trasformatrici del bene che posseggono; e quando tutte le verità che abbiamo disposte d’uscire saranno manifestate, tutte insieme queste nobili regine ci daranno l’assalto al nostro Essere Divino, e come esercito invincibile colle nostre stesse armi divine 𝗰𝗶 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝗱 𝗼𝘁𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝘃𝗶𝗻𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮‌ 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮.
Il resistere a loro ci sarà impossibile, e col vincere Dio vinceranno anche le creature.
Ecco il perché il mio dire continua ancora, perché tutte le regine non sono uscite fuori dalla nostra Divinità per compiere il loro ufficio; e siccome il parlare della mia Volontà è continuazione della creazione del Fiat che creò l’universo, e come allora la creazione dell’universo fu preparazione alla creazione dell’uomo, così oggi 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗙𝗶𝗮𝘁 𝗻𝗼𝗻 𝗲‌ 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗻𝘁𝘂𝗼𝘀𝗶𝘁𝗮‌, 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗲𝗱 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗲𝗱𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼.
Quindi sii attenta e non ti fare sfuggire nulla, altrimenti soffocheresti un atto di mia Volontà e mi costringeresti a ripetere le mie lezioni”.
Fiat!!!

Oggi ci aspetta una delle ultime tappe del 2024

Mentre domani inizieremo insieme la novena del Santo Natale sugli eccessi d Amore.

Mentre giriamo nella Divina Volontà  per chiedere il Regno al piccolissimo Gesù

Video consacrazione 8 dicembre e testimonianze

Carissimi anche quest’ anno l’ 8 e stato una giornata indimenticabile a motivo della consacrazione mariana nel Divin Volere. Momento superatteso soprattutto da chi si prepara in 9 mesi, dal 25 marzo 💟.

Qui di seguito i video e le testimonianze, se avete altre testimonianze degli anni precedenti scriveteci Fiat

Maria SS è insuperabile in quanto a generosità, ha sicuramente saputo dare a noi mille volte in più rispetto a quello che noi diamo a Lei. Fiat

Testimonianze da chi si e preparato in nove mesi

Umberto ci scrive:

 La preparazione nei 9 mesi è stata sì faticosa e ha richiesto un po’ più di “volontà” perché le nostre giornate sono sempre piene. Il tempo però, anche ritagliato saltava sempre fuori. Era sempre un momento speciale, di grazia, e soprattutto dolce e intenso. Come una finestrella, una piccola oasi. Spesso con qualcosa in più rispetto ai rosari detti spesso distrattamente.

E devo dire che oggi, 10 dicembre, mi è pure un po’ mancato. Continuerò con delle meditazioni del Libro di cielo.

Una cosa che mi ha colpito tantissimo sono gli orizzonti di Maria. Mari immensi, orizzonti infiniti, mondi che si formavano, si aprivano attraverso Maria ed il suo Fiat.  La Santissima Trinità che si immerge in questi mari, orizzonti e ne gioisce immensamente…. fa girare la testa. E, veramente, rivivere il cammino anche terreno della Mamma nostra con le sue prospettive celesti apre anche a noi formichine degli spazi immensi. 

La Scrittura dice 1Corinzi 2,9

Sta scritto infatti:
Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.

Poco dopo parla delle “profondità di Dio”. Così anche “Cieli nuovi e Terra nuova”

Com’è difficile vederlo però, anche se Gesù ci ricorda “il Regno di Dio è in mezzo a voi”. Come erano nascosti questi orizzonti…

Per il giorno dell’Immacolata ho avuto la grazia di essere a Montichiari da Rosa Mistica detto anche Fontanelle. C’era moltissima gente perché è la ricorrenza più importante per quel Santuario. Nonostante la pioggia sono riuscito a pregare con i piedi nella vasca, come è tipico lì. E’ seguita la Santa Messa e dopo la Messa l’Ora di Grazia, richiesta proprio dalla Madonna a mezzogiorno. Quindi un’ora di Adorazione, durante la quale sono riuscito a dichiarare la consacrazione davanti a Gesù e la Madonna. 

Sono certo che mi hanno ascoltato e spero con tutte le mie forze, anzi con tutta la Divina Volontà possibile che mi tengano per mano e mi conducano alla pienezza del Divin Volere, per Grazia e non per merito mio e nonostante la mia miseria. 

Grazie a Gesù, Maria, Luisa.Grazie anche all’Apostolato Adveniat

Valentina ci scrive( nel 2023 ha fatto il percorso in 9 mesi, nel 2024 in 33 giorni):

Io posso dire che da un anno a questa parte c’e da parte mia maggiore consapevolezza della grandezza del dono della Divina Volonta’. con la conoscenza si cresce sempre piu’ ma e’ immenso questo dono e Maria S.ma ci aiutera’ a viverlo sempre meglio. e’ stato meraviglioso quest’anno prepararmi con la mia mamma, e’ stato un dono di Dio averla con me. e ringrazio Dio nel Fiat sempre per l Apostolato Adveniat.

Testimonianze da chi si e preparato in 33 giorni:

Erica ci scrive

Coincidente con l inizio del percorso di consacrazione dei 33 giorni dopo il Cenacolo sulla Divina Volontà dell’Apostolato Adveniat, da una candela accesa si è formata con la cera l ‘immagine della Santa Vergine. Sia Lode a Dio e alla Santa Trinità 🙏, alla Santa Vergine e alla Sua volontà di salvarci tutti e portare tutti a conoscere il Dono della Divina Volontà 🙏 . Amen

Ringraziamo a nome di tutti la Santa Vergine nel Fiat. Sorella Elisabetta dell Apostolato Adveniat.

Video del 2023

Solennità della Immacolata Concezione

Ogni benedizione dal Cielo nel Fiat!!

Carissimi ci siamo avvicinati a questa solennità chi con una preparazione di 9 mesi chi di 33 o di 9 giorni. Quindi è stata una giornata desiderata aspettata con amore e nel Fiat, e siamo già grati all Immacolata per tutto ciò che sta facendo nella nostra vita nella Divina Volontà e per quello che farà.

Ricordiamo di rinnovare la consacrazione . FIAT

“Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38)

​Dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta
La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà: 20° Giorno

“Mia cara figlia, oggi ti aspetto più che mai. Il mio materno cuore è gonfio; sento il bisogno di sfogare il mio ardente amore con la figlia mia: voglio dirti che sono Madre di Gesù. Le mie gioie sono infinite; mari di felicità mi inondano. Io posso dire: sono Madre di Gesù; la sua creatura, la sua ancella è Madre di Gesù, e solo al Fiat lo debbo: mi rese piena di grazia, preparò la degna abitazione al mio Creatore. Perciò, gloria sia sempre, onore, ringraziamento al Fiat Supremo.

Ora ascoltami, figlia del mio cuore. Non appena fu formata con la potenza del Fiat Supremo la piccola Umanità di Gesù nel mio seno, il sole del Verbo Eterno s’incarnò in essa.

Io avevo il mio cielo, formato dal Fiat, tutto tempestato di stelle fulgidissime, che scintillavano gioie, beatitudini, armonie di bellezza divine; ed il sole del Verbo Eterno, sfolgorante di luce inaccessibile, venne a prendere il suo posto dentro di questo cielo, nascosto nella sua piccola Umanità; e non potendolo contenere, il centro di [questo] sole stava in essa, ma la sua luce straripava fuori, ed investendo cielo e terra giungeva ad ogni cuore, e col suo picchio di luce [bussava] a ciascuna creatura, e con voci di luce penetrante diceva:

“Figli miei, apritemi; datemi il posto nel vostro cuore; sono sceso dal cielo in terra per formare in ciascuno di voi la mia vita; la mia Madre è il centro dove risiedo, e tutti i miei figli saranno la circonferenza, dove voglio formare tante mie vite per quanti figli ci sono”.

E la luce picchiava e ripicchiava senza mai cessare, e la piccola Umanità di Gesù gemeva, piangeva, spasimava, e dentro di quella luce, che giungeva nei cuori, faceva scorrere le sue lacrime, i suoi gemiti ed i suoi spasimi d’amore e di dolore.

Or tu devi sapere che la tua Mamma incominciò una nuova vita. Io ero a giorno di tutto ciò che faceva il Figlio mio. Lo vedevo divorato da mari di fiamme d’amore; ogni suo palpito, respiro e pena, erano mari d’amore che sprigionava; involgeva tutte le creature per farle sue a forza d’amore e di dolore.

Perché tu devi sapere che come fu concepita la sua piccola Umanità, concepì tutte le pene che doveva soffrire, fino all’ultimo della sua vita.
Racchiuse in se stesso tutte le anime perché, come Dio, nessuno gli poteva sfuggire. La sua immensità racchiudeva tutte le creature, la sua onniveggenza gli faceva tutte presenti. Quindi il mio Gesù, il Figlio mio, sentiva il peso ed il fardello di tutti i peccati di ciascuna creatura.

Ed io, la Mamma tua, lo seguivo in tutto, e sentii nel mio materno cuore la nuova generazione delle pene del mio Gesù e la nuova generazione di tutte le anime, che come Madre, dovevo generare insieme con Gesù alla grazia, alla luce, alla vita novella che il mio caro Figlio venne a portare sulla terra.

Figlia mia, tu devi sapere che, dacché io fui concepita, ti amai da Madre, ti sentivo nel mio cuore, ardevo d’amore per te, ma non capivo il perché. Il Fiat Divino mi faceva fare i fatti, ma mi teneva celato il segreto. Ma come s’incarnò, mi svelò il segreto, e compresi la fecondità della mia maternità, che non solo dovevo essere Madre di Gesù, ma Madre di tutti, e questa maternità doveva essere formata sul rogo del dolore e dell’amore.

Figlia mia, quanto ti ho amato e ti amo!

Ora ascoltami, figlia cara, dove si può giungere quando il Divino Volere prende la vita operante nella creatura, e la volontà umana lo lascia fare senza impedirgli il passo. Questo Fiat, che in natura possiede la virtù generativa, genera tutti i beni nella creatura: la rende feconda, dandole la maternità su tutti, sopra di tutti i beni, e sopra di colui che l’ha creata. Maternità dice e significa vero amore: amore eroico, amore che si contenta di morire per dar vita a chi ha generato; se non c’è questo, la parola maternità è sterile, è vuota, e si riduce a parole, ma coi fatti non esiste.

Quindi, figlia mia, se vuoi la generazione di tutti i beni, fa’ che il Fiat prenda in te la vita operante, il quale ti darà la maternità ed amerai tutti con amore di madre; ed io, la Mamma tua, ti insegnerò il modo come fecondare in te questa maternità tutta santa e divina.”

Alcuni video che ci hanno accompagnato nella preparazione

Domenica 8 dicembre Solennità dell’ Immacolata Concezione

Dal Vangelo secondo Lc 1,26-38

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l’angelo si allontanò da lei.

Meditazione

Vol. 12, 17 Gennaio 1921

La mia povera mente me la sentivo immersa nel mare immenso del Volere Divino.
Dovunque vedevo l’impronta del “FIAT”. Lo vedevo nel sole e mi sembrava che l’eco del “FIAT” nel sole mi portava l’Amore divino che mi dardeggia, che mi ferisce, che mi saetta, ed io, sulle ali del “FIAT” del sole salivo fino all’Eterno e portavo a nome di tutta l’umana famiglia l’amore che dardeggiava la Maestà Suprema, che la feriva, che la saettava e dicevo: «Nel tuo “FIAT” mi hai dato tutto questo amore e nel solo “FIAT” posso ridartelo».

Guardavo le stelle e vi vedevo il “FIAT”, e questo “FIAT” mi portava nel loro dolce e mite scintillio l’amore pacifico, l’amore dolce, l’amore nascosto, l’amore compassionevole nella stessa notte della colpa, ed io nel “FIAT” delle stelle portavo al Trono dell’Eterno, a nome di tutti, l’amore pacifico per mettere pace tra Cielo e terra, l’amore dolce delle anime amanti, l’amore nascosto di tante altre, l’amore delle creature dopo la colpa, quando ritornano a Dio… Ma chi può dire tutto ciò che capivo e facevo in tanti “FIAT” di cui vedevo cosparsa tutta la Creazione? Andrei troppo per le lunghe; perciò faccio…

Onde il mio dolce Gesù mi ha preso le mani nelle sue e stringendole forte mi ha detto: “Figlia mia, il «FIAT» è tutto, è pieno di vita, anzi, è la stessa vita, e perciò da dentro il «FIAT» escono tutte le vite e tutte le cose. Dal mio «FIAT» uscì la Creazione: perciò in ogni cosa creata si vede l’impronta del «FIAT».

Dal «FIAT MIHI» della mia cara Mamma, detto nel mio Volere, da cui ebbe la stessa potenza del mio «FIAT» Creatore, uscì la Redenzione; sicché non c’è cosa della Redenzione che non contenga l’impronta del «FIAT MIHI» della mia Mamma. Anche la mia stessa Umanità, i miei passi, le mie opere, le mie parole, erano suggellate dal «FIAT MIHI» di Lei.

Delle mie pene, delle piaghe, delle spine, della croce, del mio sangue, il suo «FIAT MIHI» ne aveva l’impronta, perché le cose portano l’impronta dell’origine donde sono uscite.
La mia origine nel tempo fu dal «FIAT MIHI» dell’ immacolata Mamma; perciò tutto il mio operato porta il segno del suo «FIAT MIHI».

Sicché in ogni ostia sacramentale c’è il suo «FIAT MIHI»; se l’uomo sorge dalla colpa, se il neonato è battezzato, se il Cielo si apre per ricevere le anime, è il «FIAT MIHI» della mia Mamma che segna, che segue e che precede tutto. Oh potenza del «FIAT», lui sorge ad ogni istante, si moltiplica e si fa vita di tutti i beni!
Ora voglio dirti perché ho chiesto il tuo «FIAT», il tuo «sì» nel mio Volere.

La mia preghiera insegnata, il «FIAT VOLUNTAS TUA SICUT IN CŒLO ET IN TERRA», questa preghiera di tanti secoli, di tante generazioni, voglio che abbia il suo esaurimento e compimento. Ecco perché volevo un altro «sì» nel mio Volere, un altro «FIAT» contenente la potenza creatrice; voglio il «FIAT» che sorge ad ogni istante, che si moltiplica a tutti, voglio in un’anima il mio stesso «FIAT» che sale al mio Trono e con la sua potenza creatrice porta in terra la vita del «FIAT» come in Cielo così in terra”. Io, sorpresa e annullata ne

Dicembre mese Adveniat: dell’Immacolata, dell’ Avvento e del Santo Natale. FIAT

Carissimi questi mese sarà specialmente dedicato all’ Attesa.

Siamo partiti spero con il piede giusto nel Fiat!!

Ci aspettano anche tanti appuntamenti in presenza ma anche online!

In preparazione dell Immacolata, consacrandoci per chi termina la preparazione in 33 giorni o dei 9 mesi Fiat

Come Maria Santissima attirò il Verbo.

Infine segnaliamo la playlist sull’ Avvento e il Tempo di Natale.

IL VIVERE NEL MIO VOLERE È UN DONO

“Figlia mia, è vero che il vivere nel mio Volere è un dono, ed è possedere il dono più grande; ma questo dono che contiene valore infinito, che è moneta che sorge ad ogni istante, che è luce che mai si smorza, che è sole che mai tramonta, che mette l’anima al suo posto stabilito da Dio nell’ordine divino e quindi [l’anima] prende il suo posto d’onore e di sovranità nella Creazione, non si dà se non a chi è disposto, a chi non deve farne sciupio, a chi deve tanto stimarlo ed amarlo più che la vita propria, anzi 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗩𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗽𝗿𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗮 𝘀𝘂 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂‌ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮, anzi la sua vita un nulla al confronto di Esso.

Perciò prima voglio vedere che l’anima vuol fare davvero la mia Volontà e mai la sua, pronta a qualunque sacrifizio per fare la mia; in tutto ciò che fa chiedermi sempre, anche come imprestito, il dono del mio Volere.

Ond’Io, quando veggo che nulla fa se non con l’imprestito del mio Volere, lo do come dono, perché col chiederlo e richiederlo ha formato il vuoto nell’anima sua dove mettere questo dono celeste, e con l’essersi abituata a vivere ad imprestito di questo cibo divino ha perduto il gusto del proprio volere, il suo palato si è nobilitato, e non si adatterà ai cibi vili del proprio Io; quindi vedendosi in possesso di quel dono che lei tanto sospirava, agognava ed amava, 𝘃𝗶𝘃𝗿𝗮‌ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗻𝗼, 𝗹𝗼 𝗮𝗺𝗲𝗿𝗮‌ 𝗲 𝗻𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗮‌ 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮.

Non condanneresti tu un uomo che preso d’affetto puerile verso un fanciullo, solo perché gli stesse un poco intorno trastullandosi insieme, gli desse una carta da mille, ed il bambino non conoscendo il valore, dopo pochi minuti la fa in mille pezzi?
Ma se invece prima la fa desiderare, poi ne fa conoscere il valore, dopo il bene che gli può fare quella carta da mille e poi gliela dà, quel fanciullo non la farà a pezzi, ma andrà a chiuderla sotto chiave, apprezzando il dono e amando di più il donatore, e tu loderesti quell’uomo che ha avuto l’abilità di far conoscere il valore della moneta al piccolo fanciullo.

Se ciò fa l’uomo, 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂‌ 𝗜𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼 𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗱𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗴𝗴𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲; ecco perciò 𝗹𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮‌ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗲𝗱 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗼𝗻𝗼.

Perciò come foriera del dono che voglio fare alla creatura della mia Volontà, è 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝘀𝘀𝗮; la conoscenza prepara la via, la conoscenza è come il contratto che voglio fare del dono che voglio dare, e quanta più conoscenza invio all’anima, tanto più viene stimolata a desiderare il dono e a sollecitare il Divino Scrittore di mettere l’ultima firma che il dono è suo e lo possiede.

Onde il segno che voglio fare questo dono del mio Volere in questi tempi, è la conoscenza di Esso.

Quindi sii attenta a 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮𝗿𝘁𝗶 𝘀𝗳𝘂𝗴𝗴𝗶𝗿𝗲 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝗼‌ 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮‌, se vuoi che Io ci metta l’ultima firma del dono che sospiro di dare alle creature”.

(Gesù a Luisa Piccarreta – Volume 18; Dicembre 25, 1925)

Tutte le locandine del mese   in presenza Fiat