Iniziamo il 5 novembre come gli anni scorsi, la preparazione in 33 giorni alla consacrazione dell’ 8 dicembre, sia per chi si sta preparando dal 25 marzo con noi, sia per chi fa solo gli ultimi 33 giorni con noi. Fiat🥰
Sarà una preparazione nel Divin Volere che integrerà gli scritti di Luisa Piccarreta ad altre meditazioni mariane.
Sarà online solo l’ inizio e non e’ obbligatoria la partecipazione del 5 novembre per chi non puo’ quel giorno, ma ovvio è consigliata.
Chi si iscrive riceverà le meditazioni quotidiane da fare autonomamente e le indicazioni per l’ 8 dicembre.🥰
Anche quest anno ci ritroveremo per chi è della zona e può in presenza l’8 dicembre per consacrarsi insieme. Più avanti verranno forniti i dettagli.
Indicazioni a parte le riceveranno chi partecipa alla consacrazione dal 25 marzo.
Per iscriversi contattare l’ Apostolato Adveniat 3286994542
Carissimi vi diamo alcuni aggiornamenti per i prossimi giorni che sono importantissimi!! Intanto ringraziamo i partecipanti alle tappe di Vivere nel Divin Volere 🌺🥰per l’ entusiasmo che ci trasmettono. Sia gloria a Dio!
Merita attenzione questa lettura degli scritti relativa la Vangelo di oggi che ci aiuta a sospirare con tutti i nostri atti e giri il Regno Beato del Fiat Supremo!
Vol. 20, 22 Ottobre 1926
Stavo pensando tra me al Santo Volere Divino e dicevo tra me: Ma quale sarà il gran bene di questo regno del «FIAT» Supremo?
E Gesù, come interrompendo il mio pensiero e come in fretta, si è mosso nel mio interno dicendomi:
“Figlia mia, quale sarà il gran bene! Quale sarà il gran bene! Il regno del mio «FIAT» racchiuderà tutti i beni, tutti i miracoli, i portenti più strepitosi, anzi, li sorpasserà tutti uniti insieme; e se miracolo significa dare la vista a un cieco, raddrizzare uno zoppo, sanare un infermo, risuscitare un morto, eccetera, il regno della mia Volontà terrà l’alimento preservativo e per chiunque entrerà in Esso non ci sarà nessun pericolo che possa rimanere cieco, zoppo ed infermo;
la morte sull’anima non avrà più potere, e se lo avrà sul corpo non sarà morte, ma passaggio; e mancando l’alimento della colpa e la volontà umana degradata, che produsse la corruzione nei corpi, e stando l’alimento preservativo della mia Volontà, anche i corpi non saranno soggetti a scomporsi e a corrompersi così orribilmente, da incutere paura anche ai più forti, come lo è tuttora, ma rimarranno composti nei loro sepolcri, aspettando il dì della resurrezione di tutti.
Onde, che credi tu che sia più miracolo: dare la vista a un povero cieco, raddrizzare uno zoppo, sanare un infermo, oppure avere un mezzo preservativo affinché l’occhio non perda mai la sua vista, che si cammini sempre dritto, che si stia sempre sano?
Credo che sia più il miracolo preservativo che il miracolo dopo essere successa la sventura. Ecco la gran diversità del regno della Redenzione e del regno del «FIAT» Supremo.
Nel primo fu miracolo per i poveri sventurati, come lo è tuttora, che giacciono, chi in una sventura e chi in un’altra, e perciò Io ne diedi l’esempio, anche all’esterno, di dare tante diverse guarigioni, che erano simbolo della guarigione che Io davo alle anime, che facilmente ritornano alle loro infermità.
ll secondo sarà miracolo preservativo, perché la mia Volontà possiede la miracolosa potenza, che chiunque si fa dominare da Essa non sarà soggetto a nessun male;
quindi Essa non avrà nessun bisogno di far miracoli, perché li conserverà sempre sani, santi e belli, degni di quella bellezza che uscì dalle Nostre mani creatrici nel creare la creatura.
ll regno del «FIAT» Divino farà il gran miracolo di sbandire tutti i mali, tutte le miserie, tutti i timori, perché Esso non farà il miracolo a tempo e a circostanza, ma si terrà sui figli del suo regno con un atto di miracolo continuato, per preservarli da qualunque male e farli distinguere come figli del regno suo, e questo non solo nell’anima, ma anche nel corpo ci saranno molte modifiche, perché è sempre la colpa l’alimento di tutti i mali.
Tolta la colpa, mancherà l’alimento al male, molto più che Volontà mia e peccato non possono esistere insieme; quindi anche la natura umana avrà i suoi benefici effetti.
31 OTTOBRE
Il 31 ottobre in riparazione alla notte delle streghe avremo alcune iniziative:
OROLOGIO DELLA PASSIONE STRAORDINARIO IN TEMPO REALE DALLE 17 DEL 31 ALLE 16 DEL 1😍
ADORAZIONE DI RIPARAZIONE IN PRESENZA A CERVIA nella Chiesa Madonna della Neve
A BREVE GLI AGGIORNAMENTI SULLE INIZIATIVE DEL 1 E 2 NOVEMBRE E IL 5 NOVEMBRE L’INIZIO DELLA PREPARAZIONE ALLA CONSACRAZIONE A MARIA SANTISSIMA DELL’8 DICEMBRE🥰FIAT
Apertura della Casa della Divina Volontà in Corato. Similitudine della nascita di Gesù in Betlemme. Mia entrata in essa. La lampada eucaristica e la lampada viva di chi fa la Divina Volontà. La prigioniera vicino al Prigioniero. Gradimenti di Gesù per tale compagnia.
Mio Gesù, Vita del mio povero cuore, tu che sai in quali amarezze mi trovo, vieni in mio aiuto!, travolgi nelle tue fiamme la piccola neonata del tuo Volere Divino affinché mi ridona la forza di poter cominciare un altro volume, ed il tuo Fiat Divino eclissa la mia misera volontà, affinché non abbia più vita, e sottentra la tua Volontà Divina, ed Essa stessa verga coi caratteri della sua luce ciò che Tu, Amor mio, vuoi che scrivo. E per non farmi errare, fammi da suggeritore, e solo che Tu Ti comprometti di accettare d’essermi parola, pensiero, palpito e condurmi la mia mano colla tua, possa farne il sacrifizio di ritornare a scrivere ciò che Tu vuoi. Mio Gesù, son qui vicina al Tabernacolo d’amore; da quella porticina adorata che io ho il grande onore di guardare, sento le tue fibre divine, il tuo Cuore palpitando che in ogni palpito sprigiona fiamme, raggi di luce interminabile, ed in quelle fiamme sento i tuoi gemiti, i tuoi sospiri, le tue suppliche incessanti, ed i tuoi singhiozzi ripetuti che vuoi far conoscere la tua Volontà, per dare la sua vita a tutti, ed io mi sento consumare insieme con Te e ripetere ciò che fai Tu. Perciò Ti prego che mentre Tu guardi me da dentro il Tabernacolo ed io guardo Te da dentro il mio letto, di rafforzare la mia debolezza affinché possa farne il sacrifizio di continuare a scrivere.
Quindi per poter dire ciò che mi ha detto Gesù, devo fare un piccolo cenno che qui in Corato si è fondata una casa voluta ed incominciata dalla venerata memoria del Venerabile Padre Canonico Annibale Maria di Francia, la quale i suoi figli fedeli alla volontà del loro fondatore, hanno eseguita e data il nome di Casa della Divina Volontà, come la voleva il Ven. Padre, il quale voleva che io entrassi in detta casa, ed i suoi figli e figlie per bontà loro, il primo giorno che l’hanno aperta le Reverende Madri mi sono venute a prendere e mi hanno condotto in una stanza, che aprendo la porta di detta stanza io veggo il Tabernacolo, ascolto la Santa Messa, sono proprio sotto gli sguardi del mio Sacramentato Gesù. Oh, come mi sento felice che d’ora in poi, se Gesù vuole che continui a scrivere, scriverò sempre dando un occhio al Tabernacolo e l’altro sulla carta che scrivo! Quindi Ti prego, Amor mio, che mi assista e dammi la forza di compiere il sacrifizio che Tu stesso vuoi.
Onde dovendosi aprire questa casa si vedevano persone, suore, bambine, un via vai di gente tutti in movimento. Io mi sentivo tutta impressionata, ed il mio dolce Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto:
“Figlia mia, questo nucleo di gente che tu vedi, tutto in movimento per l’apertura della casa della mia Divina Volontà, è simbolo di quel nucleo di gente quando volli nascere a Betlemme, ed i pastori andavano, venivano per visitare Me, piccolo Bambino; questo additava a tutti la certezza della mia nascita, così questo nucleo di gente tutto in moto, addita la rinascita del Regno della mia Divina Volontà. Guarda: come tutto il Cielo, facendo eco alla mia nascita, cui gli Angioli festeggiandola Mi annunziarono ai pastori, e mettendoli in moto Me li facevano andare e venire, ed Io riconoscevo in loro le primizie del Regno della mia Redenzione, così riconosco in questo nucleo di persone, di bambine e suore l’inizio del Regno della mia Divina Volontà. Oh! come esulta il mio Cuore e gioisce e tutto il Cielo fa festa; come gli Angioli festeggiarono la mia nascita, così [con] Esso festeggiano l’inizio della rinascita del mio Fiat in mezzo alle creature. Ma guarda come la mia nascita fu più negletta, più povera, non ebbi neppure un sacerdote a Me vicino, ma soli poveri pastori.
Vedi dunque come il mio amore è stato il primo a correre verso di te; come ti ho amato e ti amo! che [vedi come] dopo tanti secoli di prigionia in questo Tabernacolo non ho avuto mai una prigioniera che Mi facesse compagnia, che Mi stesse vicina, vicina; sono stato sempre solo, o al più in compagnia di anime non prigioniere, in cui non vedevo in loro le mie stesse catene. Ora finalmente è giunto il tempo d’aver una prigioniera, per tenerla continuamente vicina sotto dei miei sguardi Sacramentali, che solo le catene della mia Volontà Divina la tengono prigioniera. Compagnia più dolce e più gradita non Mi poteva venire. Quindi mentre saremo insieme in prigione, ci occuperemo del Regno del Fiat Divino, lavoreremo insieme e ci sacrificheremo per farlo conoscere alle creature”.
Oggi 7 ottobre la Chiesa festeggia la Beata Vergine Maria del S. Rosario
La festa odierna ci ricorda il giorno in cui i Cristiani riportarono la vittoria contro i Turchi a Lepanto nel 1571.
Il 7 ottobre 1571, nelle acque greche di Lepanto, la flotta musulmana dell’Impero Ottomano si scontrò con la flotta cristiana della Lega Santa, che riuniva le repubbliche di Venezia e Genova, lo Stato Pontificio, l’Impero spagnolo, i maggiori ducati italiani e i Cavalieri di Malta. Lo stendardo della Lega Santa, benedetto prima della partenza da san Pio V, raffigurava il Crocifisso tra gli apostoli Pietro e Paolo, sormontato dal motto In hoc signo vinces. Fu l’unico simbolo a sventolare nello schieramento cristiano, assieme a un’immagine della Madonna con la scritta Sancta Maria succurre miseris, mentre il vessillo della flotta turca riportava migliaia di volte il nome di Allah. Prima della battaglia, i cristiani recitarono il Rosario e chiesero l’intercessione di Maria.
Quel 7 ottobre segnò la prima grande vittoria di un’armata cristiana dell’Europa – allora consapevole delle proprie radici e della necessità di difenderle – contro l’Impero ottomano e il suo espansionismo che aveva già islamizzato molti territori. I messaggeri informarono Roma solo 23 giorni dopo, ma il giorno stesso della battaglia san Pio V aveva avuto una visione e ordinato: «Sono le 12, suonate le campane, abbiamo vinto a Lepanto per intercessione della Vergine Santissima». S. Pio V la istituì sotto il titolo di S. Maria della Vittoria e due anni dopo Gregorio XIII la confermava, mutandone il nome in quello di festa del S. Rosario. A ragione questa vittoria venne attribuita alla SS. Vergine poiché, mentre a Lepanto si combatteva, in tutta la cristianità si recitava il Rosario. Erano milioni di fedeli con a capo il Papa che pregavano affinchè la scimitarra degli infedeli non giungesse a far strage nelle nostre contrade, com’era preciso disegno dei Turchi. L’armata cristiana; inferiore di numero, assalì con grande fede ed ardore il nemico, e gl’inflisse una tale sconfitta che abbattè per sempre la potenza turca sul mare.Nel 1883, intanto, Leone XIII aveva «consacrato e dedicato alla celeste Vergine del Rosario» tutto ottobre, incoraggiando la recita quotidiana dell’orazione per l’intero mese.
Quale fu l’arma vincitrice? Il Santo Rosario. Le sue origini sono molto antiche e vanno ricercate nell’uso degli anacoreti dei primi secoli e dei frati laici i quali non potendo recitare i centocinquanta salmi dell’Ufficio vi supplivano con altrettanti Pater Noster. Verso il secolo XII si incominciò a recitare in tal modo anche l’Ave Maria che ben presto si alternò con il Pater. Più tardi vi si aggiunsero le considerazioni dei misteri e, dopo le dieci Ave Maria, il Gloria Patri. Così si giunse alla forma attuale. Il merito di aver dato il maggior impulso alla devozione del Rosario è di San Domenico. Si dice che mentre il Santo predicava contro gli Albigesi, gli apparve la Vergine SS. e consegnandogli una corona gli disse che con quell’arma avrebbe vinto l’errore. Il grande predicatore diffuse la pratica del Rosario tra i fedeli e le sue prediche ottennero quel magnifico risultato che la storia registra.
La SS. Vergine confermò più volte con prodigi la eccellenza del Rosario, specialmente apparendo a Lourdes ed a Fàtima con la corona in mano.
Le apparizioni di Fatima hanno poi fatto aumentare la consapevolezza sull’importanza del Rosario nel disegno salvifico di Dio, come arma contro Satana. La Madonna ne raccomandò ai pastorelli la recita quotidiana già nella prima apparizione del 13 maggio 1917, «per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra».
Suor Lucia ne spiegò ulteriormente la potenza in un’intervista con padre Fuentes: «La Santissima Vergine ha voluto dare, in questi ultimi tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario.
Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o specialmente spirituale, nella vita privata di ognuno di noi o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime».
Il Rosario è senza dubbio la devozione più facile e più cara : è un intreccio delle preghiere che ogni bambino impara sulle ginocchia della mamma: il Pater insegnatoci parola per parola da Gesù; l’Ave Maria composta dalle parole con le quali l’arcangelo Gabriele e S. Elisabetta salutarono Maria SS.; il Gloria, inno di lode e ringraziamento alla SS. Trinità. Queste soavi preghiere vengono intrecciate con la meditazione dei tratti più notevoli della vita di Gesù e di Maria. Anzi i misteri sono l’anima del Rosario. Dobbiamo recitare il Rosario adagio, con devozione; e mentre il labbro ripete l’Ave Maria, il pensiero deve meditare i misteri assegnati per ogni decina e trarre da essi i principali insegnamenti pratici.
Oggi dobbiamo vincere un’altra battaglia, l’ultima e decisiva: vogliamo ottenere il Regno della Divina Volontà sulla terra che segnerà la fine di tutti i mali e vogliamo servirci della recita del Santo Rosario, nella potenza del Fiat, esercitando la virtù pregante del Divino Volere, a questo SS. scopo. Fiat!
in questo mese suggeriamo anche l’atto di riparazione di riparazione completo per la pace e per il sinodo.
Iniziata da pocchissimo la nuova serie di mini ritiri VIVERE NEL DIVIN VOLERE. in questo mese due appuntamenti: uno a Punta Marina uno a Forlì
Iscrizione necessaria
QUI SOPRA TUTTI GLI INCONTRI IN PRESENZA. IN PARTICOLARE evidenziamo L’EVENTO DEL 31 LA PREGHIERA DI RIPARAZIONE, PER CUI FAREMO ANCHE UNA LOCANDINA specifica i prossimi giorni aggiorniamo la seconda parte per il mese intensissimo di Ottobre. Fiat
Parlando dell’aiuto degli angeli, il Catechismo afferma una verità che conforta: «Dal suo inizio fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione» (CCC 336). Come già spiegavano san Girolamo e Tommaso d’Aquino, per volontà della Divina Provvidenza abbiamo tutti un particolare angelo custode, che opera invisibilmente illuminando l’uomo verso il retto agire e la conquista della vita eterna. Ma poiché l’uomo conserva il libero arbitrio può respingere l’ispirazione degli angeli e compiere atti malvagi che lo possono portare a dannarsi per l’eternità: ciò, appunto, «non va imputato alla negligenza degli angeli, ma alla malizia degli uomini», scrive san Tommaso nella Somma Teologica.
Sempre nella stessa opera, il Doctor Angelicus spiega: «Finché vive in questo mondo, l’uomo si trova come su una strada che deve condurlo alla patria. Lungo la strada, molti pericoli incombono su di lui, sia dall’interno che dall’esterno, come dice il Salmista: Sulla strada per cui cammino, hanno nascosto dei lacci a mio danno. Quindi, come si dà una scorta alle persone che devono transitare per strade malsicure, così si dà un angelo custode all’uomo, finché dura il suo stato di viatore [lo stato di prova, da pellegrino sulla terra, ndr]. Quando invece sarà giunto al termine della strada, allora l’uomo non avrà più un angelo custode; ma avrà in cielo un angelo co-regnante, o nell’inferno un demonio tormentatore».
Gli Angeli nella vita dei Santi
Dall’opera di San Giovanni Bosco sugli Angeli Custodi
Questa bontà di Dio nell’averci destinato un Angelo per custode, viene praticamente confermata da ciò che avvenne alla beata Giovanna della Croce. Costei ancora fanciullina, fu degnata della visibile presenza dell’Angelo suo custode, che le fu Maestro durante tutta la sua infanzia. Fatta poi grandicella guidata sempre da tal Maestro abbracciò lo stato religioso, e divenuta, superiore del Monastero, amministrò maravigliosamente ogni più difficile affare. Qualora poi insorgeva qualche inconveniente nella comunità l’Angelo suo custode era colui, che le suggeriva le maniere, onde correggere i difetti altrui; e in simil guisa divenne gran santa. Dal suo Angelo riseppe pure il tempo della sua morte; quando appunto apparsole in un aspetto giocondissimo la condusse in sua compagnia al possesso dei beni celesti.
Gl’importanti soccorsi che i santi Angeli ci prestano nelle tentazioni, si vedono praticati nell’ammirabile penitente s. Margarita da Cortona. Questa santa dopo la maravigliosa sua conversione ebbe frequenti colloquii col suo Angelo Custode, il quale le insegnò il modo di pregare, di evitare gl’inganni del demonio, staccar il suo cuore dal mondo e consecrarlo tutto al suo celeste sposo Gesù. Ella pure dal canto suo studiava ogni modo per mostrarsi grata all’Angelo suo benefattore, guardandosi dalla più piccola ombra di mancamento, che disgustar lo potesse, offrendogli mattina e sera qualche ossequio, e specialmente recitando ogni giorno con gran fervore cento Pater noster. Il demonio intanto fremeva di rabbia, e s’adoprava con ogni arte per inquietarla, rimproverandole ora la moltitudine de’ suoi peccati, ora che Iddio non la perdonava più, insomma faceva ogni sforzo per indurla alla diffidenza e disperazione. Ma sempre il buon Angelo accorreva a rincorar Margarita, facendole vedere che queste erano tutte insidie del nemico infernale, indicandole nel tempo stesso il modo onde uscirne vittoriosa, in simil guisa visse e morì da santa. Boll. 23 febb.
Fa molto a nostro ammaestramento il conforto che prestò l’Angelo Custode alla vergine s. Liduina nella lunga sua infermità. All’età di dieci anni cadde in una gravissima malattia; febbri ardenti, dolori acutissimi, piaghe per tutta la vita, ulceri, marciume la fecero vero ritratto del santo Giobbe.
Sul principio parve ella alquanto disanimata; ma ricorrendo al suo Angelo Custode, provò ogni sorta di consolazioni dalle frequenti apparizioni che le faceva; « Non vi è cosa si acerba, diceva, che non divenga dolce quando vedo il mio Angelo, o penso alle sue parole. Egli è sì bello, che se Iddio non mi conservasse la vita, per più patire per suo amore, io a tal vista ne morrei per trasporto di gioia. Una sola sua occhiata mi strapperrebbe dal petto l’anima ed il cuore » Durò l’infermità di Liduina oltre trentotto anni, il di lei corpo era tutto roso dai vermi, e pressochè disfatto, ma ai rincoramenti del suo Angelo che le porgeva ognor sott’occhio la dolorosa passione del Salvatore, il premio eterno che a tali patimenti seguirebbe, tutto coraggiosamente soffrì, e tutte le tribolazioni, tutti i suoi dolori non servirono che a farla diventar più pura e santa.
Qual sentimento si desti negli amorevoli nostri custodi, allorchè cadiamo in peccato, e quale premura si prendano per farci ritornar in grazia, si conosce da ciò che Cesario racconta del famoso Liffardo. Nato questi di nobil famiglia, e fattosi religioso, per esercizio di umiltà gli fu dal superiore imposto di adempiere uffizi i più bassi. Per alcuni anni egli tenne questo suo posto con grand’ esempio di virtù, quando un dì il maligno spirito lo tentò di superbia, rappresentandogli il vitupero che tornava alla sua illustre condizione, per esser così vilmente occupato. Questa tentazione divenne sì gagliarda, che il misero monacò già risolveàsi a depor l’abito religioso, e fuggir dal chiostro, se non che mentre tali pensieri l’agitavano, di notte tempo gli`comparve il suo Angelo custode in forma umana e gli disse: «Vieni e seguimi. » Ubbidì Liffardo, e fu condotto a visitare i sepolcri. Al primo girar per quei luoghi, alla vista di quegli scheletri, alla puzza di quel fracidume, egli fu talmente preso da terrore, che chiese all’Angelo la grazia di ritirarsi. La celeste guida lo condusse alquanto più oltre, poscia con voce autorevole, rimproverandolo della sua incostanza. « Tu pure, gli disse, sarai fra poco un bulicame di vermi, un mucchio di ceneri. Vedi dunque, se ti può tornar a conto, di dar luogo, alla superbia, voltando a Dio le spalle, per non voler tollerare un atto di umiliazione, con cui comprarti puoi una corona di gloria eterna. » A tali rimproveri Liffardo si pose a piangere, dimandò perdono del suo fallo, promise che sarebbe più fedele alla sua vocazione. L’Angelo intanto ricondottolo nella sua stanza, disparve, rimanendo quegli fermo nei suoi sinceri proponimenti fino alla morte.
PREGHIERE
Nel Tuo Volere Signore e a nome di tutte le creature Ti voglio ringraziare di aver assegnato ad ogni creatura un angelo custode.
Ti ringrazio Signore perché tutta la vita della Chiesa beneficia dell’aiuto misterioso e potente degli angeli.
Nel Tuo Volere Ti ringrazio, Maestà Altissima, e ringrazio gli Angeli custodi tutti per ogni singolo aiuto dato alla creatura custodita: per ogni ispirazione di bene, luce, atto di custodia della sua anima e del suo corpo e chiedo agli Angeli nostri custodi di continuare a dispensare grazie, facendomi voce di ogni creatura per invocarne aiuto, il sostegno, la custodia come se ciascuna creatura, non ignorando la loro esistenza e costante patrocinio, li invocasse con amore.
Prendo l’amore con cui teneramente essi amano le creature umane, loro assegnate in custodia, per ricambiare quell’amore con il loro stesso amore che faccio mio.
Mi unisco, infine, agli atti con cui gli Angeli Ti adorano e Ti proclamano tre volte Santo.
PREGHIERE ALL’ANGELO CUSTODE
ANGELO MIO custode, fammi da guardia, difendimi, aiutami
in tutto, affinché il mio Eden cresca fiorito e sia il richiamo
di tutto il mondo nella Volontà di Dio.
E tu, Angelo mio, vigila e sii il mio custode; adombrami sotto le tue
ali purissime, riempi il mio cuore del tuo amore celeste, e mentre io dormirò, tu farai un continuo via vai da me a
Gesù per portargli i miei palpiti, i miei respiri, le gocce del mio sangue, che, genuflettendosi davanti al Tabernacolo diranno incessantemente: “Ti cerco,Ti desidero, Ti sospiro, Ti voglio, o Gesù”.
ALL’ANGELO CUSTODE
Angelo mio, siamo già al principio del giorno: il sole con la sua luce vivifica la terra, e Tu, Angelo santo, portami al mio Sole, Gesù, onde l’anima mia si vivifichi tutta in Lui. Da Gesù aspetto il pensiero, il palpito, l’amore, tutto il moto della mia vita, perché senza di Lui tutto è morto per me. Perciò, Angelo mio, fagli premura che venga, e subito; digli che aspetto la luce della sua Presenza per attingere la sua Vita, altrimenti me ne starò senza far nulla; coprimi sotto le ali della tua protezione, e metti in volo i miei pensieri, gli affetti, i desideri, gli sguardi, i passi, i movimenti, la voce,insomma tutti pronti sulle tue ali per volare a Gesù. Se Egli non viene portami tu a trovarLo.
Presto, Messaggero Celeste, il giorno è chiaro, non c’è tempo da perdere, e tu lo sai che senza di Gesù non posso stare. E quando starò insieme con Gesù, tu tienimi sotto le tue ali, fa’ che la mia compagnia Gli sia dolce, ricordando ora per ora ciò che ha sofferto, per soffrire in vece sua.
Così, aiutato da te, quest’oggi non farò altro che sorvolare dalla terra al Cielo per portare in me la Vita di Gesù ed impedire che la Giustizia scarichi i suoi giusti fulmini sulle povere creature. Dal Cielo poi volerò sulla terra per portare a tutti rescritti di grazie, di perdono, di amore. E tu, Angelo mio, suggella con la tua benedizione la Volontà e tutta la Vita di Gesù in me.
Santi tutti, Abitatori Celesti, i vostri sguardi mi proteggano, e violentate il mio dolce Gesù, che presto mi faccia rimpatriare con voi in Cielo. Il mio esilio, i miei gemiti vi muovano a compassione; e tutti gli atti che farò in questo giorno siano altrettanti scalini che mi facciano arrivare in Cielo e mettano termine all’allontanamento del mio Sommo Bene. Anche da tutti voi imploro la santa benedizione.
VIVERE CON GLI ANGELI NELLA VOLONTA’ DI DIO
Padre Santo, nella tua Suprema Volontà, metto il mio Angelo
Custode e tutti gli Angeli del Paradiso. Fa’, o Padre, che Essi possano
essere investiti di sempre maggior Luce, Gloria e beatitudine
per ritornartela e riceverla moltiplicata, e così per tutta l’Eternità.
Amen.
Divina Volontà, nella Unità della tua Luce, metto il mio Angelo
Custode, perché lo investa di sempre maggiore Luce e beatitudine.
Fa’, o Signore, che il mio Angelo sia la stella luminosa del Divin Volere
per la mia anima, affinché vivendo insieme nel tuo Volere, pos siamo renderti Gloria perenne in questa terra e per tutta l’eternità in Cielo.
Angelo mio, Custode mio, rapisci i miei atti e portali a Dio.
Angelo mio, Custode mio, fammi vivere sempre nella Volontà di Dio.
Angelo mio, custodisci in me la Volontà di Dio.
CORONA ANGELICA PER LUCRARE INDULGENZA PLENARIA OGGI RECITIAMOLA NEL FIAT
Carissimi tante volte abbiamo ricevuto testimonianze molto belle e non le abbiamo mai condivise. Ora ci pare che sia volontà di Dio che iniziamo a raccontarle.
Ieri ho parlato con un signore che ha ricevuto tre mesi fa da una persona che li riceve questo video in specifico (è successo in passato anche con altri video)
ed è rimasto molto colpito al punto da recitare questa preghiera tutte le sere da tre mesi.
inoltre ha iniziato ad approfondire in rete ciò che riguardava la Divina Volontà, nome che in questa preghiera era ripetuto tante volte.
Senza sapere che il video era nostro, a motivo di contatti comuni (gli stessi che gli avevano girato il video), ha partecipato domenica al nostro cenacolo online e lunedi al primo annuncio…. e Dio piacendo inizierà la lettura degli scritti. Condotto per mano da Maria Santissima! Fiat
SIA GLORIA A DIO CHE SI SERVE DI PICCOLE COSE PER AFFRETTARE IL SUO REGNO
Accompagniamolo con la preghiera, girando nel Divin Volere, e che tante anime inizino a vivere in questo dono affinchè venga il Regno! Adveniat! Fiat
“La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà”, 27° giorno
(Dice la Madonna a Luisa ):
Mi si strazia il Cuore; mari immensi di dolori mi inondano; mi sento che la vita mi vien meno per lo spasimo atroce. Ma nulla potevo negare al Fiat Divino; anzi, mi sentivo disposta a sacrificarlo con le mie stesse mani se Lo avesse voluto. La forza del Voler Divino è Onnipotente; e Io mi sentivo tale fortezza in virtù di Esso, che mi sarei contentata di morire anziché negare nulla alla Divina Volontà.
Ora, figlia mia, ascoltami: il mio materno Cuore è affogato di pene; il solo pensare che mi deve morire il mio Figlio, il mio Dio, la mia Vita, è più che morte per la Mamma tua; eppure, so che devo vivere. Che strazio! Che squarci profondi si formano nel mio Cuore, che come spade taglienti me lo passano a parte a parte!
Eppure, figlia cara, mi duole il dirlo, ma devo dirtelo: in queste pene e squarci profondi e nelle pene del mio amato Figlio c’era l’anima tua, la tua volontà umana, che non facendosi dominare da quella di Dio, noi la coprivamo di pene, la imbalsamavamo, la fortificavamo con le nostre pene, affinché si disponesse a ricevere la vita della Divina Volontà”.
In Voluntate Dei – Fiat!
Oggi 15 settembre la Chiesa celebra la Beata Vergine Maria Addolorata Riassunta mirabilmente nello Stabat Mater del beato Jacopone da Todi, la devozione all’Addolorata ebbe un particolare impulso nel Basso Medioevo anche grazie alla costituzione nel 1233 dell’ordine dei Servi di Maria. Nel 1667 i serviti ottennero l’approvazione ufficiale del culto dei «Sette dolori della Vergine», un numero che si basa su altrettanti episodi narrati nei Vangeli: la profezia di Simeone («e anche a te una spada trafiggerà l’anima»), la fuga in Egitto, i tre giorni di angoscia che precedono il ritrovamento di Gesù tra i dottori nel tempio, l’incontro sulla via del Calvario, i patimenti ai piedi della croce, la deposizione e la sepoltura del Figlio.
Ma tutta la vita di Maria è stata segnata dal dolore, dalla cui libera accettazione è sgorgato il suo infinito amore. Già sant’Ildefonso da Toledo (607-667) spiegava che le sofferenze della Vergine furono maggiori di quelle dell’insieme di tutti i martiri. E san Bonaventura († 1274), Dottore della Chiesa, scriveva che «non vi è dolore simile al dolore di Lei eccettuato quello del Figlio, cui è simile il dolore della Madre». Dopo varie tappe, fu san Pio X a fissare la data della festa al 15 settembre (significativamente dopo l’Esaltazione della Santa Croce). Un altro cambiamento è occorso con la riforma liturgica del 1969. Nel nuovo calendario, seppur ridotta a semplice memoria, la celebrazione ha il nome di “Beata Vergine Maria Addolorata”, che meglio esprime la sua partecipazione all’opera salvifica del Figlio, «servendo al mistero della Redenzione in dipendenza da Lui e con Lui» (Lumen Gentium, 56).
Dagli Scritti di Cielo Volume 19°Aprile 28, 1926 La Vergine superò tutti nel patire.
(…) Onde dopo stavo pensando tra me: “La mia Regina Mamma è vero che fece il più grande dei sacrifizi, che nessun altro ha fatto, cioè, col non voler conoscere affatto la sua volontà, ma solo quella di Dio, ed in ciò abbracciò tutti i dolori, tutte le pene, fino all’eroismo del sacrifizio di sacrificare il proprio Figlio per compiere il Voler Supremo, ma una volta fece questo sacrifizio; tutto ciò che soffrì dopo fu l’effetto del suo primo atto, né ebbe a lottare come noi, nelle diverse circostanze, negli incontri imprevisti, nelle perdite inaspettate. [Per noi] è sempre lotta, fino a sanguinare il proprio cuore per timore di cedere alla nostra guerreggiante volontà umana; con quanta attenzione bisogna stare [affin]ché il Voler Supremo tenga sempre il suo posto d’onore e la supremazia su tutto, e molte volte rincrudisce più la lotta che la stessa pena”. Ma mentre ciò pensavo, il mio amabile Gesù si è mosso nel mio interno dicendomi:
“Figlia mia, tu ti sbagli: non fu uno il massimo sacrifizio della mia Mamma, ma furono tali e tanti per quanti dolori, pene, circostanze, incontri fu esposta la sua e la mia esistenza; le pene in Lei erano sempre raddoppiate, perché le mie pene erano più che pene sue. E poi la mia Sapienza non cambiò direzione con la Mamma mia; in ogni pena che doveva toccarle Io le domandavo sempre se voleva accettarle, per sentirmi ripetere da Lei quel ‘Fiat’ in ogni pena, in ogni circostanza ed anche in ogni suo palpito; quel ‘Fiat’ Mi risuonava sì dolce, sì soave ed armonioso, che lo volevo sentir ripetere in ogni istante della sua vita e perciò le domandavo sempre: ‘Mamma,
vuoi far questo? Vuoi soffrire questa pena?’ Ed a Lei il mio Fiat portava i mari dei beni che contiene e le faceva capire l’intensità della pena che accettava, e questo capire con luce divina ciò che passo passo doveva patire, le dava tale un martirio, che infinitamente supera la lotta che subiscono le creature, perché mancando in Lei il germe della colpa, mancava il germe della lotta; e la mia Volontà doveva trovare un altro ritrovato per fare che non fosse minore delle altre creature nel patire, perché dovendo acquistare con giustizia il diritto di Regina dei dolori, doveva superare tutte le creature insieme nelle pene. E quante volte non l’hai provato tu stessa che, mentre non sentivi nessuna lotta, il mio Volere, facendoti capire le pene a cui ti sottoponeva, tu restavi impietrita dalla forza del dolore, e mentre restavi disfatta nella pena, tu eri la piccola agnellina nelle mie braccia, pronta ad accettare altre pene a cui il mio Volere ti voleva sottoposta; ahi! non soffrivi tu più della stessa lotta? La lotta è segno di passioni veementi, mentre la mia Volontà, se porta il dolore, dà l’intrepidezza, e con la conoscenza dell’intensità della pena gli dà tale merito, che solo può dare una Volontà Divina. Perciò come faccio con te, che in ogni cosa che voglio da te ti domando prima se vuoi, se accetti, così facevo con la Mamma mia, affinché il sacrifizio sia sempre nuovo e Mi dà occasione di conversare con la creatura, di trattenermi con lei, ed il mio Volere abbia il suo campo d’azione divina nella volontà umana”.
Domenica 15 settembre XXIV settimana del tempo ordinario
Mc 8,27-33
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che Io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di Lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Meditazione
Vol. 30 20 Marzo 1932
Finché stetti nella casa di Nazareth, non conoscendo chi Io fossi, nessuno mi disse nulla, né mi calunniarono, né mi fecero alcun male; come mi svelai, tutti i mali mi piombarono addosso.
Ma era necessario farmi conoscere, altrimenti sarei ripartito per il Cielo senza compiere lo scopo per cui ero venuto sulla terra. Invece col farmi conoscere, ad onta che mi attirai tanti mali, in mezzo a questa voragine di mali formai i miei Apostoli, annunciai il Vangelo, operai prodigi, e la mia conoscenza istigò i miei nemici a farmi soffrire tante pene fino a darmi la morte di croce.
Ma ottenni il mio intento, che molti mi conobbero in mezzo a tanti che non vollero conoscermi e compii la mia Redenzione.
Io lo sapevo, che facendomi conoscere, per la perfidia e la superbia gli ebrei me ne avrebbero fatte tante, ma era necessario farmi conoscere, perché una persona, un bene, se non si conosce non è portatore di vita, né di bene.
Il bene, la verità non conosciuti restano inceppati in se stessi, senza fecondità, come tante madri sterili, che finisce con loro la generazione. Vedi dunque com’è necessario che si conosca che posso dare il regno della mia Volontà e che voglio darlo.
Posso dire che è la stessa necessità, come quella di farmi conoscere che Io ero il Figlio di Dio venuto sulla terra. È pur vero che molti, col conoscere ciò, ripeteranno ciò che mi fecero quando feci conoscere che Io ero il sospirato Messia: calunnie, contraddizioni, dubbi, sospetti, disprezzi, come già hanno fatto, non appena ci fu l’inizio della stampa che accennava a far conoscere la mia Divina Volontà.
Ma ciò dice nulla; è il bene, che possiede la forza che ferisce il male, e le creature e l’inferno, sentendosi feriti, si armano contro il bene e vorrebbero annientare il bene e colei o colui che vuol far conoscere il bene. Ma ad onta di tutto ciò che hanno voluto fare al primo inizio, al momento di voler nascere la conoscenza della mia Volontà, volendo regnare, che l’hanno come soffocato, pure ha fatto i suoi primi passi, e ciò che non credevano alcuni, altri l’hanno creduto.
I primi passi chiameranno i secondi, i terzi, e via via, ad onta che non mancheranno coloro che susciteranno contraddizioni e dubbi. Ma è di assoluta necessità che si conosca la mia Divina Volontà, che posso darla e voglio darla. Queste sono condizioni, senza le quali Dio non può dare ciò che vuol dare e la creatura non può ricevere.
Perciò prega e non ti indietreggiare a far conoscere la mia Divina Volontà. ll tempo, le circostanze, le cose, le persone cambiano, non sono sempre quelle; perciò, ciò che non si ottiene oggi si potrà ottenere domani, però a confusione di chi ha soffocato un bene così grande la mia Volontà trionferà e avrà il suo regno sulla terra.”
Dagli Scritti di Cielo Volume 4°Marzo 8, 1901 Gesù le dice che la croce Lo fece conoscere come Dio. Le spiega la croce del dolore e dell’amore.
Continuando il mio povero stato ed il silenzio di Gesù benedetto, questa mattina trovandomi più che mai oppressa, nel venire mi ha detto:
“Figlia mia, non le opere né la predicazione né la stessa potenza dei miracoli Mi fecero conoscere con chiarezza Dio qual sono, ma quando fui messo sulla croce ed innalzato su di essa come sul mio proprio trono, allora fui riconosciuto per Dio. Sicché la sola croce Mi rivelò al mondo ed a tutto l’inferno chi Io veramente ero; onde tutti ne restarono scossi, e riconobbero il loro Creatore. Quindi è, che la croce rivela Dio all’anima e fa conoscere se l’anima è veramente di Dio; si può dire che la croce scovre tutte le intime parti dell’anima e rivela a Dio ed agli uomini chi essa sia”.
14 Settembre 1899 52 – I Pregi della Croce. Al posto della Croce avuta finora, Luisa ne riceve un’altra assai più grande.
Una mattina – era il giorno delle esaltazione della croce – il mio dolce Gesù mi trasportò nei luoghi santi, e prima mi disse tante cose della virtù della croce; non ricordo tutto, appena qualche cosa: “Diletta mia, vuoi tu essere bella? La croce ti darà i lineamenti più belli che trovar si possa e nel Cielo e nella terra, tanto da innamorare Iddio che contiene in Sé tutte le bellezze”. Continuava Gesù: “Vuoi tu essere ripiena d’immense ricchezze, non per breve tempo ma per tutta l’eternità? Ebbene, la croce ti somministrerà tutte le specie di ricchezze, dai centesimi più piccoli, qual sono le piccole croci, alle somme più grandi, quali sono le croci più pesanti. Eppure, gli uomini sono tanto avidi per guadagnare un soldo temporale, che dovranno presto lasciare, e nessun pensiero si danno per acquistare un centesimo eterno; e quando Io, avendo compassione di loro, vedendo la loro spensieratezza per tutto ciò che riguarda l’eterno, benignamente gliene porgo l’occasione, invece d’averlo a caro, si indignano e Mi offendono. Che pazzia umana, pare che la capiscono al rovescio! Diletta mia, nella croce ci sono tutti i trionfi, tutte le vittorie ed i più grandi acquisti. Per te, non devi aver altra mira che la croce e questa ti basterà per tutto questo. Oggi voglio contentarti; quella croce che finora non bastava per poterti stendere e completamente crocifiggerti è la croce che tu finora hai portato, quindi, dovendoti completamente crocifiggerti hai bisogno che nuove croci faccia scendere sopra te; onde, quella croce che finora hai trovato Me la porterò nel Cielo per mostrarla come pegno del tuo amore a tutta la Corte Celeste, e un’altra più grande dal Cielo ne farò scendere per poter soddisfare le mie ardenti brame che ho sopra di te”.
RIMETTO IN ATTO LE SOFFERENZE DI GESU’ SULLA CROCE
(Dal Libro della Passione, 19° Ora) “Mio buon Gesù, vedo che i tuoi nemici innalzano il pesante legno della croce e lo lasciano cadere nel buco
che hanno preparato, e Tu, dolce Amor mio, resti sospeso fra Cielo e terra. In questo momento solenne ti volgi
al Padre e con voce fioca e debole gli dici: “Padre Santo, eccomi qui, carico di tutti i peccati del mondo non vi è colpa che non si riversi su di me; perciò non scaricare più sugli uomini i flagelli della tua Divina Giustizia, ma su di me, tuo Figlio. O Padre permettimi di legare tutte le anime a questa Croce e che per loro implori perdono con le voci del mio sangue e delle mie piaghe. O Padre, non vedi come mi sono ridotto? Per questa Croce, in virtù di questi dolori, concedi a tutti una vera conversione, pace,
perdono e santità!”
Crocifisso Amor mio, anch’io voglio seguirti innanzi al trono dell’Eterno e disarmare insieme a te la Divina Giustizia. La tua Santissima Umanità la faccio mia, unita con la tua Volontà, ed insieme con te voglio fare ciò che fai Tu… I miei pensieri fa che scorrano nei tuoi; la mia volontà, i miei desideri, il mio amore scorrano nei tuoi; il mio palpito scorra nel tuo Cuore e tutto e tutto il mio Essere in te, affinché nulla possa sfuggirmi e ripeta atto per atto, parola per parola, tutto ciò che fai Tu”
Nella Divina Volontà, Ti ringrazio Gesù, a nome di tutte le creature, per il grande sacrifizio di morire sulla croce per ciascuno di noi.
Entro nella Divina Volontà e trovo in atto tutte le sofferenze che Tu, Gesù, hai patito per amore nostro nell’essere stato inchiodato sulla croce ed innalzato su di Essa. Nel Tuo Volere le bacio una ad una, e Ti chiedo, nell’atto in cui fosti innalzato sulla Croce, di innalzare la creatura alla Santità della sua prima origine, alla innocenza, purezza e altezza a cui la destinasti ab aeterno.
In questi due giorni sono in atto questupi orologi della Passione straordinari a cui si puoi aderire ora liberamente
In questo mese di settembre dedicato ai Santi Angeli iniziamo le attività ma ancora come periodo di transizione.
Molto importante è l’avvio della nuova serie di ritiri
VIVERE NEL DIVIN VOLERE di cui la prima tappa sarà il 28 settembre a Forlì.
Poi il 13 ottobre nel pomeriggio a Punta Marina e sabato 26 ottobre a Forlì di mattina,a breve tutto il calendario. FIAT
Continueranno i cenacoli online anche.
Per chi non la prega già per tutto il mese di settembre proponiamo la preghiera agli angeli custodi
Preghiera mese di settembre
Padre Santo, nella tua Suprema Volontà, metto il mio Angelo Custode e tutti gli Angeli del Paradiso. Fa’, o Padre, che Essi possano essere investiti di sempre maggior Luce, Gloria e beatitudine per ritornartela e riceverla moltiplicata, e così per tutta l’Eternità. Amen. Divina Volontà, nella Unità della tua Luce, metto il mio Angelo Custode, perché lo investa di sempre maggiore Luce e beatitudine. Fa’, o Signore, che il mio Angelo sia la stella luminosa del Divin Volere per la mia anima, affinché vivendo insieme nel tuo Volere, possiamo renderti Gloria perenne in questa terra e per tutta l’eternità in Cielo. Angelo mio, Custode mio, rapisci i miei atti e portali a Dio. Angelo mio, Custode mio, fammi vivere sempre nella Volontà di Dio. Angelo mio, custodisci in me la Volontà di Dio.
Alcune letture dal Libri di cielo
Marzo 8, 1901 Gesù le dice che la croce lo fece conoscere come Dio. Le spiega la croce del dolore e dell’amore. Continuando il mio povero stato ed il silenzio di Gesù benedetto, questa mattina trovandomi più che mai oppressa, nel venire mi ha detto: “Figlia mia, non le opere né la predicazione né la stessa potenza dei miracoli mi fecero conoscere con chiarezza Dio qual sono, ma quando fui messo sulla croce ed innalzato su di essa come sul mio proprio trono, allora fui riconosciuto per Dio. Sicché la sola croce mi rivelò al mondo ed a tutto l’inferno chi io veramente ero; onde tutti ne restarono scossi e riconobbero il loro Creatore. Quindi è, che la croce rivela Dio all’anima e fa conoscere se l’anima è veramente di Dio. Si può dire che la croce scovre tutte le intime parti dell’anima e rivela a Dio ed agli uomini chi essa sia”. Poi ha soggiunto: “Sopra due croci io consumo le anime: una è di dolore, l’altra è di amore; e siccome in cielo i nove cori angelici tutti mi amano, però ognuno ha il suo uffizio distinto – come i serafini il loro uffizio speciale è l’amore ed il loro coro è messo più dirimpetto a ricevere i riverberi dell’amor mio, tanto che l’amor mio ed il loro saettandosi insieme si combaciano continuamente – così alle anime sulla terra do il loro uffizio distintamente, a chi le rendo martiri di dolore ed a chi di amore, essendo tutti e due abili maestri a sacrificare le anime e renderle degne delle mie compiacenze”.
Ottobre 2, 1901 Gesù porta Luisa nel Cielo; gli Angeli chiedono che la mostri a tutte le genti. Lei nuota in Dio. Questa mattina il mio adorabile Gesù è venuto e mi ha trasportato fuori di me stessa, in mezzo alle genti; chi può dire i mali, gli orrori che si vedevano? Onde tutto afflitto mi ha detto: “Figlia mia, che puzza che tramanda la terra, mentre doveva essere una col cielo, e siccome nel cielo non si fa altro che amarmi, lodarmi e ringraziarmi, l’eco del cielo doveva assorbire la terra e formarne uno solo. Ma la terra si è resa insopportabile, onde vieni tu ed unisciti col cielo, ed a nome di tutti vieni a darmi una soddisfazione per loro”. In un istante mi son trovata in mezzo ad Angeli e santi; non so dire come, mi son sentita una infusione di ciò che cantavano e dicevano gli Angeli e i santi; ed io al pari di loro ho fatto la mia parte a nome di tutta la terra. Il mio dolce Gesù tutto contento, dopo ciò ha detto rivolto a tutti: “Ecco dalla terra una nota angelica; quanto mi sento soddisfatto!” E mentre ciò diceva, quasi per ricompensarmi mi ha preso fra le sue braccia, mi baciava e ribaciava, mostrandomi a tutta la corte celeste come oggetto delle sue più care compiacenze. Nel vedere ciò, gli Angeli hanno detto: “Signore vi preghiamo, mostrate ciò che avete operato in quest’anima, alle genti, con un segno prodigioso della vostra onnipotenza, per la gloria vostra e per il bene delle anime non tenete più nascosti i tesori in lei versati, onde vedendo e toccando loro stessi la vostra onnipotenza in un’altra creatura, può essere di ravvedimento ai cattivi e di maggior sprone a chi vuol essere buono”. Io nel sentir ciò mi son sentita sorprendere da un timore e tutta annullandomi, tanto che mi vedevo come un piccolo pesciolino, mi son gettata nel cuore di Gesù dicendo: “Signore non voglio altro che voi, e di essere nascosta in voi; questo vi ho chiesto sempre, e questo vi prego a confermarmi”. E detto ciò mi son rinchiusa nell’interno di Gesù, come nuotando nei vastissimi mari dell’interno di Dio. E Gesù ha detto a tutti: “Non l’avete sentito? Non vuol altro che me, ed essere nascosta in me, questo è il suo più gran contento; ed io nel vedere un’intenzione così pura, mi sento più tirato verso di lei, e vedendo il suo dispiacere se mostrassi alle genti con un segno prodigioso l’opera mia, per non contristarla non vi concedo ciò che mi avete domandato”. Ma gli Angeli pareva che insistevano, ma io non ho dato più retta a nessuno, non facevo altro che nuotare in Dio per comprendere l’interno Divino; ma ché, mi pareva di essere come un fanciullino che vuole stringere nella sua piccola manina un oggetto di smisurata grandezza, che mentre lo prende gli sfugge, ed appena gli riesce di toccarlo; sicché non può dire né quanto pesa né quanta larghezza conteneva quell’oggetto; ossia come un altro fanciullo che non conoscendo tutta la profondità degli studi, dice, con l’ansia di dover imparar tutto in un breve tempo, ed appena gli riesce d’imparare le prime lettere dell’alfabeto. Così la creatura non può dire altro [che]: “L’ho toccato, è bello, è grande, non c’è bene che non possiede”; ma quanto è bello? Quanta grandezza contiene? Quanti beni possiede? Non so dirlo; ossia, può dire di Dio le prime lettere dell’alfabeto, lasciando indietro tutta la profondità degli studi. Sicché i miei carissimi fratelli, Angioli e Santi, anche in cielo, come creature non hanno la capacità di comprendere in tutto il loro Creatore, sono come tanti recipienti ripieni di Dio, che volendoli riempire di più, traboccano fuori. Credo che sto dicendo tanti spropositi, perciò faccio punto.
PLAYLIST PREGHIERE NEL DIVIN VOLERE
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