Beata Vergine Maria Regina

Non vedi, o Madre e Regina Celeste, come tutte le cose create corrono intorno a Te per dirti: «Ti salutiamo, Regina nostra; finalmente, dopo tanti secoli abbiamo avuto la nostra Imperatrice»; e il sole ti saluta Regina della luce, il cielo Regina dell’immensità e delle stelle, il vento Regina dell’impero, il mare Regina della purità, fortezza e giustizia, la terra ti saluta Regina dei fiori. Tutti a coro ti salutano: ‘Sei la benvenuta, la nostra Regina; Tu sarai il nostro sorriso, la nostra gloria, la nostra felicità; d’ora in poi dai tuoi cenni tutti dipendiamo’.” (vol. 24°, 19 Luglio 1928)2518:48

MEMORIA della BEATA VERGINE MARIA REGINA – 22 AGOSTO 2024

L’undici ottobre 1954, S.S. Pio XII istituì la festa della Regalità di Maria, da celebrarsi ogni anno in tutto il mondo il giorno 31 maggio; fu poi trasferita al 22 agosto, giorno ottavo dell’Assunzione, per sottolineare il legame della regalità di Maria con la sua glorificazione corporea.

Con tale festa il Papa ha voluto sigillare, con la sua autorità, la voce dei monumenti antichi e delle preghiere liturgiche e il senso del popolo cristiano, che attribuirono perennemente alla Vergine la dignità regale.

Non si tratta quindi di una nuova verità proposta al popolo cristiano, perché il fondamento e le ragioni della dignità regale di Maria, abbondantemente espresse in ogni età, si trovano nei documenti antichi della Chiesa e nei libri della sacra liturgia.

Infatti fin dai primi secoli della Chiesa Cattolica il popolo cristiano ha elevato preghiere e inni di lode e di devozione alla Regina del Cielo, sia nelle circostanze liete, sia, e molto più, nei periodi di gravi angustie e pericoli; nè vennero meno le speranze riposte nella Madre del Re Divino, Gesù Cristo; e la fede dí coloro che sempre credettero che la Vergine Maria, Madre di Dio, presiede all’universo con cuore materno, spesse volte fu premiata con grazie elette e divini favori.

Il primo e più profondo motivo della dignità regale di Maria consiste nella sua maternità divina. Poichè Cristo, per l’unione ipostatica è, anche come uomo, Signore e Re di tutta la creazione, così Maria, « la Madre del Signore », partecipa, benchè in modo analogo, alla dignità regale del suo Figlio.

A buon diritto quindi S. Giovanni Damasceno scrive: « Maria è veramente diventata la Signora di tutta la creazione, nel momento in cui divenne Madre del Creatore; e lo stesso Arcangelo Gabriele può dirsi l’araldo della dignità regale di Maria ».

La Beatissima Vergine è Regina non soltanto come conseguenza della maternità divina, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell’opera della Redenzione. Infatti come Cristo è nostro Signore e Re anche per il fatto che ci ha redenti col suo prezioso Sangue, così Maria, in modo analogo, è pure nostra Regina, perchè prese intima parte, come nuova Eva, all’opera redentrice di Cristo, novello Adamo, soffrendo con Lui ed offrendolo all’Eterno Padre.

E’ certo che in senso pieno, proprio e assoluto, soltanto Gesù Cristo, Dio e Uomo, è Re; tuttavia anche Maria, sia come Madre di Cristo Dio, sia come socia nell’opera del Divin Redentore e nella lotta contro i nemici e nel trionfo ottenuto su di essi, partecipa alla sua dignità regale.

Infatti da questa unione con Cristo Re deriva a Lei tale splendore e sublimità da superare l’eccellenza di tutte le cose create: da questa stessa unione con Cristo nasce quella regale potenza per cui Ella può dispensare i tesori del regno del Divin Redentore; infine dalla stessa unione con Cristo ha origine la inesauribile efficacia della sua materna intercessione presso il Figlio e presso il Padre.

Nessun dubbio pertanto che Maria SS.ma sopravanzi in dignità tutta la creazione e abbia su tutti il primato, dopo il suo Figliuolo.

Se il mondo oggi lotta senza tregua per assicurare la pace, l’invocazione del regno di Maria è più efficace di tutti i mezzi terreni per ottenere questo scopo.

Pertanto tutti i fedeli cristiani si sottomettano all’impero della Vergine Madre di Dio, la quale mentre dispone di un potere regale, arde di un materno amore.

Volume 2, 15 Agosto 1899

“ll primo cantico che fecero alla mia Mamma fu l’Ave Maria, perché nell’Ave Maria si contengono le lodi più belle, gli onori più grandi, e si rinnova il gaudio che ebbe nell’essere fatta Madre di Dio;

perciò, recitiamola insieme per onorarla, e quando verrai tu in Paradiso te la farò trovare come se l’avessi recitato insieme con gli angeli la prima volta nel Cielo”
7108:23

“ La mia cara Mamma non faceva nulla di straordinario nella
sua vita esterna, anzi, fece meno, apparentemente, di qualsiasi
altro. Lei si abbassava alle azioni più ordinarie della vita:
filava, cuciva, scopava, accendeva il fuoco. Chi mai avrebbe
pensato che Lei era la Madre di un Dio? Le sue azioni esterne
nulla additavano di ciò. E quando Mi portò nel suo seno,
contenendo in Lei il Verbo Eterno, ogni suo moto, ogni azione
umana riscuoteva adorazione da tutto il creato. Da Lei usciva la
vita e la conservazione di tutte le creature : il sole pendeva da
lei ed aspettava la conservazione della sua luce e del suo
calore; la terra, lo svolgimento della vita delle piante; tutto si
aggirava intorno a Lei: cieli e terra stavano ai suoi cenni;
eppure, chi vedeva nulla? Nessuno. Tutta la sua grandezza,
potenza e santità, i mari immensi di beni che da Lei uscivano
dal suo interno, ogni suo palpito, respiro, pensiero, parola,
erano uno sbocco nel suo Creatore. Tra Lei e Dio erano
continue correnti che Ella riceveva e dava; nulla usciva fuori da
Lei che non ferisse il suo Creatore ed in cui non restasse ferita
da Lui. Queste correnti la ingrandivano, la innalzavano, la
facevano superare tutto; ma nessuno vedeva nulla. Solo Io,
suo Dio e Figlio, ero a giorno di tutto; tra Me e la Mamma mia
correva tale corrente, che il suo palpito scorreva nel mio ed il
mio scorreva nel suo, sicché Lei viveva del mio palpito eterno
ed Io del suo palpito materno; onde le nostre vite erano
scambiate insieme ed era proprio questo che innanzi a Me la
faceva distinguere che era la mia Mamma. Le azioni esterne
non Mi appagano né Mi piacciono se non partono da un interno
di cui Io ne formo la vita.
… Io sono solito di coprire con le cose più ordinarie le mie
opere più grandi, affinché nessuno Me le additi ed Io resto più
libero di operare; e quando tutto ho compiuto faccio delle
sorprese e le manifesto a tutti, facendo tutti stupire ”.
( Gesù a Luisa Piccarreta – Vol. 14, 16.03.1922

Il ‘ Regno dell’Imperatrice Celeste ’.
“ … Il Regno della Divina Volontà giungerà certamente – così Gesù
rassicura Luisa il 14 maggio 1935 (Vol. 33) -. Tu calcoli umanamente, e perciò il
suo avvento ti sembra difficile. L’Ente Supremo invece adopera le proprie
misure divine, le quali sono tali, da far riuscire in modo semplicissimo ciò
che all’intelletto umano appare impossibile. E poi,
non c’è forse la Regina del Cielo che
col suo dolce impero prega continuamente,
perché questo Regno venga sulla terra ?
E quando mai abbiamo negato alcunché a questa
Madre Celeste? Il nostro Essere è incapace di resistere
alla potenza delle sue preghiere, poiché
la forza che Ella possiede è la medesima che anima la nostra
Volontà. E’ in virtù di Essa che Ella impetra con pieno diritto
questo santo Regno, il quale le verrà indubbiamente
concesso e sarà anzi denominato
‘ il Regno dell’Imperatrice Celeste
’.
Che non farà mai la Celeste Madre e Regina
del popolo suo e dei figli che in Esso abiteranno ?
Ella concederà loro grazie mai udite,
sorprese mai conosciute, opererà miracoli
che scuoteranno Cieli e terra, metterà a loro disposizione
i suoi mari di grazie, di santità, di potenza,
e porrà in fuga tutti i loro nemici.
39
Per tenerli al sicuro
li circonderà colle sue virtù, coi suoi dolori e
con quelli del suo Divin Figlio Gesù; li farà crescere
nel proprio grembo, li nasconderà nel suo amore, li
coprirà colla sua luce, mediante le sue stesse mani
li alimenterà col cibo della Volontà Divina .
Quanto lavoro non le procureranno queste anime
e qual contento non proverà Ella nel trasformarle
in copie fedeli di Sé, mediante le più tenere cure
e le più assidue premure materne!
Esse saranno le sue beniamine, le sue segretarie,
le potenti calamite da cui il suo sguardo non si potrà
giammai scostare e colle quali avrà tutto in comune,
amore e vita, gioie e dolori.
Vivendo del mio Volere
esse formeranno la sua più dolce compagnia,
parteciperanno della sua fecondità materna
e godranno dell’eredità di ogni suo atto.
Come si sentirà felice e largamente ricompensata questa dolce Madre,
quando vedrà che vi è chi La comprende, chi Le rassomiglia,
chi La vezzeggia, chi vive come Lei della Volontà di Dio ! ”.
Perché solo nella Divina Volontà l’uomo trova a sua disposizione tutto ciò
che fece Gesù nella sua SS. Umanità, nella sua Passione. E solo chi vive
nel Fiat Divino può ricevere in pienezza tutti i beni che vengono dalla
Maternità della Regina del Cielo.
Ascoltiamo Gesù : ( Vol. 36, 20.04.1938 )


“ Non solo il mio ‘ Sitio ’, ma tutto ciò che feci e dissi,
nella mia Volontà sta sempre in atto di dire alla mia
Mamma dolente: ‘ Madre, ecco i figli tuoi ’; e
4La metto al loro fianco per aiuto, per guida,
per farla amare da figli, ed Essa in ogni istante
si sente mettere dal Figlio suo al fianco dei suoi figli,
ed oh, come li ama da Mamma, e dà loro la sua
Maternità per farmi amare come Lei Mi ama;
e non solo, ma col dare la sua Maternità
mette il perfetto amore tra le creature,
affinché si amino tra loro con amore materno,
che è amore di sacrificio, di disinteresse e costante…
Ma chi riceve tutto questo bene? – ci chiede Gesù – .
Chi vive nel nostro Fiat
sente la Maternità
della Regina.
Lei – si può dire – mette in
bocca ai suoi figli il suo
Cuore Materno, affinché
succhino e ricevano la
Maternità del suo amore,
le sue dolcezze
e tutte le sue doti,
di cui è arricchito il
suo Materno Cuore.
Figlia mia – conferma ancora
Gesù a Luisa e ad ognuno di noi –
chi vuol trovarmi, chi vuole
ricevere tutti i nostri beni
e la stessa Madre mia,
deve entrare nella
Nostra Volontà
e deve rimanervi dentro ”.

La Vergine Maria vuole
dotare gli uomini del suo amore di Madre
e farli eredi del suo stesso Figlio.
Il 28 dicembre 1936 ( vol. 34 ) Luisa scrive queste parole chiarificatrici
riferitele da Gesù:
“ … Come Adamo peccando, aveva tramandato
ai suoi discendenti la triste eredità di tutti i mali,
delle passioni e delle debolezze,
così anche
la Celeste Regina, mediante la propria vita vissuta
nella Divina Volontà, poté conferire ai propri figli
il diritto di ereditare tutti quanti i suoi innumeri beni.
Oh, la sublime eredità che la Sovrana Signora
vuol far conoscere e donare alle umane creature!
Ella che vive nelle anime loro vuole renderle partecipi della
propria Maternità Divina. Vuole che esse generino in se
stesse Gesù, Gli facciano da mamma, Lo difendano da
qualsiasi offesa e Lo amino di quel medesimo amore
con cui Essa stessa Lo ama… ”
( Cfr. S. Vangelo : Mt. 12,48-50
“ Chi è mia Madre e chi sono i miei fratelli?…
Chiunque fa la Volontà del Padre mio che è nei Cieli,
questi è per Me fratello, sorella e Madre ” ).

La Regina Madre del Verbo,
Madre delle creature,
messaggera tra i popoli
La Vergine :
Annunciatrice, Messaggera,
Conduttrice del Regno della Divina Volontà.
( Vol. 30 : 13 marzo 1932 )
… Pensavo tra me – scrive Luisa -: ‘ Gesù mi ha inceppata e legata con
catene che non c’è pericolo che si possono spezzare, sono in realtà la povera
prigioniera. Oh! come vorrei la mia Mamma Celeste in mia compagnia, affinché
sotto la sua guida potessi vivere come bisogna vivere nella Divina Volontà ’; ma
mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù ha ripetuta la sua breve visitina, e tutto
tenerezza mi ha detto:
“ … Nel vederti chiamare la nostra Mamma Celeste come tua
guida, il tuo Prigioniero Gesù ho esultato di gioia nell’avere la sua
dolce compagnia nel nostro lavoro.
Tu devi sapere che
fu Lei la vera e Celeste Prigioniera
della mia Divina Volontà. Quindi conosce tutti
i segreti, le vie, possiede le chiavi del suo Regno.
Anzi
ogni atto che faceva la Regina Prigioniera
preparava nel suo atto il posto per ricevere gli atti della creatura (gli atti che gli uomini in seguito avrebbero)
fatti nella Divina Volontà.
Ed oh, come
la Sovrana Celeste sta in aspettativa e sull’attenti
per vedere se la creatura opera nel mio Fiat, per prendere
colle sue mani materne questi atti e chiuderli negli atti
suoi come pegni, come antidoti che si vuole il Regno
della Divina Volontà sulla terra.
Sicché questo Regno fu già formato da Me e
dalla Celeste Signora; già esiste, solo che si deve
dare alle creature. Per darlo è necessario conoscerlo.
E siccome (la Celeste Signora) è la Creatura più santa, più grande
e che non conobbe altro regno che il solo Regno della
mia Divina Volontà, occupa il primo posto in Essa.
Per diritto
la Celeste Regina sarà l’Annunciatrice,
la Messaggera, la Conduttrice
d’un Regno sì santo.
Perciò pregala – continua Gesù -, invocala, ed Essa ti farà da guida,
da maestra e con amore tutto materno riceverà
tutti gli atti tuoi per chiuderli nei suoi, e dirti:
‘ Gli atti della mia figlia sono come gli atti
della sua Mamma. Quindi possono stare coi miei
per raddoppiare il diritto alle creature di ricevere
il Regno della Divina Volontà. Siccome questo suo
Regno, Dio lo deve dare e la creatura lo deve ricevere,
ci vogliono gli atti d’ambo le parti
per ottenere l’intento ’.
Quindi,
Colei che tiene più ascendenze,
più potere, più impero sul Cuore Divino
è la Sovrana del Cielo.
I suoi atti staranno a capo col seguito degli altri atti
delle creature cambiati in divini, in virtù della mia
Volontà, per dare il diritto ad esse per ricevere questo
Regno, e Dio nel vedere questi atti si sentirà mosso a
darlo per quell’amore che ebbe nella Creazione,
che il tutto creò per fare che la sua Volontà
si facesse come in Cielo così in terra,
e che ogni creatura fosse un regno della sua Volontà
che avesse il suo totale dominio.
Perciò – ci sprona Gesù -, sempre avanti nell’operare e vivere
nel Fiat Supremo ”.
… L’ amore della Sovrana Regina
è diffuso in tutto il creato perché il Fiat
nel suo slancio infinito lo diffondeva
ovunque …
… Pregavo la Sovrana Regina – scrive Luisa il 22.04.1928 ( Vol. 24 ) – che
venisse in mio aiuto, che mi prestasse il suo amore, per poter amare col
suo amore di Madre il mio dolce Gesù, e Gesù ha soggiunto: ù
“ Figlia mia,
l’amore della Sovrana Celeste è diffuso in tutto il creato,
perché quel Fiat che solo col pronunziarsi aveva slanciato
in tutto l’universo tanta varietà delle nostre opere e datele la
vita, abitava in Lei. Ed Essa, il suo amore e tutti gli atti suoi
li emetteva nel Fiat Divino, il Quale non sapendo fare cose
piccole, ma grandi e senza limiti, nel suo slancio infinito
diffondeva l’amore a tutti gli atti della Mamma Celeste
nel Cielo, nelle stelle, nel sole, nel vento, nel mare,
ovunque ed in ogni cosa.
Il suo amore è diffuso ovunque, i suoi atti li trovi dappertutto,
perché il mio Fiat dovunque li diffondeva ed animava tutto
coll’amore e atti di Lei.
Né Io sarei stato contento, né Mi sentirei amato ed onorato, se
non trovassi in tutte le cose, fin sotto la terra, l’amore e la gloria
che Mi dava la Mamma mia. Sarebbe stato un amore spezzato
ed una gloria divisa se non La trovassi in tutta la Creazione,
molto più che in tutte le cose L’avevo amata, era giusto che
in tutto trovassi il suo amore diffuso e sempre in atto
d’amarmi e di glorificarmi. Né avrebbe potuto farmi breccia
un amore spezzato, che non Mi corresse ovunque appresso
e quindi non avrebbe potuto tirarmi dal Cielo in terra,
nella stretta prigione del suo seno materno.
Le sue catene d’amore furono tante per quante
cose creai, in modo che Io scesi dal Cielo come un Re,
tutto inanellato ed accerchiato dalle catene d’amore
della Regina del Cielo.
E se il suo amore giunse a tanto, lo deve al mio
Fiat Divino, che regnando in Lei da Sovrano, rapiva il
suo amore nel mio Volere e lo allargava ovunque, e
gli atti di Lei ricevevano tutti le tinte degli atti divini.
Perciò – e l’invito di Gesù a Luisa è rivolto anche a noi – se vuoi l’amore della
Mamma Regina fa’ che il mio Fiat ti domini, diffondi il tuo amore e tutta te stessa in Esso, affinché il mio Fiat rapendo il tuo piccolo amore e tutto ciò
che tu fai, lo allarghi e portandolo ovunque dove Esso si trova, ch’é
dappertutto, trovi unito all’amore della Mamma mia il tuo amore, e tu Mi darai il contento che la piccola figlia del mio Volere non Mi dia un amore spezzato e diviso, ma amore in tutte le cose e dappertutto ” …
Nascondiamo i nostri atti negli atti della Celeste Mamma, che supplisce per noi.
… Mentre continuavo il mio giro in tutto ciò che è stato fatto nel Voler
Supremo – scrive Luisa il 2.11.1926 (Vol. 20) – sono giunta a tutto ciò che aveva
fatto la mia Mamma Celeste in Esso e le dicevo:
“ Sovrana Regina, vengo a nascondere il mio piccolo amore nel mare grande del tuo amore, la mia adorazione verso Dio nell’immenso oceano della tua, i miei ringraziamenti li nascondo nel mare dei tuoi, le mie suppliche, i miei sospiri, le mie lacrime e pene, le nascondo nel mare delle tue, affinché il mio ed il tuo mare d’amore sia uno solo, la
mia adorazione e la tua sia una sola, i miei ringraziamenti prendano la larghezza dei tuoi stessi confini, le mie suppliche, lacrime e pene diventino un sol mare col tuo, affinché anch’io abbia i miei mari d’amore, d’adorazione, eccetera, affinché, come la tua Sovrana Altezza impetrò con questo il sospirato Redentore così anch’io mi presento
con tutti questi mari innanzi alla Maestà Divina per chiederle, per
pregarlo, per scongiurarlo il Regno del Fiat Supremo. Mamma
Regina mia, debbo servirmi della stessa tua via, dei stessi mari tuoi
d’amore e di grazie, per vincerlo a fargli cedere il suo Regno sulla
terra, come lo vincesti Tu a far scendere il Verbo Eterno. Non vuoi Tu aiutare la tua piccola figlia, a darmi i mari tuoi per farmi ottenere che,
presto venga il Regno del Fiat Supremo sulla terra ? ”
Ora mentre ciò facevo e dicevo pensavo tra me: “ La mia Mamma
Celeste, non si occupò, né ebbe tanto interesse del Regno del Fiat
Supremo, che subito venisse a regnare sulla terra; ebbe interesse
del sospirato Redentore e l’ottenne; e del Fiat Divino ch’era più
necessario e che doveva mettere il perfetto ordine tra Creatore e
creatura, non si occupò, mentre spettava a Lei come Regina e
Madre di rappacificare la volontà umana e la Divina affinché
regnasse col suo pieno trionfo ”. In questo mentre il mio sempre
amabile Gesù ( continua a scrivere Luisa ) mi ha detto tutto bontà:
“ Figlia mia,
la missione della mia inseparabile Mamma, era per il sospirato Redentore, e la compì perfettamente ;
ma tu devi sapere che
tutto ciò che feci, tanto Io quanto Essa, la sostanza, la fonte, la causa primaria era il Regno della
mia Volontà.
Ma siccome per venire Questo
era necessaria la Redenzione,
mentre nei nostri atti al di dentro c’era il Regno del Fiat, al di
fuori, dell’esterno dei
nostri atti eravamo tutti
intenti ed occupati per il Regno della Redenzione…

Solennità dell’ASSUNTA e festa della Divina Volontà

Carissimi oggi davvero festa grande che si può dire la FESTA DELLA DIVINA VOLONTA’

al LIBRO DI CIELO
Volume18°;
Agosto 15,1925.

La Festa dell’Assunta si dovrebbe chiamare:

 ‘La Festa della Divina Volontà’.

Continuavo a fondermi nel Santo Voler Divino, per ricambiare il mio Gesù col mio piccolo amore di tutto ciò che ha fatto per l’uman genere nella Creazione, ed il mio amato Gesù,
muovendosi nel mio interno, per dare più valore al mio piccolo amore, faceva insieme con me ciò che io facevo; ed in questo mentre mi ha detto:
“Figlia mia, tutte le cose create furono fatte per l’uomo, e tutte corrono verso dell’uomo; …

… Dopo di ciò *mi son messa a pensare alla Festa della mia Celeste Mamma Assunta in Cielo,* ed il mio dolce Gesù, con un accento tenero e commovente ha soggiunto:
“Figlia mia, *il vero nome di questa Festa, dovrebbe chiamarsi: ‘La Festa della Divina Volontà’.* Fu la volontà umana che chiuse il Cielo, che spezzò i vincoli col suo Creatore, che fece uscire in campo le miserie, il dolore e che mise un termine alle feste che la creatura doveva godere nel Cielo. Ora, questa creatura, Regina di tutti, col fare sempre ed in tutto la Volontà dell’Eterno – anzi, si può dire che la sua vita fu la sola Volontà Divina – aprì il Cielo, si vincolò con l’Eterno e fece ritornare le feste nel Cielo con la creatura. Ogni atto che compiva nella Volontà Suprema, era una festa che iniziava in Cielo, erano soli che formava come ornamento di questa festa, erano musiche che spediva per allietare la Celeste Gerusalemme. Sicché la vera causa di questa Festa è la Volontà Eterna operante e compita nella mia Mamma Celeste, che operò tali prodigi in Lei, che stupì Cieli e terra, incatenò l’Eterno coi vincoli indissolubili d’amore, rapì il Verbo fin nel suo seno; gli stessi Angeli, rapiti, ripetevano tra loro: ‘Donde tanta gloria, tanto onore, tanta grandezza e prodigi non mai visti in questa eccelsa Creatura? Eppure, è dall’esilio che viene!’ E attoniti riconoscevano la Volontà del loro Creatore come Vita e operante in Lei, e tremebondi dicevano: ‘Santa, Santa, Santa, onore e gloria alla Volontà del nostro Sovrano Signore, e gloria e tre volte Santa Colei che ha fatto operare questa Suprema Volontà!’
Sicché è la mia Volontà che più che tutto fu ed è festeggiata nel giorno dell’Assunzione in Cielo della mia Madre Santissima.
Fu la sola mia Volontà che la fece ascendere tanto in alto, che la distinse fra tutti; tutto il resto sarebbe stato come nulla se non avesse posseduto il prodigio del mio Volere.
Fu la mia Volontà che le diede la Fecondità Divina e la fece Madre del Verbo; fu la mia Volontà che le fece veder ed abbracciare tutte le creature insieme, facendosi Madre di tutti e amando tutti con un amore di Maternità Divina, e facendola Regina di tutti la faceva imperare e dominare. Onde, in quel giorno la mia Volontà ricevette i primi onori, la gloria ed il frutto abbondante del suo lavoro nella Creazione, ed incominciò la sua Festa che mai interrompe per la glorificazione del suo operato nella mia diletta Madre. E sebbene il Cielo fu aperto da Me, e molti Santi stavano già in possesso della Patria Celeste quando la Regina Celeste fu assunta in Cielo, ma però come causa primaria era proprio Lei, che aveva compito in tutto la Suprema Volontà, e perciò si aspettò Colei che tanto l’aveva onorata, e conteneva il vero prodigio della Santissima Volontà per fare la prima Festa al Supremo Volere. Oh, come tutto il Cielo magnificava, benediva, lodava l’Eterna Volontà, quando vedeva questa sublime Regina entrare nell’Empireo, in mezzo alla corte celeste, tutta circonfusa dal Sole Eterno del Voler Supremo! La vedevano tutta tempestata dalla potenza del Fiat Supremo, non c’era stato in Lei neppure un palpito che non aveva impresso questo Fiat, e attoniti la guardavano e le dicevano: ‘Ascendi, ascendi più in alto! E’ giusto che Colei che tanto ha onorato il Fiat Supremo, e che per mezzo suo ci troviamo noi nella Patria Celeste, abbia il trono più alto e che sia la nostra Regina!’ Ed il più grande onore che ricevette la mia Mamma, fu il vedere glorificata la Divina Volontà”.317:06

“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1,42)

Dagli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – Volume 16; Novembre 24, 1923

… Il mio Volere voleva essere il primo agente nell’uomo, non per altro che per dargli nuove sorprese d’amore, di gioie, di felicità, di luce, di ricchezze, voleva sempre dare, ecco perciò voleva agire, ma l’uomo volle fare la sua volontà e ruppe i legami con la Divina; mai l’avesse fatto! Il mio Volere si ritirò e lui precipitò nell’abisso di tutti i mali. Ora, per rannodare di nuovo queste due Volontà, ci voleva uno che contenesse in sé una Volontà Divina e perciò, Io, Verbo Eterno, amando con un amore eterno quest’uomo, decretai insieme alle Divine Persone che prendessi umana carne per venire a salvarlo e rannodare le due Volontà spezzate. Ma dove scendere? Chi doveva essere colei che doveva prestare la sua carne al suo Creatore? Ecco perciò scegliemmo una creatura che, in virtù dei meriti previsti del futuro Redentore, fu esentata dalla colpa di origine, il suo volere ed il Nostro furono uno solo, fu questa Celeste Creatura che comprese la storia della nostra Volontà; Noi, come a piccina, tutto narrammo, il dolore del nostro Volere e come l’uomo, ingrato, con lo spezzare la sua volontà con la Nostra, aveva ristretto il nostro Volere nella cerchia divina, come inceppandolo nei suoi disegni, impedendo che potesse comunicargli i suo beni e lo scopo per cui era stato creato; per Noi il dare è felicitarci e rendere felice chi da Noi riceve, è arricchire senza impoverire, è dare ciò che Noi siamo per natura e formarlo nella creatura per grazia, è uscire da Noi per dare ciò che possediamo; col dare il nostro amore si sfoga, il nostro Volere fa festa; se non avessimo dovuto dare, a che pro formare la Creazione? Sicché, solo il non poter dare ai nostri figli, alle nostre care immagini, era come un lutto per la nostra Suprema Volontà; solo nel vedere l’uomo operare, parlare, camminare, senza il connesso del nostro Volere, perché da lui spezzato. Non potendo far correre verso di lui correnti di grazie, di luce, di santità, di scienza che invece sarebbero corse se lui fosse stato con Noi, il nostro Volere si atteggiava a dolore. In ogni atto di creatura era un dolore, perché vedevamo quell’atto vuoto del valore divino, privo di bellezza e di santità, tutto dissimile dagli atti nostri. Oh! come comprese la Celeste Piccina questo nostro sommo dolore ed il gran male dell’uomo nel sottrarsi al nostro Volere! Oh! quante volte Lei pianse a calde lacrime per il nostro dolore e per la grande sventura della creatura e perciò Lei, temendo, non volle concedere neppure un atto di vita alla sua volontà, perciò si mantenne piccola, perché il suo volere non ebbe vita in Lei, come avrebbe potuto farsi grande? Ma ciò che non fece Essa, fece il nostro Volere: La crebbe tutta bella, santa, divina; la arricchì tanto, che la rese la più grande di tutti, era un prodigio del nostro Volere, prodigio di grazia, di bellezza, di santità, ma Essa si mantenne sempre piccola, tanto che non scendeva mai dalle nostre braccia e preso a petto suo la nostra difesa, ricambiò tutti gli atti dolenti del Supremo Volere e non solo stava Lei tutta in ordine alla nostra Volontà, ma fece suoi tutti gli atti delle creature, assorbendo in Sé tutta la nostra Volontà respinta da loro, la riparò, l’amò e tenendola come a deposito nel suo cuore verginale, preparò il cibo della nostra Volontà per tutte le creature.

Vedi dunque con quale cibo alimenta i suoi figli questa Madre amantissima? Le costò tutta la sua vita, pene inaudite, la stessa Vita del Figlio suo, per fare in Lei il deposito abbondante di questo cibo della mia Volontà, per tenerlo pronto per alimentare tutti i suoi figli qual Madre tenera e amorosa, Lei non avrebbe potuto amare di più i suoi figli, col dar loro questo cibo il suo amore era giunto all’ultimo grado, sicché, a tanti titoli che Essa ha, il più bel titolo che le si possa dare, è di Madre e Regina della Volontà Divina.”

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Volume 28; Ottobre 18, 1930

… Figlia del mio Volere, il valore degli atti della mia Mamma Celeste, fu grande perché uscivano dal seno immenso della mia Volontà Divina, di cui Lei possedeva il regno, la vita; non vi era moto, atto, respiro e palpito che non fosse pieno di Voler Supremo fino a sboccarne fuori, i suoi baci amorosi che mi dava, uscivano dalla sorgente di Esso, i suoi casti abbracci, con cui abbracciava la mia infantile Umanità, il suo latte purissimo con cui mi nutriva; contenevano l’immensità, Io, succhiando al suo seno Verginale, succhiavo al seno immenso del mio Fiat ed in quel latte succhiavo le sue gioie infinite, le sue dolcezze ineffabili, il cibo, la sostanza, la crescita infantile della mia Umanità, dall’immenso abisso della mia Divina Volontà.

Sicché nei suoi baci io sentivo il bacio eterno del mio Volere che quando fa un atto non cessa mai di farlo, nei suoi abbracci sentivo un’immensità Divina che mi abbracciava e nel suo latte mi nutriva divinamente ed umanamente e mi ridava le mie gioie celesti ed i contenti del mio Voler Divino che la teneva tutta riempita.

Se la Sovrana Regina non avesse avuto una Volontà Divina in suo potere Io non mi sarei contentato dei suoi baci, del suo amore, dei suoi abbracci e del suo latte, tutt’al più si sarebbe contentata la mia Umanità; ma la mia Divinità, Io Verbo del Padre, che avevo l’infinito, l’immenso in mio potere, volevo baci infiniti, abbracci immensi, latte pieno di gioie e dolcezze Divine e così solo restai appagato perché la mia Mamma, possedendo la mia Volontà Divina, mi poteva dare baci, abbracci, amore e tutti i suoi atti che davano di infinito.

Ora tu devi sapere, che tutti gli atti che si fanno nella mia Divina Volontà, sono inseparabili da Essa, si può dire formano una sola cosa, atto e volontà, si può chiamare luce la volontà e l’atto calore, che sono inseparabili l’una dall’altro.

Onde tutti quelli che possederanno come vita il mio Fiat, avranno in potere tutti gli atti della Mamma Celeste e Lei intanto aveva in potere tutti gli atti loro, in modo che nei suoi baci ed abbracci Io mi sentivo baciato ed abbracciato da tutti quelli che dovevano vivere nella mia Volontà ed in essi mi sento ribaciare ed abbracciare dalla mia Mamma, tutto è in comune ed in perfetto accordo nel mio Volere, ogni atto umano scende dal suo seno e con la sua potenza lo fa risalire nel centro donde è uscito.

Quindi sii attenta e non ti far sfuggire nulla che non entri nella mia Divina Volontà, se vuoi darmi tutto e ricevere tutto.”

E’ una bellissima solennità per consacrarsi a Maria Santissima.

vi chiediamo anche di ricordarci per le scelte che l’Apostolato deve fare per l’autunno inverno prossimo. grazie FIAT

PREGHIERA QUOTIDIIANA ALLA REGINA MAMMA

TUTTI I VIDEO SULLA REGINA MAMMA

ringraziamoi il signore per la spendida notizia rispetto alla causa di beatificazione di luisa

https://www.luisapiccarretaofficial.org/news/comunicato-del-postulatore-mons-paolo-rizzi-circa-la-causa-di-beatificazione/1944

Festa di Dio Padre, Trasfigurazione e compleanno Maria Santissima

LIBRO DI CIELO Volume 29 Giugno 23, 1931

Come la creazione manifesta la paternità divina e come Dio si sente Padre di chi lo riconosce nelle opere sue.

Stavo facendo il mio giro nella creazione per seguire gli atti fatti in essa dalla Divina Volontà; mi pareva che in ciascuna cosa creata stava come nobile Regina, come centro di vita la Volontà adorabile, per fare in ogni cosa il suo dolce incontro colle creature, ma riceveva questo incontro chi la riconosceva in ciascuna cosa creata. In questo incontro felice si aprono le corrispondenze d’ambo le parti, si festeggia insieme, e la Divina Volontà dà e la creatura riceve. Ma mentre la mia mente si perdeva col girare nelle cose create, il mio sommo bene Gesù mi ha detto:

“Figlia mia, tutta la creazione manifesta la paternità divina, la potenza, l’amore, l’armonia di colui che l’ha creata. Ma sai tu di chi ci sentiamo Padre? [Di] chi ricorda e riconosce tutta la creazione come proprietà del suo Creatore, che volendo manifestare la sua paternità per le creature, ha create tante belle cose per amor loro; quindi chi le riconosce per contraccambiarlo coll’amarlo e ringraziarlo, si stringe intorno al suo Padre celeste come figlia che riconosce i beni suoi, e [che riconosce] che se [egli] li ha creati significa che vuole che la figlia sua possieda i suoi possedimenti nei possedimenti del Padre suo. Se tu sapessi qual è la nostra gioia e felicità nel sentirci Padre e nel vedere i nostri figli stretti a noi d’intorno per mezzo delle nostre cose create!

Sicché la creatura, col ricordarsi e riconoscere ciò che Dio ha fatto per essa, ci ama da Padre e noi l’amiamo da figlia; ci sentiamo che la nostra paternità non è paternità sterile, ma feconda. Così [in] chi ricorda e riconosce ciò che feci e patii nella mia vita e passione, mi sento Redentore e do a possedere i beni della redenzione; sicché le mie pene, le mie opere, i miei passi, si schierano intorno alla felice creatura per aiutarla, santificarla e farle sentire gli effetti, in essa, di tutta la mia vita. E [in] chi riconosce ciò che il nostro amore ha fatto e può fare nell’ordine della grazia, mi sento amante appassionato e le do il possesso del mio amore, in modo che sentirà tal amore per me, da non poter vivere senza amarmi; e siccome il vero amore sta nel fare sempre la mia Volontà, io ne faccio un prodigio del mio amore e del mio Volere.

Qual dolore non sarebbe per un padre, avere i figli e non vederli intorno per amarsi a vicenda e godersi il frutto delle sue viscere? Tale è la nostra Divinità; abbiamo distesa la nostra paternità in modo infinito in tutta la creazione, come Padre siamo tutt’occhio sui nostri figli, affinché nulla manca loro, le nostre braccia sentono l’estremo bisogno d’amore di stringerlo al nostro seno per dargli amore e ricevere amore, e quando vediamo la creatura che corre a noi, vuole i nostri amplessi, oh, come ci sentiamo felici che la nostra paternità è riconosciuta e può svolgere l’ufficio di padre per i nostri figli! La nostra generazione è quasi innumerevole, eppure pochi figli ci circondano, tutti gli altri sono lontani da noi, lontano col cuore, colla volontà, lontano dalla nostra somiglianza; e nel nostro dolore nel vedere i pochi figli intorno a noi diciamo: ‘E gli altri figli nostri dove sono? Come non sentono il bisogno d’avere un Padre celeste, di ricevere le nostre carezze paterne, di possedere i nostri beni?’.

Perciò sii attenta, riconosci i nostri beni, le opere nostre, e sentirai la nostra paternità nel cielo tempestato di stelle, che nel loro mite scintillio ti chiamano figlia e ti attestano l’amore del Padre tuo. La nostra paternità si stende nel sole, che colla sua luce vibrante ti chiama figlia e ti dice: ‘Riconosci nella mia luce il gran dono del Padre tuo, che ti ama tanto, che vuole che sia la posseditrice di questa luce’.

La nostra paternità si stende ovunque: nell’acqua che bevi, nel cibo che prendi, nelle varietà delle bellezze di tutta la natura; [le nostre opere] hanno una voce comune, che tutte ti chiamano figlia del gran Padre celeste e come figlia sua vogliono essere possedute da te.

Ora qual sarebbe il nostro contento se in tutte le cose da noi create, alla nostra voce tenera di chiamarti figlia, sentissimo la tua voce che ci chiamasse Padre, e ci dicessi: ‘Questo è dono del Padre mio; oh, come mi ama! Ed io voglio amarlo assai assai’ ”.

SCRITTI LUISA PICCARRETA
14 AGOSTO 1917
VOLUME 12

Gesù non faceva altro che darsi in balia della Volontà del Padre. Diversità tra il vivere
rassegnato alla Divina Volontà e la santità del vivere nel Divino Volere. Esempi.
Trovandomi nel solito mio stato, il mio dolce Gesù, appena ed alla sfuggita è venuto e mi
ha detto:
“Figlia mia, Io non facevo altro che darmi in balia della Volontà del Padre. Sicché, se pen-
savo, pensavo nella mente del Padre; se parlavo, parlavo nella bocca e con la lingua del Padre;
se operavo, operavo nelle mani del Padre; anche il respiro respiravo in Lui, e tutto ciò che face-
vo andava ordinato come Lui voleva. Sicché potevo dire che la mia Vita la svolgevo nel Padre
ed Io ero il portatore del Padre, perché tutto chiusi nel suo Volere e niente facevo da Me. Il pun-
to mio principale era la Volontà del Padre, perché non badavo a Me stesso, né per le offese che
facevano Io interrompevo il mio corso, ma sempre più volavo al mio centro; ed allora la mia Vi-
ta naturale finì quando in tutto compii la Volontà del Padre.
Così tu, figlia mia, se ti darai in balia della mia Volontà, non avrai più pensiero di nulla. La
mia stessa privazione che tanto ti tormenta e ti consuma, scorrendo nella mia Volontà troverà il
sostegno, i miei baci nascosti, la mia Vita in te vestita da te; nel tuo stesso palpito sentirai il
mio, infuocato e dolente. E se non Mi vedi, Mi senti; le mie braccia ti stringono. E quante vol-
te non senti il mio moto, il mio alito refrigerante che rinfresca i tuoi ardori? Tu lo senti tutto
questo, e quando fai per vedere chi ti ha stretto, chi ti alita e non Mi vedi, Io ti sorrido e ti bacio
coi baci del mio Volere e Mi nascondo più in te, per sorprenderti di nuovo e per darti un salto di
più nella mia Volontà. Perciò non contristarmi con l’affliggerti, ma lasciami fare. Il volo del
mio Volere non si arresti mai in te, altrimenti incepperesti la mia Vita in te, mentre col vivere
del mio Volere Io non trovo inceppo e fo crescere e svolgo la mia Vita come voglio”.
Ora per ubbidire voglio dire due parole sulla diversità del vivere rassegnato alla Divina Vo-
lontà ed il vivere nel Divino Volere.
Primo. Vivere rassegnato, secondo il mio povero parere, significa rassegnarsi in tutto alla
Volontà Divina, tanto nelle cose prospere quanto nelle avverse, guardando in tutte le cose la Di-
vina Volontà, l’ordine delle disposizioni divine che tiene su tutte le creature, e che neppure un
capello può cadere dal nostro capo se il Signore non lo vuole. Mi sembra un buon figlio che va
dove vuole il Padre, soffre ciò che vuole il Padre; ricco o povero, è indifferente, è contento solo
di essere ciò che vuole il Padre. Se riceve o chiede ordine di andare a qualche parte per il disim-
pegno di qualche affare, lui va solo perché lo ha voluto il Padre; ma mentre dura il tempo, deve
prendere ristoro, fermarsi per riposare, prendere il cibo, trattare con persone, quindi deve mettere
molto del suo volere ad onta che va perché lo ha voluto il Padre, ma in tante cose si trova
nell’occasione di fare da se stesso; quindi, può stare i giorni, i mesi, lontano dal Padre, senza es-
sere specificata in tutte le cose la Volontà del Padre. Sicché [a] chi vive rassegnato al Divin Vo-
lere è quasi impossibile non mescolare la sua volontà; sarà un buon figlio, ma non avrà in tutto,
i pensieri, le parole, la vita del Padre ritrattato del tutto in lui, perché dovendo andare, ritornare,
seguire, trattare con altri, già l’amore resta spezzato, perché solo l’unione continuata fa crescere
l’amore e mai si spezza, e la corrente della Volontà del Padre non è in comunicazione continua
con la corrente della volontà del figlio, ed in quegli intervalli, il figlio può abituarsi a fare la

propria volontà. Però, credo che è il primo passo alla santità.
Secondo: vivere nel Divin Volere. Vorrei la mano del mio amabile Gesù per scrivere ciò!
Ah, Lui solo potrebbe dirne tutto il bello, il buono e il santo del vivere nel Divin Volere! Io ne
sono incapace; ne ho molti concetti nella mente, ma mi mancano i vocaboli. Mio Gesù, riversa-
ti nella mia parola, ed io dirò quello che posso.
Vivere nel Divin Volere significa [essere] inseparabile [dal Padre], non fare nulla da sé,
perché innanzi al Divin Volere [il figlio] si sente incapace di tutto, non chiede ordini né riceve
[ordini], perché si sente incapace d’andare solo e dice: “Se vuoi che faccia, facciamo insieme, e
se vuoi che vada, andiamo insieme”. Sicché fa tutto ciò che fa il Padre: se il Padre pensa, fa
suoi i pensieri del Padre e non un pensiero in più fa di quelli del Padre; se il Padre guarda, se
parla, se opera, se cammina, se soffre, se ama, anch’essa guarda ciò che guarda il Padre, ripete le
parole del Padre, opera con le mani del Padre, cammina coi piedi del Padre, soffre le stesse pene
del Padre, ed ama coll’amore del Padre. Vive non fuori, ma dentro del Padre, sicché è il riflesso
e il ritratto perfetto del Padre – ciò che non è per chi vive solo rassegnato! – Questo figlio è im-
possibile trovarlo senza del Padre, né il Padre senza di lui; e non solo esternamente, ma tutto il
suo interno si vede come intrecciato con l’interno del Padre, trasformato, sperduto tutto, tutto in
Dio.
Oh, i voli rapidi e sublimi di questo figlio nel Voler Divino! Questo Voler Divino è im-
menso, in ogni istante circola in tutti, dà vita e ordina tutto, e l’anima spaziandosi in questa im-
mensità, vola a tutti, aiuta tutti, ama tutti, ma come aiuta ed ama lo stesso Gesù – ciò che non
può fare chi vive solo rassegnato -. Sicché a chi vive nel Divin Volere gli riesce impossibile far
da solo, anzi sente nausea del suo operato umano, ancorché santo, perché nel Divin Volere [le]
cose, anche le più piccole, prendono altro aspetto, acquistano nobiltà, splendore, santità divina,
potenza e bellezza divina, si moltiplicano all’infinito, e in un istante [l’anima] fa tutto e, dopo
che ha fatto tutto, dice: “Non ho fatto nulla, ma l’ha fatto Gesù; e questo é tutto il mio contento:
che, misera qual sono, Gesù mi ha dato l’onore di tenermi nel Divin Volere per farmi fare ciò
che ha fatto Lui”. Sicché il nemico non può molestare questa figlia, se bene o male ha fatto, po-
co o molto, perché tutto ha fatto Gesù e lei insieme con Gesù. Questa è la più pacifica, non è
soggetta ad ansietà, non ama nessuno ed ama tutti, ma divinamente; si può dire: è la ripetitrice
della Vita di Gesù, l’organo della sua voce, il palpito del suo Cuore, il mare delle sue grazie.
In questo solo, credo, consiste la vera santità; tutte le altre cose sono ombre, larve, spettri
di santità. Nel Voler Divino le virtù prendono posto nell’ordine divino, invece fuori di Esso,
nell’ordine umano, sono soggette a stima propria, a vanagloria, a passioni. Oh, quante opere
buone e quanti Sacramenti frequentati sono da piangersi innanzi a Dio e da ripararsi, perché vuo-
ti del Divin Volere, quindi senza frutti! Volesse il Cielo che tutti comprendessero la vera santi-
tà! Oh, come tutte le altre cose scomparirebbero!
Quindi, molti si trovano sulla via falsa della santità. Molti la mettono nelle pie pratiche di
pietà e, guai a chi li sposta! Oh, come s’ingannano! Se i loro voleri non sono uniti con Gesù ed
anche trasformati in Lui, che è continuata preghiera, con tutte le loro pie pratiche la loro santità è
falsa e si vede che queste anime passano con molta facilità dalle pie pratiche ai difetti, ai diver-
timenti, a seminare discordie ed altro. Oh, come è disonorante questa specie di santità! Altri la

mettono ad andare in chiesa ad assistere a tutte le funzioni, ma il loro volere è lontano da Gesù, e
si vede che queste anime poco si curano dei propri doveri; e se vengono impedite [di andare in
chiesa ed assistere a tutte le funzioni], si arrabbiano, piangono che la loro santità se ne va per a-
ria, se ne lamentano, disubbidiscono, sono le piaghe delle famiglie. Oh, che falsa santità! Altri
la mettono alle confessioni spesse, alle direzioni minute, a fare scrupolo di tutto, ma poi non si
fanno scrupolo che il loro volere non corre insieme col Volere di Gesù. Guai a chi le contraddi-
ce! Queste anime sono come quei palloni gonfi che, appena un piccolo buco, esce l’aria e la loro
santità va in fumo e va a terra. E questi poveri palloni hanno sempre da dire, sono al più portati
alla mestizia, vivono sempre nel dubbio e quindi vorrebbero un direttore per loro che in ogni
piccola cosa li consigli, li rappacifichi, li consoli, ma subito sono più agitati di prima. Povera
santità, com’è falsificata!
Vorrei le lacrime del mio Gesù per piangere insieme con Lui su queste santità false e far
conoscere a tutti come la vera santità sta nel fare la Divina Volontà e vivere nel Divin Volere.
Questa santità getta le radici tanto profonde, che non c’è pericolo che oscilli, perché riempie ter-
ra e Cielo e dovunque trova il suo appoggio; è ferma, non soggetta ad incostanze, a difetti vo-
lontari. Attenta ai propri doveri, è la più sacrificata, distaccata da tutti e da tutto, anche dalle
stesse direzioni; e siccome le radici sono profonde, si eleva tanto in alto che i fiori ed i frutti
sbocciano nel Cielo, ed è tanto nascosta in Dio, che la terra poco o nulla ne vede di quest’anima.
Il Voler Divino la tiene assorbita in Lui; solo Gesù è l’artefice, la vita, la forma della santità di
questa invidiabile creatura; non ha niente di suo, ma tutto è in comune con Gesù, la sua passio-
ne è il Divin Volere, la sua caratteristica è il Volere del suo Gesù ed il Fiat è il suo motto conti-
nuo.
Invece, la povera e falsa santità dei palloni è soggetta a continue incostanze; e mentre pare
che i palloni della loro santità si gonfino tanto, che pare che volino per aria ad una certa altezza,
tanto che molti – e gli stessi direttori – ne restano ammirati, ma [tuttavia] subito ne restano disin-
gannati. E basta, per fare sgonfiare queste palloni, un’umiliazione, una preferenza usata dai di-
rettori a qualche altra persona, credendole un furto per loro, credendosi le più bisognose. Quin-
di, mentre fanno scrupolo delle sciocchezze, poi giungono a disubbidire; è la gelosia e il tarlo di
questi palloni, che rodendo loro il bene che fanno, gli va tirando
l’aria e il povero pallone si
sgonfia e cade a terra e giunge ad imbrattarsi di terra; ed allora si vede la santità che c’era nel
pallone e, che cosa si trova? Amor proprio, risentimento, passioni nascoste sotto aspetto di be-
ne, come per aver5
occasione di dire: “Si son fatti il trastullo del demonio”. Sicché, di tutta la
santità non si è trovato altro che una massa di difetti, apparentemente mascherati di virtù. E poi,
chi può dire tutto? Lo sa solo Gesù i mali peggiori di questa santità falsa, di questa vita devota
senza fondamento, perché appoggiata sulla falsa pietà.
Queste false santità sono le vite spirituali senza frutto, sterili, che sono causa di far piange-
re, chi sa quanto, il mio amabile Gesù; sono il malumore della società, i crucci degli stessi diret-
tori, delle famiglie; si può dire che portano presso di loro un’aria malefica che nuoce a tutti.
Oh, com’è ben diversa la santità dell’anima che vive nel Voler Divino! Sono il sorriso di
Gesù! Sono lontane da tutti, anche dagli stessi direttori, solo Gesù è tutto per loro, sicché nessu-
no si cruccia per loro; l’aria benefica che posseggono imbalsama tutti, sono l’ordine e l’armonia

di tutti. Gesù, geloso di queste anime, Si fa Attore e Spettatore di ciò che fanno; [non vi è] nep-
pure un palpito, un respiro, un pensiero, che Lui non regoli e domini. Gesù la tiene tanto assor-
bita nel Divin Volere, che a stento può ricordarsi che vive nell’esilio.

RIMANDIAMO QUI L’ARTICOLO PRECEDENTEE

PER IL ROSARIO DEL PADRE E LA SINTESI DEL MESSAGGIO A ELISABETTA RAVASIO

Mese di agosto dedicato al Padre

Trasfigurazione

𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟐𝟏, 𝟐𝟐 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟏𝟗𝟐𝟕

Così, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗼𝗿𝗴𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗩𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲, 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝗰𝗲, 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱’𝗼𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮̀, riceve ciascuno la sua speciale tinta di bellezza e la vivacità dei colori divini, 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗲𝗱 𝗮𝗺𝗺𝗮𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱’𝘂𝗻𝗮 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.

Come sorge il sole del mio Volere, mette in fuga tutti i mali dell’anima, toglie il torpore che hanno prodotto le passioni, anzi innanzi alla luce del Fiat Divino le stesse passioni lambiscono quella luce ed ambiscono di convertirsi in virtù per fare omaggio al mio eterno Volere.

Come Esso sorge tutto è allegria, e le stesse pene che come mari di notte fanno paura alle povere creature, se sorge il mio Volere mette in fuga la notte dell’umana volontà e togliendo ogni paura vi forma il suo fondo d’oro in quelle pene, e colla sua luce investe le acque amare delle pene e le cristallizza in mare di dolcezza in modo da formare un orizzonte incantevole ed ammirabile.

COMPLEANNO DI MARIA SANTISSIMA

Mese di agosto dedicato al Padre

In questo mese ci concentreremo negli incontri in presenza sui cenacoli di primo annuncio sulla vita nel Divin Volere in zona mare, e a fine mese la terza tappa dei ritiri ESTIVI. FIAT

commento al vengelo di oggi

Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” (𝐆𝐯 𝟔,𝟑𝟓)

Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta – 𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟐𝟎; N𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 2, 𝟏𝟗𝟐𝟔

” … Il Regno del mio Volere sarà il vero eco della Patria celeste che, mentre i beati posseggono come vita propria il loro Dio, lo ricevono anche da fuori di loro stessi; sicché dentro e fuori di loro, vita divina posseggono e vita divina ricevono.

𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲𝗹 𝗱𝗮𝗿𝗺𝗶 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝗶𝗮𝘁 𝗲𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗲 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 ?

Allora si avrà il frutto completo della mia vita sacramentale e, mentre si consumeranno le specie, 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝗿𝗼̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗶𝗯𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗼, perché la mia Volontà, più che accidenti sacramentali, manterrà la sua vita divina sempre col suo pieno possesso.

𝗡𝗲𝗹 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗩𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗻𝗲́ 𝗰𝗶𝗯𝗶, 𝗻𝗲́ 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝘁𝘁𝗲, 𝗺𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗲𝗻𝗻𝗶, e tutto ciò che Io feci nella Redenzione servirà loro non più di rimedio 𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗱𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗶𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲.

Sicché il trionfo del Fiat Supremo darà il frutto completo al Regno della Redenzione”.

ROSARIO DEL PADRE CON GLI SCIRTTI DI LUISA PICCARRETA DA RECITARE NEL FIAT


Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Dio vieni a regnare in noi. Signore, venga presto il tuo Volere.
PRIMO MISTERO:
Si contempla il trionfo del Padre nel giardino
dell’Eden quando, dopo il peccato di Adamo ed
Eva, promette la venuta del Salvatore.
Il Signore Dio disse al serpente: “poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di
tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche, sul tuo ventre camminerai e polvere
mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua
stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. (Gen.
3,14-15)
Riflessione
Il Padre, con un Amore creativo e redentivo più potente del peccato e della morte,
capovolge totalmente la situazione: quella che all’inizio poteva sembrare una Sua
sconfitta, si rivela come la Sua grande vittoria: Egli riconquista la Sua creatura e la
guida verso orizzonti più ampi, verso terre e cieli nuovi. Dà inizio alla creazione di
una nuova umanità i cui capostipiti non vengono dalla terra, ma dal Cielo (Gesù e
Maria). Un’umanità divinizzata .
Questo trionfo del Padre “è” sin dall’inizio, giacché Egli è al di fuori del tempo, è
l’Eterno presente e ciò che decide “è” sin dal momento in cui lo progetta.
Così è da intendersi il “trionfo” del Padre. Non nel povero senso umano ma nel senso
propriamente divino: “Tanto più voi vi ostinerete ad offendermi, tanto più io mi
ostinerò a perdonarvi” . La vendetta di Dio è la Misericordia.
Il trionfo del Padre è questa vittoria della Sua sconfinata umiltà e del Suo infinito
Amore: Egli bussa, attende, torna a bussare finché noi Gli apriamo la porta del nostro
cuore. Allora Lui torna ed è festa grande.
Dagli scritti di Luisa Piccarreta
Dal volume 27 (7 ottobre 1929 )
…“Figlia mia, certo che fu terribile il momento della caduta d’Adamo; come respinse
il nostro Voler Divino per fare il suo, il nostro Fiat stava in atto di ritirarsi dal cielo,
dal sole e da tutta la Creazione per risolverla nel nulla, perché colui che aveva respinta
la nostra Divina Volontà non meritava più che il nostro Fiat mantenesse l’Atto
continuo di creazione e conservazione in tutta la Creazione, fatta per amor dell’uomo
e data a lui come dono dal suo Creatore. Se non fosse stato
che il Verbo Eterno avesse offerto i suoi meriti previsti del futuro Redentore, come li
offerse per preservare la Vergine Immacolata della colpa originale, tutto sarebbe
andato in rovina. Il cielo, il sole, si sarebbero ritirati nella nostra sorgente, e ritirandosi
la nostra Divina Volontà, tutte le cose create perderebbero la vita. Ma presentandosi il
Verbo Umanato innanzi alla Divinità e facendo presenti i suoi meriti previsti, tutte le
cose stettero al loro posto, ed il mio Fiat continuò la sua opera creatrice e
conservatrice, aspettando la mia Umanità per farne il dono legittimo che meritavo;
tanto vero che si fece solenne promessa all’uomo, dopo la sua caduta, che sarebbe
sceso il futuro Redentore per salvarlo, affinché pregasse e si disponesse a riceverlo.
Tutto fece la nostra Volontà, e con giustizia teneva diritto su tutto; l’uomo col fare la
sua volontà umana, gli toglieva i suoi diritti divini, perciò non meritava che il sole le
desse la luce, e come la luce lo investiva si sentiva strappare i diritti della sua luce;
ogni cosa creata che prendeva e godeva, erano tanti strappi che gli faceva. Se non
fosse per la mia Umanità, per l’uomo tutto era perduto. Perciò il non fare la mia
Divina Volontà racchiude tutti i mali, e [fa] perdere tutti i diritti del Cielo e della terra;
il farla racchiude tutti i beni ed acquista tutti i diritti umani e divini”
Ave, o Maria. 10 Padre Nostro. Gloria al Padre.
Padre mio, Padre buono, a te mi offro, a te mi dono.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che
ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
SECONDO MISTERO
Si contempla il trionfo del Padre al momento del
“Fiat” di Maria durante l’Annunciazione.
“L’Angelo disse a Maria: “Non temere, Maria,
perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un
figlio, lo darai alla luce e gli porrai nome Gesù. Sarà
grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide,
suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà mai
fine”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello
che hai detto” (Lc 1,30-33)
Riflessione
Il trionfo del Padre è tornare a prendere possesso delle Sue creature inserendole nella
Famiglia trinitaria: nel Figlio Unigenito che si è fatto Figlio dell’uomo tutti gli
uomini vengono rigenerati e divengono figli di Dio.
Questo deve farci riflettere sull’importanza della nostra volontà: se diciamo “no” a
Dio, non gli permettiamo di venire in noi e restiamo soli con noi stessi. E’ il buio, la
disperazione, la morte.
Se gli diciamo “sì” e lo facciamo venire, la Luce splende nelle tenebre del nostro
spirito e noi diveniamo “gloria vivente di Dio”. Come Gesù, come Maria.
Maria con il suo “sì” annulla il “no” di Eva e accoglie Dio che – con un atto di umiltà
e di Amore senza confine – si fa Figlio dell’uomo e torna a porre la Sua dimora nel
Suo paradiso.
Gesù, il nuovo Adamo, dicendo il suo “Vengo, Padre, a fare la tua volontà” (Eb 10,9),
permette al Padre di realizzare la nuova creazione. Gesù e Maria sono i prototipi
dell’umanità nuova dai quali siamo stati rigenerati. Se, come loro, anche noi ci
apriremo in pienezza al Padre e Gli permetteremo di porre dimora in noi, anche per
mezzo nostro Egli potrà espandere il Suo Regno di Luce.
Impariamo a vivere questa realtà infinita. Impariamo ad essere, come Gesù e Maria, il
trionfo d’Amore del Padre in un perenne “sì”.
Dagli scritti di Luisa Piccarreta
Dal volume 12 (10 gennaio 1921)
“Il primo sì nel mio Fiat l’ho chiesto alla mia cara Mamma, ed oh, potenza del suo
Fiat nel mio Volere! Non appena il Fiat Divino S’incontrò col Fiat della mia Mamma,
se ne fecero uno solo. Il mio Fiat la innalzò, la divinizzò, la adombrò e, senza opera
umana concepì Me, Figlio di Dio. Nel solo mio Fiat poteva concepirmi: il mio Fiat le
comunicò l’immensità, l’infinità, la fecondità in modo divino e perciò potette restare
concepito in Essa l’Immenso, l’Eterno, l’Infinito. Non appena disse: ‘Fiat Mihi’, non
solo s’impossessò di Me, ma adombrò insieme tutte le creature, tutte le cose create;
sentiva tutte le vite delle creature in Sé e d’allora incominciò a farla da Madre e da
Regina di tutti. Quanti portenti non contiene questo sì della mia Mamma, se li volessi
dir tutti non finiresti mai di sentirli!
Ave, o Maria. 10 Padre Nostro. Gloria al Padre.
Padre mio, Padre buono, a te mi offro, a te mi dono.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e
governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
TERZO MISTERO
Si contempla il trionfo del Padre nell’orto del
Getsemani quando dona tutta la sua potenza al Figlio.
“Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani,
e disse ai suoi discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a
pregare”. E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo,
cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla
morte: restate qui e vegliate con me”. E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a
terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però,
non come voglio io, ma come vuoi tu!” Poi tornò dai discepoli e li trovò che
dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con
me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne
è debole”. E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice
non può passare senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà” (Mt 26, 36-42).
Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all’angoscia, pregava più
intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cade-vano a terra (Lc
22,43-46).
Poi si avvicinò di nuovo ai discepoli e disse loro: “Dormite ormai e riposate! Ecco, è
giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato nelle mani dei peccatori.
Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina” (Mt 26, 45-46).
Giuda, dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi
sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce ed armi. Gesù si fece innanzi e
disse loro: “Chi cercate?” Gli risposero: “Gesù il Nazareno”. Disse loro Gesù: “IO
SONO!” Appena disse “IO SONO”, indietreggiarono e caddero a terra” (Gv 18,4-6).
Riflessione
L’Angelo del Calice e’ l’Angelo del conforto. Cosa c’è in quel calice? C’è la volontà
del Padre e, mentre Gesù la “beve” in un sì totale, il Padre Gli si comunica e Gli dona
tutta la Sua Potenza.
Gesù beve in quel momento tutta la potenza di Vita del Padre che gli permette di
rialzarsi, di rimproverare i Suoi amici con dolcezza e di andare incontro a colui che lo
ha venduto con parole che sono un richiamo di Amore:
“Non siete capaci di vegliare un’ora sola con me?… Dormite ormai e riposate” (Mc 14,
41). “Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?” (Lc 22,48).
“IO SONO!”: Il Padre è in Gesù.
Gesù ha combattuto la sua battaglia e l’ha vinta, ma non da solo: in Lui ha lottato e
vinto il Padre con tutta la Potenza dello Spirito che poi esploderà nella Resurrezione.
Non è facile, perché dire “sì” a Dio significa dire “no” al proprio “io”, rinnegare se
stessi, morire a noi stessi. Ma questa è la santità: ad ogni “sì” il nostro “io” si
rimpicciolisce, dentro di noi si fa più spazio, la potenza della Luce di Dio ci penetra
sempre di più.
Quando saremo divenuti un “sì” definitivo il nostro io morirà e allora saremo
finalmente liberi. La nostra vita avrà acquistato un senso pieno e gioioso, perché
diverremo un continuo trionfo del Padre che trasformerà la nostra morte in una
perenne resurrezione.
Dagli scritti di Luisa Piccarreta
3°ora di agonia nell’orto di Getsémani
… Gesù, Amore mio, chi può resistere nel vederti in questi estremi? Qual cuore sarà
mai sì duro, che non si spezzi nel vederti così affogato nel Sangue? Chi non verserà a
torrenti lacrime amare nel sentire gli accenti tuoi dolorosi che cercano aiuto e
conforto? Mio Gesù, consolati: già vedo il Padre che Ti spedisce un Angelo per
conforto ed aiuto, onde uscire da questo stato di agonia e poterti dare in mano ai
giudei.
Gesù fu confortato da un Angelo. E noi, possiamo dire che siamo l’angelo di Gesù
con lo starci intorno a Lui per confortarlo e prendere parte alle sue amarezze? Ma, per
poter fare da vero angelo a Gesù, è necessario prendere le pene come mandateci da
Lui, perciò come pene divine; solo allora possiamo osare di confortare un Dio tanto
amareggiato. Altrimenti, se le pene le prendiamo in senso umano, non possiamo
servircene per confortare quest’Uomo-Dio, e quindi non possiamo fare da angeli.
Nelle pene che Gesù ci invia, pare ci mandi il calice dove noi dobbiamo mettere il
frutto delle medesime; e queste pene, sofferte con amore e rassegnazione, si
convertiranno in dolcissimo nettare per Gesù. In ogni pena diremo: “Gesù ci chiama a
fare l’angelo intorno a Lui; vuole i nostri conforti, e perciò ci fa parte delle sue pene”.
Amor mio, Gesù, nelle mie pene cerco il tuo Cuore per riposo, e nelle tue intendo
darti riparo con le mie pene, per scambiarcele insieme, ed io sia [così] il tuo angelo
consolatore.
Ave, o Maria. 10 Padre Nostro. Gloria al Padre.
Padre mio, Padre buono, a te mi offro, a te mi dono.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e
governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
QUARTO MISTERO
Si contempla il trionfo del Padre al momento di
ogni giudizio particolare.
“Si mise subito in cammino e ritornò da suo padre. Era ancora lontano dalla casa
paterna, quando suo padre lo vide e, commosso, gli corse incontro. Lo abbracciò e lo
baciò. Ma il figlio gli disse: ‘Padre, ho peccato contro Dio e contro di te. Non sono
più degno di essere considerato tuo figlio.
Ma il padre ordinò subito ai suoi servi: ‘Presto, andate a prendere il vestito più bello e
fateglielo indossare. Mettetegli l’anello al dito e dategli un paio di sandali. Poi
prendete il vitello, quello che abbiamo ingrassato, e ammazzatelo. Dobbiamo
festeggiare con un banchetto il suo ritorno, perché questo mio figlio era per me come
morto e ora è tornato in vita, era perduto e ora l’ho ritrovato. E cominciarono a far
festa”. (Lc 15, 20-24)
Riflessione
La parabola del figliol prodigo è illuminante per capire il Cuore del Padre – sempre
aperto al perdono e fedele nel Suo Amore – e per capire il cuore dell’uomo, tanto
fragile e facile a lasciarsi abbagliare da false luci.
Il primo è il figlio della legge e della giustizia, il secondo è il figlio del peccato e della
Misericordia.
Dalle tante sofferenze derivate dal suo peccato è scaturita la morte del suo “io”.
Piagato e piegato dalla sofferenza – frutto del peccato – egli sente nel suo intimo un
profondo bisogno di Amore vero e “sente” che solo il padre può darglielo. Torna a
casa, tenuto ancora in vita da quest’ultima speranza che nell’incontro diventa certezza.
Ed è così che il figlio, ucciso nello spirito dal peccato, riceve dal padre una vita
nuova, splendida. Ora, tra padre e figlio, c’è un rapporto di Amore profondo, non di
timore e rispetto formali. I due fratelli sono le due versioni di Adamo: quello che
sarebbe stato l’uomo se non avesse peccato; quello che è, dopo aver preso coscienza
del proprio peccato, ed essere stato riscattato dall’Amore del Padre.
Giovanni Paolo II, facendo un quadro dei nostri tempi, si serve della parabola del
figliol prodigo per dare una esatta configurazione dell’uomo di oggi:
“Quel figlio, che riceve dal padre la porzione di patrimonio che gli spetta e lascia la
casa per sperperarla in un paese lontano “vivendo da dissoluto”, è in un certo senso
l’uomo di tutti i tempi, cominciando da colui che per primo perdette l’eredità della
grazia e della giustizia originaria. La parabola tocca indirettamente ogni rottura
dell’alleanza d’amore, ogni perdita della grazia, ogni peccato” (Dives in Misericordia).
Il peccato oggi è grande, e a causa di esso la sofferenza sta raggiungendo vertici
allucinanti. L’umanità nuova perciò nascerà presto, perché gli uomini – macerati dalla
sofferenza – riconosceranno in Dio il Padre loro e lo invocheranno. Lui verrà nel
Figlio e sarà festa grande.
Dagli scritti di Luisa Piccarreta
Dal volume 29 (20 ottobre 1931)
“Figlia mia, ogni atto che fai nella mia Divina Volontà, tanti passi fai verso Dio, e Dio
fa i suoi passi verso di te. Il passo della creatura è la chiamata che muove il passo
divino ad andarle incontro. E siccome non Ci facciamo mai vincere né superare dagli
atti suoi, se lei fa un passo, Noi ne facciamo cinque, dieci, perché il nostro amore
essendo più grande del suo, affretta, moltiplica i passi per fare più presto l’incontro e
tuffarsi l’uno nell’altro. Anzi molte volte siamo Noi che muoviamo il passo per
chiamare il passo della creatura per venire a Noi: vogliamo la nostra creatura,
vogliamo darle qualche cosa del nostro, vogliamo che Ci somigli, vogliamo renderla
felice, e perciò battiamo il passo per chiamarla; e chi sta nella nostra Volontà, oh,
come sente il dolce calpestio dei nostri passi, e corre per venire a Noi, per ricevere i
frutti dei nostri passi! Ma vuoi sapere quali sono questi frutti? La nostra parola
creatrice! Non appena succede l’incontro, la creatura si slancia nel centro del nostro
Essere Supremo [e] Noi la riceviamo con tanto amore che, non potendo contenerlo, la
immedesimiamo, e colla nostra parola sbocchiamo sopra di lei le nostre conoscenze,
facendole parte del nostro Essere Divino. Sicché ogni parola nostra è uno sbocco che
facciamo sopra della creatura, e quanti gradi di conoscenza acquista per mezzo della
nostra parola, tanti gradi di partecipazione di più riceve dal suo Creatore. Vedi
dunque: ogni atto fatto nella mia Divina Volontà è la via che ti formi per muovere il
passo per formarti tutta di Volontà Divina, e la mia parola ti servirà di formazione, di
luce e di partecipazione della nostra Divinità”.
Ave, o Maria. 10 Padre Nostro. Gloria al Padre.
Padre mio, Padre buono, a te mi offro, a te mi dono.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e
governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
QUINTO MISTERO
Si contempla il trionfo del Padre al momento del
giudizio universale.
“Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano
scomparsi, e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme,
scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora
una voce potente che usciva dal trono: “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli
dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà Dio-con-loro. E tergerà
ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate” (Ap 21,1-4.)
Riflessione
Giovanni vede “un nuovo cielo e una nuova terra”: è l’uomo rigenerato nel corpo e
nello spirito e reso perciò capace di accogliere la Divinità che scende dal cielo. E’ il
Padre – e in Lui tutto il cielo, tutto il Paradiso, la nuova Gerusalemme – che viene a
prendere possesso della sua dimora: il cuore dell’uomo.
La Sua è potenza creatrice, rigeneratrice, potenza d’Amore, di Luce… Non verrà certo
a distruggere, perché il Padre crea, non distrugge; non verrà a punire, perché il Padre è
Misericordia; non verrà ad aggiungere tenebra a tenebre, perché il Padre è Luce che
genera e dà Luce.
Verrà e “strapperà il velo che copriva la faccia di tutti popoli e la coltre che copriva
tutte le genti” (Is 25,7) e che impediva agli uomini di vederlo e perciò di amarlo.
Finalmente vedremo Dio quale Egli è: Padre, infinitamente Padre, capace solo di
amare e di esercitare la Sua onnipotenza di Amore per superare in amore il male che
Gli aveva strappato i Suoi figli che Egli vuole stringere di nuovo a Sé; per donarsi
tutto a ciascuno di loro, sì da fare con tutti i Suoi figli uno con Sé, con il Figlio e con
l’Amore.
Finalmente sarà esaudita la richiesta che Gesù ci ha insegnato a fare nel Padre nostro:
“Venga il Tuo Regno (d’Amore), sia fatta la tua volontà (d’Amore) sulla terra così
come è nel cielo”.
Cielo e terra si baceranno. Alla Babilonia senza Dio subentrerà la Città di Dio, la
nuova Gerusalemme: nasce la nuova umanità dei figli di Dio.
Dagli scritti di Luisa Piccarreta
… “Figlia diletta mia, a tanto dolore che le creature mi danno in questi tristi
tempi, tanto da farmi piangere – ed essendo pianto d’un Dio perciò si ripercuote in
cielo ed in terra – sottentrerà un sorriso che riempirà di allegrezza cielo e terra, e
questo sorriso spunterà sul mio labbro quando vedrò le primizie, le figlie del mio
Volere, vivere non nell’ambiente umano, ma nell’ambiente divino; le vedrò
improntate tutte del Volere eterno, immenso, infinito. Vedrò quel punto eterno, che ha
vita solo nel cielo, scorrere sulla terra e modellare le anime coi suoi princìpi infiniti,
con l’agire divino, con la moltiplicazione degli atti in un solo atto; e come la
creazione uscì dal Fiat, così nel Fiat sarà completata. Sicché solo le figlie del mio
Volere nel Fiat completeranno tutto, e nel Fiat mio che prenderà vita in loro avrò
amore, gloria, riparazione, ringraziamenti e lode completa, e per tutto e per tutti.
Figlia mia, le cose da dove escono là ritornano; tutto uscì dal Fiat e nel Fiat verrà tutto
a me . Saranno poche [anime], ma nel Fiat tutto mi daranno.” (vol.12; Gennaio 7,
1921)
… “Così faccio io. Il mio amore uscito non lo ritirerò, continuerà ad andare ramingo; il
suo singhiozzo durerà ancora, fino a tanto che trovi anime che prendano questo mio
amore fino all’ultimo centesimo, affinché cessi il mio pianto e possa ricevere la gloria
della dote dell’amore che ho messo fuori a bene delle creature. Ma sai tu chi saranno
le fortunate che faranno cessare all’amore il singhiozzo del pianto? Le anime che
vivranno nel mio Volere; loro prenderanno tutto l’amore respinto dalle altre
generazioni, con la potenza della mia Volontà creatrice lo moltiplicheranno quanto
vogliono, per quante creature me lo hanno respinto; ed allora cesserà il suo singhiozzo
ed in ricambio sottentrerà il singulto della gioia, e l’amore appagato darà alle
fortunate tutti i beni e la felicità che gli altri non hanno voluto.” (voi.14; Febbraio 4,
1922)
Ave, o Maria. 10 Padre Nostro. Gloria al Padre.
Padre mio, Padre buono, a te mi offro, a te mi dono.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e
governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.
INVOCAZIONI AL PADRE
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Dio, Padre del Cielo abbi pietà di noi
Dio, Figlio redentore del mondo abbi pietà di noi
Dio, Spirito Santo abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Padre creatore del mondo abbi pietà di noi
Padre propiziatore del mondo abbi pietà di noi
Padre sapienza eterna abbi pietà di noi
Padre bontà infinita abbi pietà di noi
Padre provvidenza ineffabile abbi pietà di noi
Padre sorgente di ogni cosa abbi pietà di noi
Padre santissimo abbi pietà di noi
Padre dolcissimo abbi pietà di noi
Padre d’infinita misericordia abbi pietà di noi
Padre nostro difensore abbi pietà di noi
Padre nostra gioia e nostra gloria abbi pietà di noi
Padre ricco per tutte le creature abbi pietà di noi
Padre magnificenza della Chiesa abbi pietà di noi
Padre speranza dei cristiani abbi pietà di noi
Padre capovolgimento degli idoli abbi pietà di noi
Padre saggezza dei capi abbi pietà di noi
Padre magnificenza dei re abbi pietà di noi
Padre consolazione dei popoli abbi pietà di noi
Padre gioia dei sacerdoti abbi pietà di noi
Padre guida degli uomini abbi pietà di noi
Padre dono della vita di famiglia abbi pietà di noi
Padre aiuto dei miseri abbi pietà di noi
Padre letizia dei poveri abbi pietà di noi
Padre guida dei giovani abbi pietà di noi
Padre amico dei piccoli abbi pietà di noi
Padre libertà degli schiavi abbi pietà di noi
Padre luce di coloro che
sono nelle tenebre abbi pietà di noi
Padre distruzione dei superbi abbi pietà di noi
Padre saggezza dei giusti abbi pietà di noi
Padre riposo nelle tribolazioni abbi pietà di noi
Padre speranza nella desolazione abbi pietà di noi
Padre rifugio di salvezza per i disperati abbi pietà di noi
Padre consolazione dei poveri abbi pietà di noi
Padre porto di salvezza nei pericoli abbi pietà di noi
Padre consolazione degli afflitti abbi pietà di noi
Padre rifugio degli orfani abbi pietà di noi
Padre rifugio degli anziani abbi pietà di noi
Padre rifugio dei moribondi abbi pietà di noi
Padre che estingui la sete nella nostra povertà abbi pietà di noi
Padre vita dei morti abbi pietà di noi
Padre gloria dei santi abbi pietà di noi
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Perdonaci o Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Esaudiscici o Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi
Preghiamo:
“Padre, per i figli, per ogni figlio, per tutti i figli, noi ti imploriamo: dona pace e
salvezza in nome del Sangue del tuo Figlio Gesù ed in nome del Cuore sofferente
della Mamma Maria. Amen”.
Si recita la Preghiera al Padre:
“Padre, la terra ha bisogno di Te; l’uomo, ogni uomo
ha bisogno di Te; l’aria pesante e inquinata ha
bisogno di Te;
Ti preghiamo Padre,
torna a camminare per le strade del mondo, torna a
vivere in mezzo ai tuoi figli, torna a governare le
nazioni, torna a portare la Pace e con essa la giustizia,
torna a far brillare il fuoco dell’amore perché, redenti
dal dolore, possiamo divenire nuove creature”.
DIO E’MIO PADRE
Padre mio che sei nei cieli, com’è dolce e soave il sapere che Tu sei mio
Padre, e che io sono figlio Tuo!
È soprattutto quando è cupo il cielo dell’anima mia e più pesante è la mia croce,
che sento il bisogno di ripeterTi: Padre, credo al Tuo Amore per me!
Sì, credo che Tu mi sei Padre ogni momento della vita e che io sono Tuo figlio! Credo
che mi ami con Amore infinito!
Credo che vegli giorno e notte su di me,
e neppure un capello cade dalla mia testa senza il Tuo permesso!
Credo che, infinitamente Sapiente, sai meglio di me, ciò che mi è utile.
Credo che, infinitamente Potente, puoi trarre il bene anche dal male!
Credo che, infinitamente Buono, fai servire tutto a vantaggio di quelli che Ti amano:
ed anche sotto le mani che percuotono, io bacio la Tua mano, che guarisce!
Credo, .. .ma aumenta in me la fede, la speranza e la carità!
Insegnami a veder sempre il Tuo Amore, come guida in ogni evento della mia vita.
Insegnami ad abbandonarmi a Te, come un bimbo nelle braccia della mamma.
Padre, Tu sai tutto, Tu vedi tutto, Tu mi conosci meglio di quanto io mi conosca:
Tu puoi tutto, e Tu mi ami!
Padre mio, poiché Tu vuoi che ricorriamo sempre a Te, eccomi con fiducia
a chiederTi, con Gesù e Maria (chiedere la grazia desiderata). Per questa
intenzione, unendomi ai Loro Sacratissimi Cuori,
Ti offro tutte le mie preghiere, i miei sacrifici e le mortificazioni, tutte le mie azioni
ed una maggiore fedeltà al mio dovere.
Dammi la luce, la grazia e la forza dello Spirito Santo!
Confermami in questo Spirito, in modo che io non abbia mai a perderLo, né a
contristarLo, né ad affievolirLo in me.
Padre mio, è in nome di Gesù Tuo Figlio che Te lo domando!
E Tu, o Gesù, apri il Tuo Cuore e mettivi il mio, e con quello di Maria offrilo al
nostro Divin Padre!
Ottienimi la grazia, di cui ho bisogno!
Padre Divino, chiama a Te gli uomini tutti.
Il mondo intero proclami la Tua Paterna Bontà e la Tua Divina
Misericordia! Siimi tenero Padre, e proteggimi ovunque come la pupilla del
Tuo occhio. Fa’ che io sia sempre degno figlio Tuo, abbi pietà di me!
PADRE DIVINO, dolce speranza delle anime nostre! Sii conosciuto,
onorato ed amato da tutti gli uomini! PADRE DIVINO, bontà infinita, che
s’effonde su tutti i popoli! Sii conosciuto, onorato ed amato da tutti gli
uomini! PADRE DIVINO, rugiada benefica dell’umanità!
Sii conosciuto, onorato ed amato da tutti gli uomini!

INFINE RICORDIAMO IL NOSTRO CANALE CHE VERRA’ AGGIORNATO CON NUOVI VIDEO

CONTINUERANNO I CENACOLI ONLINE, CHIEDETECI I LINK SE INTERESSATI. FIAT

SANTO MESE DI AGOSTO AUGURANDO A TUTTI DI VIVERLO NEL FIAT CHIAMANDO LA DIVINA VOLONTA’ IN TUTTI I NOSTRI ATTI… APOSTOLATO ADVENIAT

Mese di luglio dedicato al Preziossissimo Sangue

Carissimi si è già svolto il ritiro il 6, continuano icenacoli online. FIAT

Qui di seguito i prossimi appuntamentidi luglio, compresa la terza tappa Fiat Mihi che sarà fine agosto

Per domani 16 luglio

INDULGENZA PLENARIA
Carissimi
👇👇👇IMPORTANTE
Viviamo nel Divino Volere
⬇️⬇️⬇️
Il Perdono del Carmine
🤍🤍🤍🤍🤍
Da dopo mezzogiorno di oggi 15 luglio e fino alla mezzanotte di domani 16 luglio ilSommo Pontefice Leone XIII
in data 16 maggio 1892
concesse all’Ordine Carmelitano, a beneficio di tutta la cristianità, l’insigne privilegio del
💙 Perdono del Carmine, ossia
L’INDULGENZA PLENARIA

💙 Condizioni
A tutti e singoli fedeli di ambo i sessi veramente pentiti e nutriti delle condizioni di grazia:
🤍Santa confessione sacramentale
🤍(Entro otto giorni)
🤍Santa Comunione
🤍Credo – Pater -Ave – Gloria
🤍 Preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice.
🤍Visita devota presso qualsiasi Chiesa o pubblico oratorio tanto dei frati o una Chiesa dove è istituita la confraternita del Carmine per la festa della Madonna del Carmelo. 💙Ave Maria Fiat 💙

Relativamente al Prezioso Sangue selezioniamo alcuni video

Ricordiamo a tutti che è possibile partecipare agli orologi della Passione. FIAT

Solennità del Prezioso Sangue di Gesù

Solennità del Prezioso Sangue di Gesù

Figlia mia benedetta, coraggio, non ti allarmare, la mia Divina Volontà ti dà tutto in tuo potere, in modo che puoi dire «tutto è mio». Le mie pene, le mie piaghe, il mio sangue, tutto è tuo, sicché non hai bisogno di chiedermeli, ma di prenderli per servirtene per i tuoi bisogni. Tanto è vero che [colui nel quale] regna la mia Divina Volontà non ha bisogno di legge, ma sente in se stesso la natura cambiata in legge divina; come in natura sente la forza del respiro, del palpito, così sente la forza della legge come parte sostanziale della sua vita. E siccome la mia legge è legge d’amore, di santità, d’ordine, perciò sente in sé la natura dell’amore, della santità, dell’ordine. Dove regna la mia Volontà è tanto il suo amore che trasforma in natura i beni che vuol dare alla creatura, affinché ne sia proprietaria. Nessuno li può togliere ed Io stesso mi faccio custode dei doni concessi in natura a questa creatura”.
Vol.33 – 14 maggio 1935

CONSACRAZIONE E SIGILLO AL SANGUE DI GESU’ NEL DIVINO VOLERE

OGGI ABBIAMO PREGATO E RIPARATO PER TUTTI CON L’OROLOGIO STRAORDINARIO DELLA PASSIONE. PER PARTECIPARE AI NOSTRI OROLOGI CONTATTACI! FIAT

Le ore della Passione

CORONA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

con gli Scritti di Luisa Piccarreta (da “Il Giro dell’anima” e “Le Ore della Passione”)


Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vieni Divina Volontà a pregare in me

.1° Mistero. – Il primo Sangue di Gesù versato nella sua circoncisione (Lc 2,21)
O Gesù, Figlio di Dio, il tuo primo Sangue è sigillo della nostra appartenenza a Te come fratelli. Mio vezzoso Bambinello, il mio ‘TI AMO’ ti segue nel crudo taglio della circoncisione. Voglio lenirlo col mio ‘TI AMO’ nel primo sangue che spargesti. In ogni goccia voglio suggellare il mio ‘TI AMO’, nelle lacrime che versaste, Tu per la forza del dolore e la Sovrana Regina e San Giuseppe nel
vederti soffrire. Quel sangue, quel dolore, quelle lacrime ti chiedono il trionfo del Regno tuo. Caro
mio piccino Gesù, voglio stringerti al mio cuore, per mitigarti lo spasimo che soffri, voglio chiudere
in questa ferita tutte le volontà umane delle creature, affinché non abbiano più vita e da questa ferita
esca la tua Volontà Divina per regnare in mezzo a loro.
Padre nostro – 7 Ave Maria – Gloria al Padre…
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redenti con il tuo sangue prezioso.


.2° Mistero. – Il Sangue versato da Gesù nell’Orto degli ulivi (Lc 22,39-54)
O Figlio di Dio, il tuo sudore di Sangue nel Getsemani ci tenga desti e uniti a Te nell’amore.
I tuoi passi si rivolgono all’orto del Getsemani. Vedo che ti prostri per terra e preghi, ma mentre
preghi ti affanni, sospiri, agonizzi e sudi sangue. Tutto ti si fa dinanzi; tutte le pene e tutti i peccati,
ciascuno dei quali ha l’impronta dell’arma micidiale dell’umana volontà, che guerreggia un Dio. Ah,
sì, l’umano volere, che con le sue armi mette in agonia la Volontà Divina, l’ha tenuta per tanti secoli
e la tiene ancora. Mio agonizzante Gesù, il mio povero cuore non regge nel vederti caduto per terra
e bagnato nel tuo proprio sangue. È proprio per questo che ti chiedo il Regno della tua Divina
Volontà sulla terra, affinché con le sue armi divine sconfigga le armi dell’umano volere e
mettendolo in agonia si vendichi giustamente della lunga agonia di tanti secoli; e non dandogli più
vita, prenda il suo posto di vita in ogni cuore. Ed io, mio Gesù, prendendoti tra le mie braccia,
voglio sollevarti col far scorrere il mio ‘TI AMO, TI ADORO, TI BENEDICO’ in ogni goccia di sangue che
versi, in ogni pena, affanno e sospiro. In ogni peccato che vedi vorrei formarti nubi di ‘TI AMO’,
affinché la tua vista non guardi altro che il mio ‘TI AMO’ e fugga da Te la vista orrenda di tanti
peccati, e per chiederti che regni la tua Divina Volontà sulla terra.
Padre nostro – 7 Ave Maria – Gloria al Padre…
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redenti con il tuo sangue prezioso.


.3° Mistero. – Il Sangue versato da Gesù nella sua flagellazione (Gv 19,1)
O Maestro Divino, il Sangue della flagellazione guarisca le ferite che rendono irriconoscibile il tuo
Corpo Mistico, la tua Chiesa.
Mio tormentato Gesù, ti conducono di nuovo a Pilato e nuove pene ti aspettano. Ti condannano ai
flagelli, ti spogliano delle tue vesti, ti legano ad una colonna per flagellarti barbaramente, ed io mi
abbraccio ai tuoi piedi divini, per segnare col mio ‘TI AMO’ ogni colpo che ricevi, ogni brandello
delle tue carni che ti strappano, ogni piaga che si forma nel tuo corpo. Voglio gridare ‘TI AMO’ e ti
prego di spogliarci della veste dell’umana volontà e vestirci della veste della Tua, affinché non
sentiamo né vediamo se non il tuo ‘FIAT’ Supremo.
Padre nostro – 7 Ave Maria – Gloria al Padre…
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redenti con il tuo sangue prezioso.


.4° Mistero. – Il Sangue versato da Gesù nella sua coronazione di spine (Gv 19,2-5)
O Re dei re, il Sangue che scorre dal tuo Capo illumini e copra i capi e pastori nella tua Chiesa.
Mio flagellato Gesù, non sono contenti ancora i tuoi nemici. Sei già irriconoscibile; il mio cuore
non regge. Vorrei metterti in salvo coi miei ‘TI AMO, TI ADORO, TI BENEDICO, TI RINGRAZIO’ e chiederti il tuo ‘FIAT’ regnante sulla terra, unico mezzo per far cessare le tue pene, altrimenti non la finiranno più ed io avrò il dolore continuo di vederti soffrire. Già ti coronano di spine, ti coprono con una lacera porpora, ti mettono una canna in mano, trattandoti da re di burla.
Mio Gesù, mia Vita, il mio ‘TI AMO’ imperli ogni spina che trafigge la tua testa, e ti prego di
toglierci la corona di burla con cui ci ha incoronato l’umano volere, di spogliarci della lacera
porpora di esso e, levandoci di mano la canna di tante opere vuote, che ci dà quasi un comando
ridicolo, ci metta la corona del tuo Volere Divino, la porpora sana e regale che ci fa distinguere
come veri suoi figli, e il vero scettro di comando del tuo ‘FIAT’, che regga e domini le anime nostre.
Padre nostro – 7 Ave Maria – Gloria al Padre…
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redenti con il tuo sangue prezioso.


.5° Mistero. – Il Sangue versato da Gesù sulla via del Calvario (Gv 19,18)
O Salvatore del mondo, il Sangue della tua via Crucis illumini e fortifichi ogni passo nella nostra vita.
Per il dolore che soffristi nell’essere condannato a morte, liberaci dalla morte che diamo al tuo
‘FIAT’ nelle anime nostre e fa che muoia la nostra volontà e che il tuo Volere Divino risorga
dominante e vi formi il suo Regno in tutti gli atti nostri. Amor mio, il cuore non mi regge nel vederti
presentare la croce, e Tu la abbracci e te la metti sopra le spalle. Oh, come vorrei coprire tutta la croce col mio ‘TI AMO, TI ADORO, TI BENEDICO’ e chiederti che, in virtù della tua croce, tutte
le pene che il tuo amore invia alle creature portino la virtù del tuo ‘FIAT’ per disporle a ricevere il
suo dominio. Oh, come voglio gridare in ogni pena che soffri, in ogni goccia del tuo sangue: Venga
il tuo ‘FIAT’! In ogni caduta, in ogni strappo dei tuoi insanguinati capelli, in ogni spinta che ricevi:
TI AMO, venga il Regno del tuo Volere!
Padre nostro – 7 Ave Maria – Gloria al Padre…
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redenti con il tuo sangue prezioso.

.6° Mistero. – Il Sangue versato da Gesù sulla Croce (Lc 23,33-34)
O Agnello di Dio immolato per noi, l’eroismo supremo del tuo amore al Padre sia il nostro amore.
Mio spasimante Gesù, calpestato e trascinato giungi al monte Calvario. Già ti spogliano delle tue
vesti, ti stendono sulla croce e con spasimi inauditi ti crocifiggono. Il mio ‘TI AMO’ scorre sopra
quelle membra straziate, nelle tue ossa slogate, nelle trafitture dei tuoi chiodi. In tutte le tue pene
voglio mettere al primo posto il suggello del mio ‘TI AMO’ e chiederti che ci spogli di tutto ciò che impedisce che la tua Divina Volontà risorga in tutti i cuori e che stenda il suo Regno in tutto il
mondo. Crocifisso Gesù, Tu spasimi e agonizzi sulla croce. Il mio ‘TI AMO’ suggelli i tuoi spasimi,
le strette dolorose del tuo Cuore, le fiamme che lo divorano. Il mio ‘TI AMO’ ti sia di refrigerio e
smorzi la tua sete ardente. Segno tutte le tue parole che pronunziasti sulla croce col mio ‘TI AMO’,
e l’ultimo tuo respiro lo ricevo nel mio ‘TI AMO’, per chiederti, per le pene strazianti che soffristi
sulla croce, di darci la grazia di bruciare di sete di vivere nella tua Divina Volontà; che subendo la
tua consumazione nella nostra volontà, essa resti consumata nella tua Volontà, che con la tua morte
dia morte al nostro volere ed il tuo ‘FIAT’ riviva in tutti i cuori, trionfi e vittorioso si stenda in tutto
il genere umano e vi regni, come in Cielo, così in terra.
Padre nostro – 7 Ave Maria – Gloria al Padre…
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redenti con il tuo sangue prezioso.


.7° Mistero. – Il Sangue scaturito dal Cuore di Gesù trafitto dalla lancia (Gv 19,31-34)
O Cuore trafitto per noi, in quel Sangue e acqua che versasti hai fatto nascere noi, la tua Chiesa.
Il tuo Amore non è pago e per darcene un segno ancora più certo, permetti che un soldato si
avvicini a te e con una lanciata ti squarci il Cuore, facendoti versare le ultime stille di sangue e
acqua ivi ancora racchiuse. O Gesù, non vorrai Tu ancora permettere che questa lancia ferisca anche
il cuore mio? Ah, sì, questa sia la lancia che ferisca i miei desideri, i miei pensieri, i miei palpiti, la
mia volontà, e che mi dia il tuo Volere, i tuoi pensieri e tutta la tua vita d’amore e d’immolazione!
Cuore del mio Gesù, ferito da questa lancia, deh, purifica tutte le anime, dà un rifugio a tutti i cuori,
un riposo a tutti gli affranti! È da questa ferita che Tu fai uscire la Chiesa, la tua diletta Sposa; da qui
i Sacramenti, da qui la vita delle anime. Ed io, insieme alla nostra Mamma SS. crudelmente ferita
nel Cuore, intendo riparare le offese, gli abusi, le profanazioni che si fanno contro la tua Santa
Chiesa. In virtù di questa ferita e per amor di Maria, nostra dolcissima Madre, ti prego di rinchiudere tutti nel tuo amantissimo Cuore, e di proteggere, difendere ed illuminare i Pastori della tua Chiesa.
O Gesù mio, dopo la tua morte straziante e dolorosissima, pare che io non dovrei più avere vita
propria, ma la vita la devo ritrovare nel tuo Cuore ferito. Sicché qualunque cosa starò per fare, l’attingerò sempre da questo Cuore Divino.
Padre nostro – 7 Ave Maria – Gloria al Padre…
Ti supplichiamo, Signore, soccorri i tuoi figli che hai redenti con il tuo sangue prezioso

Ritiri estivi FIAT MIHI

Carissimi, l’Apostolato non va in ferie, e Gesù nel Divin Volere ci accompagnerà tutta questa estate.

Anche se più brevi ci saranno i ritiri e anche alcuni incontri.

Accettiamo vostre preferenze per il percorso che partirà da sette,bre ottobre… con diverse novità anche ascoltando le vostre richieste.

Vi ricordiamo la seconda tappa di luglio a Cervia

Per chi ci conosce da poco un video riassuntivo del percorso fatto con i ritiri Come in cielo così in terra. Sia gloria a Dio! FIAT

L’IMPORTANZA INSOSTITUIBILE DEL PRIMO ANNUNCIO SUL DONO DELLA DIVINA VOLONTA’

Quando le persone si avvicinano al nostro apostolato spesso pensano si tratti di un nuovo movimento, o di un gruppo o di nuova devozione speciale alla Divina Volontà, o ci confonde con dei devoti della Serva di Dio Luisa Piccarreta.

Non è cosiì!!!

Dio ha scelto LUISA PICCARRETA per una missione ben più grande che riguarda tutta la Chiesa.

Per questo noi non siamo ne un gruppo, ne un movimento ne dei semplici devoti di Luisa.

Dio ha scelto LUISA PER DARE A TUTTI UN DONO IMMENSO QUALE E’ LA SUA VOLONTA’ che diventa operante in noi Fondendoci nel Divin Volere ( facendo gli atti) e ATTRAVERSO I SUOI SCRITTI (Libro di cielo) per RIPORTARE L’UOMO AL SUO POSTO, ALL’ORDINE IN CUI FU CREATO DA DIO. Quindi Luisa e i suoi scritti non sono paragonabili a quelli di altre mistiche.

Per questo invitiamo tutti ai nostri incontri periodici proprio di presentazione di questo dono immenso. Come quello di giovedì 20 giugno alle 20,30 nella Chiesa di Punta Marina Ravenna. FIAT. Ma ce ne saranno altri!come c’è ne sono già stati tanti!

Segue un po di materiale

SPIRITUALITA’ IN PRATICA

Playlist

Rispondiamo nel Fiat all’Appello della Gospa

La intenzione di Maria è il Regno del Fiat Voluntas Tua, come in cielo così in terra per questo prontamente rispondiamo nel Fiat

Nuovo appello e collegamenti possibili per chi vuole con Radio Maria

Reciteremo la novena e il rosario ma nel Fiat, https://rosary.ipray.eu/novena_alla_madonna_di_medjugorje.htm#Primo_giorno

e aggiungeremo anche la 6 o la 7 ora della Passione tutti i giorni per chi vuole aderire, mentre il 25 faremo orologio straordinario della Passione a staffetta . FIAT

Ricordiamo che proprio durante questa novena abbiamo svariati incontri e martedì sera il cenacolo online.

Mettiamo qui di sotto qualche video utile

La guerra d Amore di Gesù all umanità
Aspettative del l’era di pace e il ruolo di Luisa
Uomo salvato miracolosamente. Maria SS protegge
Inviti di Gesù a fondersi nell epoca dei castighi

Infine ripetiamo spesso in questa novena…