“Figlia mia, quanta luce, quanta gloria ebbe la mia Umanità nella mia Resurrezione, perché nel corso della mia Vita su questa terra non feci altro che racchiudere in ogni mio atto, respiro, sguardo, in tutto, la Volontà Suprema, e come la racchiudevo, così il Divin Volere mi preparava la gloria, la luce nella mia Resurrezione. E contenendo in Me il mare immenso della luce della mia Volontà, non è meraviglia che se guardo, se parlo, se mi muovo, esca tanta luce da Me da poter dare luce a tutti. Onde voglio incatenarti e travolgerti in questa luce, per gettare in te tanti germi di resurrezione per quanti atti vai facendo nella mia Volontà. Essa è la sola che fa risorgere l’anima e il corpo alla gloria, Essa è germe di resurrezione alla grazia, germe di resurrezione alla più alta e perfetta santità, germe di resurrezione alla gloria. ” Volume 15 – 2 aprile 1923
“Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù. (…) Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!”
La vera resurrezione sta nel risorgere nel Voler Divino. chi vive in Esso nulla le viene negato.
Libro di Cielo, vol. 36 20.4.1938
“Figlia mia, nella mia Resurrezione veniva costituito il diritto di risorgere in Me, a novella vita, tutte le creature, era la conferma, il suggello di tutta la mia Vita, delle mie opere, delle mie parole, e che se venni in terra fu per darmi a tutti e a ciascuno come Vita che a loro apparteneva. La mia Resurrezione era il trionfo di tutti e la nuova conquista che tutti facevano di Colui che era morto per tutti, per darli vita e farli risorgere nella mia stessa Resurrezione. Ma vuoi sapere in cosa consiste la vera resurrezione della creatura? Non nella fine dei giorni, ma mentre vive ancora sulla terra, chi vive nella mia Volontà, essa risorge alla luce e può dire: “La mia notte è finita”. Risorge nell’Amore del suo Creatore, in modo che non esiste per lei più il freddo, le nevi, ma sente il sorriso della primavera celeste, risorge alla santità, la quale mette a precipitosa fuga le debolezze, le miserie, le passioni, risorge a tutto ciò ch’è Cielo, e se guarda la terra, il cielo, il sole, li guarda per trovare le opere del suo Creatore, per avere occasione di narrargli la sua gloria e la sua lunga storia d’amore. Perciò chi vive nel mio Volere, può dire come disse l’angelo alle pie donne quando andarono al sepolcro: “E’ risorto, non è più qui”. Chi vive nel mio Volere può dire lo stesso: “La mia volontà non è più con me, è risorta nel Fiat”. E se le circostanze della vita, le occasioni, le pene, circondano la creatura come cercando la sua volontà, può rispondere: “La mia volontà è risorta, non l’ho più in mio potere, tengo in ricambio la Divina Volontà, e con la sua Luce voglio investire tutto ciò che mi circonda, circostanze, pene, per formarne tante conquiste divine”. Chi vive nel nostro Volere trova la vita negli atti del suo Gesù, e corre sempre in essa la nostra Volontà operante, conquistante e trionfante, e ci dà tale gloria che il Cielo non può contenere. Quindi, vivi sempre nel nostro Volere, non uscirne giammai se vuoi essere il nostro trionfo e la nostra gloria”.
31 marzo – Domenica di Pasqua – Resurrezione del Signore
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Gv 20, 6-9
Meditazione
Volume 12, 15 Aprile 1919
Ora, il portento della mia Redenzione fu la Resurrezione, che più che fulgido sole coronò la mia Umanità, facendovi splendere anche i miei più piccoli atti di uno splendore e meraviglia tali da far stupire Cielo e terra, e che sarà principio, fondamento e compimento di tutti i beni, corona e gloria di tutti i beati.
La mia Resurrezione è il vero sole che glorifica degnamente la mia Umanità, è il sole della religione cattolica, è la vera gloria di ogni cristiano. Senza la Resurrezione sarebbe stato come il cielo senza sole, senza calore e senza vita.
Ora, la mia Resurrezione è simbolo delle anime che formeranno la santità nel mio Volere. I santi di questi secoli passati sono simbolo della mia Umanità, i quali, sebbene rassegnati, non hanno avuto atto continuo nel mio Volere, quindi non hanno ricevuto l’impronta del sole della mia Resurrezione, ma l’impronta delle opere della mia Umanità prima della Resurrezione.
Perciò saranno molti: quasi come stelle mi formeranno un bell’ornamento al cielo della mia Umanità.
Ma i santi del vivere nel mio Volere, che simboleggeranno la mia Umanità risorta, saranno pochi.
Difatti la mia Umanità, prima di morire, molti, turbe e folla di gente, la videro, ma la mia Umanità risorta la videro pochi, i soli credenti, i più disposti e, potrei dire, solo quelli che tenevano il germe del mio Volere, che se ciò non avessero avuto, sarebbe mancata loro la vista necessaria per poter vedere la mia Umanità gloriosa e risorta e quindi essere spettatori della mia salita al Cielo.
Ora, se la mia Resurrezione simboleggia i santi del vivere nel mio Volere e questo con ragione, perché ogni atto, parola, passo, ecc. fatto nel mio Volere è una resurrezione divina che l’anima riceve, è un’impronta di gloria che subisce, è un uscire di sé per entrare nella Divinità, e l’anima, nascondendosi nel fulgido sole del mio Volere, ama, opera, pensa, che meraviglia è se l’anima resta tutta risorta ed immedesimata nello stesso sole della mia Gloria e mi simboleggia la mia Umanità risorta?
Ma pochi sono quelli che si dispongono a ciò, perché le anime nella stessa santità vogliono qualche cosa di proprio bene;
Invece, la santità del vivere nel mio Volere nulla, nulla ha di proprio, ma tutto di Dio. E per disporsi le anime a ciò, di spogliarsi dei beni propri, troppo ci vuole; perciò non saranno molti. Tu non sei nel numero dei molti, ma dei pochi; perciò sempre attenta alla chiamata e al tuo volo continuo”.
Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta
Gv 20, 8
«Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette».
Libro di Cielo Volume 21, Aprile 18, 1927
“Figlia mia, col risorgere la mia Umanità diede il diritto a tutte le creature di far risorgere non solo le loro anime alla gloria ed alla beatitudine eterna, ma anche i loro corpi. Il peccato aveva tolti questi diritti alle creature di risorgere, la mia Umanità col risorgere li restituì. Essa racchiudeva il germe della resurrezione di tutti, ed in virtù di questo germe racchiuso in Me tutti ebbero il bene di poter risorgere dalla morte. Chi fa il primo atto deve tener tale virtù da racchiudere in sé tutti gli altri atti che devono fare le altre creature, in modo che in virtù del primo atto, gli altri possono imitare e fare lo stesso atto. Quanto bene non portò la Resurrezione della mia Umanità dando il diritto a tutti di risorgere! Per l’uomo, perché si era sottratto dalla mia Volontà, gloria, felicità, onori, tutto lera fallito; aveva rotto l’anello di congiunzione, che congiungendolo con Dio gli dava i diritti a tutti i beni del suo Creatore. E la mia Umanità col risorgere congiunse l’anello d’unione, restituendogli i diritti perduti, dandogli virtù di risorgere. Tutta la gloria, tutto l’onore è della mia Umanità; se non avessi Io risorto, nessuno poteva risorgere. Col primo atto vengono le successioni degli atti simili al primo. Vedi che cosa è la potenza dun primo atto? La mia Mamma Regina fece il primo atto di concepirmi. Essa per poter concepire Me, Verbo Eterno, racchiuse in Sé tutti gli atti delle creature per ricambiare il suo Creatore in modo da potergli dire: Son io che Ti amo, Ti adoro, Ti soddisfo per tutti. Onde trovando tutti nella Mamma mia, ad onta che fu uno il mio concepimento potetti darmi a tutti come vita di ciascuna creatura.
Così tu, figlia, col fare i tuoi primi atti nella mia Volontà, le altre creature ricevono il diritto di entrare in Essa e di ripetere gli atti tuoi, per ricevere gli stessi effetti. Quanto è necessario che anche uno solo faccia il primo atto! Perché questo serve ad aprire la porta, a preparare le materie prime, a formare il modello per dar vita a quell’atto. Quando il primo è fatto, agli altri riesce più facile imitarli. Ciò succede anche nel basso mondo: chi è il primo a formare un oggetto deve più lavorare, più sacrificarsi, deve preparare tutte le materie che ci vogliono, deve fare tante prove; e quando il primo è fatto, non solo acquistano il diritto di poterlo fare gli altri, ma le riesce più facile [a loro] il ripeterlo. Ma tutta la gloria è di chi ha fatto il primo, perché se non fosse [stato] fatto il primo, gli altri atti simili mai potevano avere esistenza. Perciò, sii attenta a formare i tuoi primi atti, se vuoi che il Regno del Fiat Divino venga a regnare sulla terra.
PER QUESTA MERAVIGLIOSA SOLENNITA’ A INZIO DELLA SETTIMANA SANTA PROPONIAMO LA MEDITAZIONE CORRISPONDENTE DAL LIBRO DELLA VERGINE MARIA NEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA’
PER QUANTO RIGUARDA LA CONSACRAZIONE IN 9 MESI RIPETIAMO L’ESPERIENZA sotto descritta DAL 2018 IN POI E NON LA ABBANDONMIAMO… LA RIPROPONIAMO ANCHE QUEST’ANNO se qualcuno si aggiunge ci contatti. FIAT
Questo step è necessario ed è incluso in tante nostre iniziative dall’inizio dell’ Apostolato, Adveniat Per chi si è avvicinato da poco alle nostre attività e non ha ancora partecipato ai precedenti consigliamo di partecipare a questa iniziativa nella solennità dell’ Annunciazione a Basiago (tra Faenza e Forlì) il 25 marzo 2024.
ore 20: Santa Messa
ore 20,30: INCONTRO
Chi è Luisa Piccarrreta
Quale è la Missione che Dio le ha affidato. Il libro di cielo e il dono della Divina Volontà.
Martedì 19 marzo , V settimana di Quaresima – San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Mt 1, 20-21
Meditazione
Volume 12, 24 gennaio 1921
“… Nel secondo «FIAT» fu solo la mia Mamma la sola spettatrice; neppure San Giuseppe seppe nulla e la mia Mamma si trovava più che nelle tue condizioni. Era tanta la grandezza della forza creatrice dell’opera mia che sentiva in sé, che, confusa, non sentiva la forza di farne parola a nessuno; e se poi San Giuseppe lo seppe, fu perché io glielo manifestai.
Onde nel suo seno verginale come seme germogliò questo «FIAT», se ne formò la spiga per moltiplicarlo e poi uscì alla luce del giorno. Ma chi furono gli spettatori? Pochissimi; nella stanza di Nazaret i soli spettatori erano la mia cara Mamma e San Giuseppe.
Tratto dal libro La vergine Maria nel Regno della Divina Volontà
Ora, mia cara figlia, ascoltami: Io partii dal Tempio con lo stesso coraggio con cui vi entrai e solo per compiere la Divina Volontà. Io andavo a Nazareth e non trovavo più i miei cari e santi genitori. Andavo accompagnata sola da San Giuseppe ed io guardavo in lui il mio buon Angelo che Iddio mi aveva dato per mia custodia, sebbene avevo schiere di Angeli che mi accompagnavano nel viaggio.
Tutte le cose create mi fecero gli inchini d’onore, ed io, ringraziandole, diedi a ciascuna cosa creata il mio bacio ed il mio saluto di Regina; e così giungemmo a Nazareth.
Onde, tu devi sapere che con San Giuseppe ci guardavamo con ritegno e ci sentivamo il cuore gonfio, ché l’uno voleva far conoscere all’altro che eravamo legati con Dio col voto di verginità perenne.
Finalmente si ruppe il silenzio ed ambedue manifestammo il voto. Oh, come ci sentimmo felici e, ringraziando il Signore, protestammo di vivere insieme come fratello e sorella! Io ero attentissima nel servirlo; ci guardavamo con venerazione e l’aurora della pace regnava in mezzo a noi.
Oh, se tutti si specchiassero in me con l’imitarmi! Io mi adattavo molto alla vita comune; nulla facevo trasparire fuori dei grandi mari di Grazia che possedevo. Ora senti, figlia mia: nella casa di Nazareth io mi sentivo più che mai accesa e pregavo che il Verbo Divino scendesse sulla terra.
La Divina Volontà, che regnava in me, non faceva altro che investire tutti i miei atti di luce, di bellezza, di santità, di potenza; mi sentivo che formava in me il regno della luce, ma la luce che sempre sorge, il regno della bellezza, santità e potenza che sempre cresce.
In questa solennità dedicato a San Giuseppe, ci consacreremo a Lui ed alla Divina Volontà con la sua intercessione e custodia.
Consacrazione alla Divina Volontà
O Volontà Divina e adorabile, eccomi davanti all’immensità della tua Luce, perché la tua eterna Bontà mi apra le porte, mi faccia entrare in Essa per formare la mia vita tutta in Te, Volontà Divina.
Perciò, dinanzi alla tua Luce prostrata, io, la più piccola fra tutte le creature, vengo, o adorabile Volontà, nella piccola schiera dei piccoli figli del tuo FIAT Supremo.
Prostrata nel mio nulla, supplico e scongiuro la tua Luce interminabile che voglia investirmi ed eclissare tutto ciò che non Ti appartiene, in modo che non faccia altro che guardare, comprendere e vivere in Te, Volontà Divina.
Essa sarà la mia vita, il centro della mia intelligenza, la rapitrice del mio cuore e di tutto l’essere mio. In questo cuore non avrà più vita il volere umano, lo bandirò per sempre e formerò il nuovo Eden di pace, di felicità e di amore. Con Essa sarò sempre felice, avrò una forza unica, una santità che tutto santifica e tutto porta a Dio.
Qui prostrata invoco l’aiuto della Trinità Sacrosanta che mi ammetta a vivere nel chiostro della Divina Volontà, affinché ritorni in me l’ordine primiero della Creazione, così come fu creata la creatura.
Mamma Celeste, Sovrana Regina del FIAT Divino, prendimi per mano e chiudimi nella luce del Volere Divino. Tu sarai la mia guida, la mia tenera Madre e mi insegnerai a vivere e a mantenermi nell’ordine e nei recinti della Divina Volontà. Sovrana Celeste, al tuo Cuore affido tutto l’essere mio. Sarò piccino, piccolo figlio della Divina Volontà. Tu mi farai scuola di Volontà Divina ed io starò attento ad ascoltarti. Stenderai il tuo manto azzurro su di me, perché il serpe infernale non ardisca penetrare in questo sacro Eden per allettarmi e farmi cadere nel labirinto dell’umano volere.
Cuore del mio Sommo Bene, Gesù, Tu mi darai le tue fiamme perché mi brucino, mi consumino e mi alimentino, per formare in me la vita del Supremo Volere.
San Giuseppe, tu sarai il mio protettore, il custode del mio cuore e terrai le chiavi del mio volere nelle tue mani. Custodirai il mio cuore con gelosia e non me lo darai mai più perché io sia sicuro di non fare nessuna uscita dalla Volontà di Dio.
Angelo mio custode, fammi da guardia, difendimi, aiutami in tutto, affinché il mio Eden cresca fiorito e sia il richiamo di tutto il mondo nella Volontà di Dio.
Corte Celeste, vieni in mio aiuto ed io ti prometto di vivere sempre nella Volontà Divina.
In questo mese di marzo dedicato a san Giuseppe, e di quaresima abbiamo diverse iniziative tra cui un incontro a Forlì proprio nella sua Solennità.
Segnaliamo anche l’importantissimo appuntamento di Faenza dove è possibile per chi si è aggiunto di recente alle iniziative dell’Apostolato ricevere un primo annuncio su Luisa Piccarreta e il suo messaggio…: il dono della Divina Volontà.
Proponiamo queste preghiere per questo mese di Quaresima:
infine ricordiamo che il 25 marzo avrà’ inizio anche il percorso di consacrazione a Maria Santissima in 9 mesi come tutti gli anni.
Infine qui di sotto incoliamo alcune preghiere della tradizione Cristiana a San Giuseppe
ROSARIO DELLE 7 GIOIE E 7 DOLORI DI SAN GIUSEPPE*_
1) La maternità di Maria Vergine. Pater -10 Ave Giuseppe-Gloria
2) La nascita di Gesù.
3) La circoncisione di Gesù Bambino.
4) La profezia di Simeone.
5) La fuga in Egitto. 6) Il ritorno dall’Egitto.
7) Lo smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio.
_*AVE GIUSEPPE*_ Ave Giuseppe, figlio di Davide, uomo giusto e verginale, la Sapienza è con te, tu sei benedetto fra tutti gli uomini e benedetto è Gesù, il frutto di Maria tua sposa fedele. San Giuseppe degno Padre e protettore di Gesù Cristo e della Santa Chiesa, prega per noi peccatori e ottienici da Dio la divina Sapienza, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen!
_*CONSACRAZIONE AL CASTISSIMO CUORE DI SAN GIUSEPPE*_ Cuore Castissimo di S.Giuseppe, proteggi e difendi la mia famiglia contro ogni male e pericolo. Cuore Castissimo di S. Giuseppe, spargi sull’umanità intera le grazie e le virtù del tuo Cuore Castissimo. San Giuseppe io mi consegno realmente a te. Ti consacro la mia anima e il mio corpo, il mio cuore e tutta la mia vita. San Giuseppe, difendi la devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria. Con le grazie del tuo Cuore Castissimo, distruggi i piani di satana. Benedici tutta la Santa Chiesa, il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti di tutto il mondo. Noi ci consegniamo a te con amore e con fiducia. Adesso e per sempre. Amen!12:33
stasera pregheremo insieme nel cenacolo online anche per la sua canonizzazione alle 21 e vi aspettiamo sabato 9 alla quinta tappa
PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE DI LUISA
O Santissima Trinità, il nostro Salvatore Gesù Cristo ci ha insegnato di chiedere nelle nostre preghiere che sia sempre glorificato il Nome del Padre, che venga il suo Regno e che si faccia la sua Volontà.
Desiderosi di espandere tale Regno di amore, di giustizia e di pace, umilmente imploriamo la glorificazione della serva Luisa, la Piccola Figlia del Divino Volere, che con le sue preghiere, la sua immolazione nel letto del dolore e il suo ardente zelo, contribuì grandemente alla diffusione del regno di Dio nel mondo e alla salvezza delle anime. A suo esempio, supplichiamo Te, Padre, Figlio e Spirito Santo, di aiutarci a portare con gioia le croci che ci riserva la vita a gloria del tuo Nome e per il bene di tutti. Amen.
† Carmelo Cassati, Arcivescovo di Trani – Nazareth
Ricordiamo che nel nostro canale yotube c è una playlist dedicata a Luisa
Tra cui questo
Infine per conoscere Luisa (dal sito ladivinavolonta.org)
Chi è Luisa Piccarreta “la Piccola Figlia della Divina Volontà” e qual è il suo messaggio spirituale?
Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta:
…Gesù, uscendo da dentro il mio interno, alzandosi in piedi, poggiava le sue piante sulla parte del mio cuore e, agitando la mano, che più che sole mandava luce, gridava forte: “Venite, venite tutti, angeli, santi, viatori, generazioni tutte, venite a vedere i portenti e il più grande miracolo non mai visto, il mio Volere operante nella creatura!”
Alla voce sonora, melodiosa e forte di Gesù, che riempiva Cielo e terra, i Cieli si sono aperti e tutti sono corsi intorno a Gesù e guardavano me, per vedere come operava la Divina Volontà. Tutti restavano rapiti e ringraziavano Gesù di tanto eccesso della sua Bontà. Io sono rimasta confusa e umiliata al sommo e gli ho detto: “Amor mio, che fai? Mi pare che vuoi mostrarmi a tutti, per farmi additare da tutti; che ripugnanza sento!” E Gesù: “Ah, figlia mia, è il mio Volere, che voglio che tutti conoscano e tutti additino come nuovo Cielo e mezzo di nuova rigenerazione; e tu resterai come sepolta nella mia Volontà…” (Volume 15°, 5 Gennaio 1923)
Chi è Luisa Piccarreta “la Piccola Figlia della Divina Volontà”?
La Serva di Dio Luisa Piccarreta era nata il 23 Aprile 1865, Domenica “in Albis”, la prima dopo Pasqua. Settant’anni dopo il Signore domandò, tramite Santa Faustina Kowalska, che in tale Domenica appunto fosse celebrata la festa della Divina Misericordia.
E’ morta il 4 Marzo 1947, a Corato, all’età di circa 82 anni. La sua Causa di Beatificazione fu aperta nella solennità di Cristo Re, il 20 Novembre 1994, il 31 Ottobre 2005 fu solennemente clausurata nella sua tappa diocesana, passando alla Congregazione per le Cause dei Santi il 7 Novembre 2005.
Con lei inizia una nuova “generazione” di figli della Luce –le dice Gesù–, “i figli della sua Divina Volontà”. Con lei ha inizio una “catena d’amore”, una catena di anime chiamate a vivere nella Divina Volontà: “In tutte le santità ci sono stati sempre i santi che per primi hanno avuto l’inizio di una specie di santità; sicché ci fu il santo che iniziò la santità dei penitenti, l’altro che iniziò la santità dell’ubbidienza, un altro quella dell’umiltà, e così di tutto il resto delle altre santità. Ora l’inizio della santità del vivere nel mio Volere voglio che sia tu” (27 Novembre 1917).
Nella sua bella testimonianza, Sant’Annibale Maria Di Francia ha scritto: “Nostro Signore, che di secolo in secolo accresce sempre di più le meraviglie del suo Amore, pare che di questa vergine, che Egli chiama la più piccola che abbia trovato sulla terra, destituita da ogni istruzione, abbia voluto formare uno strumento adatto per una missione così sublime, che nessun’altra le si possa paragonare, cioè il trionfo della Divina Volontà sull’universo orbe, in conformità con quanto è detto nel Pater Noster: Fiat Voluntas tua, sicut in coelo et in terra”.
Gesù stesso le disse: “La tua missione è grande, perché non si tratta della sola santità personale, ma si tratta di abbracciare tutto e tutti e preparare il Regno della mia Volontà alle umane generazioni”.
Che cosa ha scritto Luisa?
Luisa non era una persona di cultura, aveva fatto solo la prima o forse anche la seconda elementare; ma per ubbidienza ai suoi Confessori dovette scrivere tutte le cose che lei viveva in modo straordinario. Così ha scritto 36 grossi quaderni o Volumi in forma di diario, che Gesù prima scrisse –dice Lui– “col suo dito di luce nel fondo della sua anima”, e che poi Luisa ha scritto sulla carta.
Questi scritti meravigliosi sono intitolati da Gesù: “Il Regno della mia Divina Volontà in mezzo alle creature – Libro di Cielo – Il richiamo della creatura nell’ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio”.
Luisa ha scritto anche “Le Ore dalla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”, il “Il Giro dell’anima nella Divina Volontà” e “La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà”.
I suoi scritti ci mostrano, ci offrono tutto il dolore e l’Amore di Gesù, e con esso il Dono dei doni, il Dono supremo del suo Volere, perché, come è Vita di Dio, così diventi vita dei suoi figli (il Regno di Dio che la Chiesa invoca e al quale si prepara: che la Divina Volontà sia sulla terra quello che è in Cielo); ma tutto questo arriva fino a noi attraverso la vita immolata di Luisa.
Ciò che ha scritto non è frutto della cultura, dell’arte di una scrittrice, di un desiderio di far conoscere le proprie visioni o rivelazioni, non viene da un misticismo falso e pericoloso, ma dalla “Signora Ubbidienza”, come lei la chiama! Soltanto dopo molti anni si è arresa all’idea che i suoi scritti fossero pubblicati dai Sacerdoti incaricati, in primo luogo da Sant’Annibale Maria Di Francia, nominato Censore ecclesiastico per gli scritti di Luisa, ai quali diede il suo “Nulla Osta” e ne ottenne l’Imprimatur dall’Arcivescovo.
Qual è l’essenza del suo messaggio?
Con parole di Gesù: “Grazia più grande non potrei fare in questi tempi così procellosi e di corsa vertiginosa nel male, che far conoscere che voglio dare il gran Dono del Regno del ‘Fiat’ Supremo”.
Esattamente si tratta del compimento di quel Regno che invochiamo nel Padrenostro: la sua Volontà, a partire da Luisa, deve compiersi in un modo nuovo sulla terra, nel modo come si compie in Cielo, dove è la sorgente di ogni bene e felicità, dove è la Vita di Dio e dei suoi figli.
Perciò, il punto di partenza del grande Messaggio il Signore lo esprime così: “Vengo a rimanere con voi per fare vita insieme e vivere con una sola Volontà, con un solo Amore”.
Qual è precisamente la novità che si trova nei suoi scritti?
Risponde il Signore: “Figlia mia, non si vuol capire: il vivere nella mia Volontà è regnare, il fare la mia Volontà è stare ai miei ordini. La prima cosa è possedere; la seconda è ricevere i miei ordini ed eseguirli.
Il vivere nel mio Volere è fare sua la mia Volontà, come cosa propria, è disporre di Essa; il fare la mia Volontà è tenerla in conto come Volontà di Dio, non come cosa propria, né poter disporre di Essa come si vuole. Il vivere nella mia Volontà è vivere con una sola volontà, qual è Quella di Dio…
Il vivere nella mia Volontà è vivere da figlio; il fare la mia Volontà è vivere da servo. Nel primo (caso), ciò che è del Padre è del figlio… E poi, questo è un Dono che voglio fare in questi tempi sì tristi: che non solo facciano la mia Volontà, ma che La posseggano. Non sono forse Io padrone di dare ciò che voglio, quando voglio e a chi voglio?… Non ti meravigliare se vedi che non capiscono: per capire dovrebbero disporsi al più grande dei sacrifici: qual è quello di non dar vita, anche nelle cose sante, alla propria volontà”… (18-09-1924)
LA DIVINA VOLONTÀ, che Gesù chiama nel Vangelo “la Volontà del Padre”, è la realtà più intima, vitale, essenziale di Dio: “Ah, tutto sta nella mia Volontà. L’anima, se prende Questa, prende tutta la sostanza del mio Essere e racchiude tutto in sé” (02-03-1916). Non è una “facoltà” o qualcosa di Dio analoga a quello che la volontà umana è in noi; è quello che Dio è. Come in un meccanismo c’è una prima ruota che muove tutte le altre, così la volontà è quella che dà vita a tutto in Dio e in noi.
Di solito intendiamo per Volontà Divina le cose che Egli vuole, le cose volute da Dio (cioè, la vediamo come complemento oggetto); invece per Dio è il soggetto, è Dio stesso che vuole. Possiamo dire: la Volontà è sostantivo (il termine che esprime la sostanza), mentre tutti gli attributi divini –Amore, Onnipotenza, Bontà, Santità, Eternità, Immutabilità, Immensità, Giustizia, Misericordia, Onniveggenza, Sapienza, ecc.– sono i suoi aggettivi: “La Divina Volontà è onnipotente, buona, santa, misericordiosa, infinita, eterna, sapientissima, immutabile…”
La Divina Volontà è la sorgente e la causa suprema di tutto ciò che Dio è, della Vita ineffabile della SS. Trinità e delle loro Opere di Amore eterno. È come “il motore” intimo di Dio, come “la prima ruota” che muove e che dà vita a tutto ciò che Egli è e a tutte le sue opere. È come “il Cuore” delle Tre Divine Persone.
Il Papa Benedetto XVI ha detto nella sua prima enciclica “Deus Caritas est” (n. 17): “Il sì della nostra volontà alla Sua unisce intelletto, volontà e sentimento nell’atto totalizzante dell’amore. (…) Volere la stessa cosa e rifiutare la stessa cosa, è quanto gli antichi hanno riconosciuto come autentico contenuto dell’amore: il diventare l’uno simile all’altro, che conduce alla comunanza del volere e del pensare. La storia d’amore tra Dio e l’uomo consiste appunto nel fatto che questa comunione di volontà cresce in comunione di pensiero e di sentimento, e così, il nostro volere e la Volontà di Dio coincidono sempre di più: la Volontà di Dio non è più per me una volontà estranea, che i comandamenti mi impongono dall’esterno, ma è la mia stessa volontà, in base all’esperienza che, di fatto, Dio è più intimo a me di quanto lo sia io stesso. Allora cresce l’abbandono in Dio e Dio diventa la nostra gioia”.
Qual è questa Grazia delle grazie, questo Dono dei Doni?
Fare la Divina Volontà non è una novità; la novità è che Dio ci sta invitando a vivere nel suo Volere, come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vivono questo loro Volere eterno. La novità è la Divina Volontà operante nella creatura e la creatura operante in modo divino in Essa.
La novità è questa Grazia delle grazie, questo Dono dei doni: che non solo facciamo quello che Dio vuole che facciamo, ma che la sua Volontà sia nostra, vita della nostra vita, per vivere e regnare con Essa e in Essa.
La novità è uno scambio continuo di volontà umana e Divina, perché l’anima, temendo della sua, chiede che essa sia sostituita per ogni cosa ed in ogni istante dalla Volontà stessa di Dio, la quale la va riempiendo di gioie, di amore e di beni infiniti, restituendole la somiglianza divina perduta col peccato e lo scopo per il quale l’uomo era stato creato da Dio, vivere come figlio di Dio, prendendo parte a tutti i suoi beni.
La novità è che Gesù, mediante il dono della sua Volontà alla creatura, forma in essa una Sua vita e un Suo modo di presenza reale, cosicché questa creatura Gli serve di Umanità. Questo, ovviamente, non per una sorta di “unione ipostatica” (due nature e una sola persona), ma per unione di due volontà, l’umana e la Divina, unite in un solo Volere, che, ovviamente, non può essere se non Quello Divino. Questa creatura diventa così il trionfo di Gesù, è “un altro Gesù”, non per natura, ovviamente, ma per dono di Grazia, secondo le parole di San Giovanni: “…Perché come è Lui, così siamo anche noi in questo mondo” (1 Gv 4,17).
Luisa parla spesso del Regno di Dio che si deve compiere, che sta per venire; Luisa prega chiedendo che “il Volere Divino venga a regnare”: che significa tutto questo?
Da quanto Gesù dice a Luisa risulta in modo evidentissimo:
– 1°, che il Regno di Dio è che la sua Volontà si compia;
– 2°, che la Volontà del Padre ha stabilito il suo Regno nella SS. Umanità di Gesù, dandole tutti i suoi attributi e diritti divini;
– 3°, che tutto quello che Gesù possiede nella sua Adorabile Umanità vuole darlo al suo Corpo Mistico. Le parole “come in Cielo, così in terra”, in Gesù e Maria sono perfetta realtà: “come è nel Padre così è nel Figlio”. Perciò, fino a quando Gesù e Maria sono statti sulla terra il Regno di Dio è stato sulla terra. In noi invece debbono essere un desiderio ardente, una invocazione incessante, poiché sono una Promessa divina.
Sant’Agostino dice: “Sia fatta nella Chiesa come nel Signore nostro Gesù Cristo; sia fatta nella Sposa, che a Lui è stata fidanzata, come nello Sposo, che ha compiuto la Volontà del Padre”.
– 4°, Questa Promessa divina del Regno ancora si deve compiere sulla terra così come già si compie in Cielo. Questo implica due cose:
che non solo dobbiamo andare al Regno di Dio dopo la morte, ma che il Regno di Dio deve venire ancora nel tempo storico, e non può certo finire il mondo se prima non si compie in pienezza (Questo è il ripristino dell’ordine della Creazione, prima che ci fosse il peccato);
e che il Regno di Dio non è ancora venuto, perché non lo si deve confondere con la Redenzione o con la Chiesa.
– 5°, Questo Regno, che la Chiesa domanda incessante mente nel Padrenostro (ed è che la sua Volontà sia fatta “come in Cielo”, così qui in terra), in rapporto alla Redenzione e alla Chiesa è come il Frutto in rapporto all’albero: esso è già per essenza presente nell’albero fin dall’inizio, fin da quando fu seminato.
L’albero fu seminato, è coltivato e cresce, si riempie di foglie e di fiori, ma il tutto è finalizzato al tempo dei frutti. Così la Redenzione, i Sacramenti, la Chiesa, tutta l’opera dello Spirito Santo in essa, tutto è finalizzato al tempo glorioso del Regno della Divina Volontà.
Dopo essere vissuta sulla terra dell’esilio 81 anni, 10 mesi e 9 giorni, Luisa morì il martedì 4 Marzo 1947, verso le ore 6 del mattino, dopo 15 giorni di malattia, l’unica accertata in vita sua: una forte polmonite, con febbre alta. Morì alla fine della notte, a quella stessa ora in cui tutti i giorni il Sacerdote la richiamava dal suo stato di “morte” mediante l’ubbidienza.
Scrive il suo Confessore: “Fenomeni straordinari in morte. Come si vede nella foto, il cadavere di Luisa sta col corpo seduto sul lettino, proprio come quando viveva, né fu possibile distenderlo con la forza di varie persone. Rimase in quella posizione, per cui si dovè costruire una cassa tutta speciale.
Attenzione, straordinario… Tutto il corpo non subì la rigidità cadaverica che a tutti i corpi umani segue appena morti. Si poteva vedere in tutti i giorni che rimase esposta, alla vista di tutto il popolo di Corato e di moltissimi forestieri, venuti appositamente a Corato per vedere e toccare con le proprie mani il caso unico e meraviglioso: poter, senza sforzo alcuno, muovere il capo in tutti i versi, alzare le braccia, piegarle, piegare le mani e tutte le dita. Si potevano alzare anche le palpebre ed osservare gli occhi lucidi e non velati.
Luisa sembrava viva e che dormiva, mentre un convegno di medici, appositamente convocati, dichiarava, dopo attento esame del cadavere, che Luisa realmente era morta e che quindi si doveva pensare a una morte vera e non ad una morte apparente, come da tutti si immaginava. Si fu costretti, col consenso dell’Autorità Civile e del Medico Sanitario, a farla rimanere per 4, dico quattro giorni, sul suo lettino di morte, senza dare segno alcuno di corruzione, per soddisfare la folla che si accalcava, specie i forestieri, che si riversavano in casa anche con la violenza”.
Luisa dice che era nata “a rovescia” e che perciò era giusto che la sua vita fosse “a rovescia” della vita delle altre creature; anche la sua morte fu “a rovescia”… Restò seduta, come era sempre vissuta, e seduta dovette essere portata al cimitero, in una bara speciale, di vetro, come una regina sul suo trono, vestita di bianco “come una Sposa per il suo Sposo”, con il “Fiat” sul petto…
“La piccola figlia del Re è tutta splendore; perle e tessuto d’oro sono il suo vestito; in preziosi ricami è presentata al Re; con lei, le vergini sue compagne a Te sono condotte; entrano insieme nel Palazzo Regale…” (Salmo 44)
Ancora una testimonianza di Don Benedetto Calvi:
“Quale fu la sua vita di 82 anni, dei quali circa 70 inchiodata nel suo lettino? Pregare + Lavorare + Soffrire + Consolare + Consigliare + Istruire + Illuminare menti + Riscaldare cuori + Trasformare anime. Il suo lettino si cambiava in una meravigliosa cattedra dalla quale, con sapienza ed unzione divina, parlava ed intimamente cambiava le anime: non pochi uscivano dalla sua stanzetta visibilmente mutati, stupiti e commossi, e… pronti a purificarsi con una santa Confessione. Fu il nostro parafulmine per riparare i fulmini della potente Giustizia di Dio, sdegnato perché oltraggiato dai nostri peccati.”
Il trionfale funerale di Luisa
Sebbene per quattro giorni il corpo di Luisa non avesse la rigidità cadaverica, non fu possibile distenderla, per cui fu messa in una bara speciale
L’Arciprete e il Confessore (nel cerchio) con il Rev.mo Capitolo precedono il feretro per tutto il percorso
Il suo funerale ebbe luogo il 7 Marzo 1947. Più di 40 sacerdoti –il Capitolo e il Clero locale–, innumerevoli religiose (le Figlie del Divino Zelo, le Suore Missionarie del Sacro Costato, le Suore “d’Ivrea”, ecc.), una folla di migliaia di persone, che salivano anche sui tetti, dopo le Esequie e la S. Messa, celebrata dal Capitolo nella Chiesa Matrice, l’accompagnarono al cimitero… Fu un autentico plebiscito del popolo cattolico, che la pianse e che, dopo 70 anni passati ormai, continua ricordandola. Fu la sua prima apoteosi sulla terra…
Le suore Missionarie del Sacro Costato (fondate dal P. Eustachio Montemurro, di Gravina, “adottate” dal P. Di Francia) si avvicendano nel portare la bara
Fu un autentico plebiscito –migliaia di persone venute da tutte le parti–, la prima apoteosi di Luisa “la Santa”
Che ci ha lasciato Luisa? Soltanto un affettuoso ricordo? Il suo Confessore, D. Benedetto Calvi, ha raccolto dalle labbra di Luisa, un’ora prima della sua morte, le sue ultime parole, che egli chiama “il testamento spirituale di Luisa e la sua grande e consolante promessa”:
“Ora muoio più contenta, perché il Divin Volere mi ha consolata più del solito con la vostra presenza in questi ultimi istanti della mia vita. Vedo ora una lunga, bella e spaziosa Via, illuminata da infiniti e splendenti Soli… Oh, sì, li conosco! Sono i Soli dei miei atti fatti nella Divina Volontà. È la via che ora devo battere; è la via preparata per me dal Divin Volere, è la via del mio trionfo, è la via della mia gloria, per congiungermi nell’immensa felicità della Divina Volontà. È la mia via, è la via che farò riservare per voi, caro Padre; è la via che farò riservare per tutte quelle anime che vorranno vivere nella Divina Volontà”.
Ma il 23 Aprile 1921 (compleanno di Luisa) Gesù ha fatto un’altra meravigliosa Promessa…:
“Figlia mia, coraggio! Verrò, verrò; tu non ti occupare di altro che del mio Volere. Lasciamo da parte la terra; si stancheranno nel male, dovunque andranno seminando terrori, spaventi e stragi; ma giungerà la fine, il mio amore trionferà su tutti i loro mali. Perciò, tu stendi il tuo volere nel Mio, che, come un secondo cielo, coi tuoi atti verrai a stendere sul capo di tutti, ed Io guarderò gli atti delle creature, attraverso i tuoi atti divini, perché tutti sono parti del mio Volere, e costringerai il mio Volere eterno a discendere al disotto delle sfere, per trionfare della malvagità della volontà umana. Perciò, se vuoi che il mio Volere scenda e il mio amore trionfi, tu devi salire al di là delle sfere, dimorarvi, estendere i tuoi atti nella mia Volontà E POI SCENDEREMO INSIEME, assaliremo le creature col mio Volere, col mio amore le confonderemo in modo da non poterci resistere. Perciò, per ora lasciamoli fare; vivi nel mio Volere ed abbi pazienza”.
Per questo mese dedicato allo Spirito Santo suggeriamo questa preghera di riparazione. Il testo è nella descrizione del video
Inoltre continuano i consueti incontri in presenza e online, che pian pianino si stanno riducendo come numero e crescendo come lunghezza, grande importanza hanno sicuramente i ritiri che permettono anche a persone di fuori zona di partecipare.
Il giorno della Madonna di Lourdes pregheremo per tutti gli ammalati in particolari quelli ambientali, con iniziativa specifica.
“La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà”, giorno 23
Una vena di dolore si aprì nel cuore di Maria Santissima: andava ad offrirlo vittima per la salvezza di tutti!
Figlia mia cara, non ti spostare dal mio fianco, seguimi ovunque. Già stanno per compiersi quaranta giorni dalla nascita del piccolo Re Gesù, ed il Fiat divino ci chiama al Tempio per adempire la legge della Presentazione del Figlio mio. Ebbene, andammo al Tempio. Era la prima volta che uscivo insieme col mio dolce bambino. Una vena di dolore si aprì nel mio cuore: andavo ad offrirlo vittima per la salvezza di tutti! Quindi entrammo nel Tempio, e prima adorammo la divina Maestà, poi si chiamò il sacerdote, e messolo nelle sue braccia, feci l’offerta del Celeste Bambino all’eterno Padre, offrendolo in sacrificio per la salvezza di tutti. Il sacerdote era Simeone, e come lo deposi nelle sue braccia, riconobbe che era il Verbo Divino ed esultò d’immensa gioia; e dopo l’offerta, atteggiandosi a profeta, profetizzò tutti i miei dolori… Oh, come il Fiat supremo suonò a distesa sul mio materno Cuore con suono vibrante la ferale tragedia di tutte le pene del mio Figlio bambino! Ma quello che più mi trafisse furono le parole che mi disse il santo profeta, cioè: “Questo caro bambino sarà la salvezza e la rovina di molti, e sarà il bersaglio delle contraddizioni”. Se il Volere Divino non mi avesse sostenuta, sarei morta all’istante di puro dolore. Invece mi diede vita, e se ne servì per formare in me il Regno dei dolori nel Regno della sua stessa Volontà. Sicché oltre al diritto di Madre che tenevo su tutti, acquistai il diritto di Madre e Regina di tutti i dolori. Ah, sì, coi miei dolori acquistai la monetina per pagare i debiti dei figli miei ed anche dei figli ingrati. Ora, figlia mia, tu devi sapere che nella luce della Divina Volontà Io già sapevo tutti i dolori che dovevano toccarmi, ed anche più di quello che mi disse il santo profeta, ma in quell’atto così solenne di offrire il mio Figlio, a sentirmelo ripetere, mi sentii talmente trafitta, che mi sanguinò il cuore, ed aprì squarci profondi nell’anima mia. Ora, ascolta la Mamma tua: nelle tue pene, negli incontri dolorosi che non ti mancano, non ti abbattere mai, ma con amore eroico fa’ che il Voler Divino prenda il suo regio posto nelle tue pene, affinché te le converta in monetine d’infinito valore, con cui potrai pagare i debiti dei tuoi fratelli per riscattarli dalla schiavitù dell’umana volontà, per farli rientrare come figli liberi nel Regno del Fiat divino.
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Venerdì 2 febbraio – Presentazione del Signore
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
In questo mese avremo diverse iniziative in presenza e siamo in attesa anche di vostre richieste e suggerimenti perché l’Apostolato è in crescita, in evoluzione… cercando sempre di seguire i sassolini che Nostro Signore ci mette sulla strada.
Tutte le iniziative in peesenza
Importantissima la terza tappa dei ritiri Come in cielo così in terra, a cui si può partecipare senza avere fatto le precedenti e speriamo a breve di avere tutte le date delle prossime tappe. FIAT
Terza tappa ritiri
Infine ci saranno i cenacoli settimanali online, prevalentemente di domenica sera.
E novità qualche momento di preghiera online non più su telegram.
Invitiamo in questo mese a recitare i giri dell’anima a Gesù bambino, quelli proposti fino ad oggi e quelli che proporremo.il canale
YouTube si sta arricchendo per cui abbiamo fatto ulteriori playlist per renderlo più fruibile.
Playlist sui giri dell anima, con firi dell anima proposto come preghiere del mese
Infine tutte le locandine di tutte le iniziative
Contattaci per altre info o essere aggiunto alla lista dei nostri avvisi. Fiat. Un abbraccio fusi nel Divin Volere