Oggi fra le altre cose facciamo nostra questa preghiera di ringraziamento di Luisa a nome di tutta l’umana famiglia tanto gradita al buon Dio.
E’ una buona occasione anche per consacrarsi a Maria Santissima e affidarle tutto il 2024
Con l’ AIUTO DI MARIA SANTISSIMA che sia questo l’ anno in cui tanti inizieranno la lettura di questi scritti di cielo e abbracceranno tutto il cammino del Divin Volere come chiesto da Dio in questi scritti di Cielo ( vedi Spiritualità in pratica nel blog).
Noi come Apostolato Adveniat faremo del nostro meglio per aiutare tante persone e sostenervi nel cammino, con l’ aiuto della Santa Vergine e vi rinnoviamo l invito all inizio della lettura proprio oggi anche con questa possibilità sul telefoni
. Gli auguri di Luisa per il nuovo anno:
In Voluntate Dei!
… Ciò che si fa per Dio non si perde mai, piuttosto si forma il seme che, germogliando, fa rinascere la Vita, più rigogliosa, più robusta e bella. Tutto ciò che avete fatto, tanto per voi quanto per gli altri, sono semi che avete formato, semi che fanno rinascere la Vita della Volontà Divina; però ci vuole la nostra cooperazione, i nostri atti ripetuti nel FIAT, che come acqua benefica innaffiano il seme per formare la vita; e, formata la vita, ci vuole la nostra volontà unita alla Sua per farla crescere, ci vuole il nostro amore continuo per alimentarla. Quindi, per noi nulla è perduto, se veramente vogliamo vivere di Volontà Divina. Questa Vita esiste in noi.
Perciò, coraggio, non indietreggiate. La Volontà di Dio è nostra e Vita nostra; Dio ce l’ha data nell’atto quando creandoci ci metteva alla luce, come principio di vita…. E’ la cosa più consolante al cuore umano poter dire: “Ciò che vuole Iddio lo voglio io, ciò che fa Dio lo faccio io”.
I Cieli si aprono a queste esclamazioni per unificare il Creatore e la creatura, affinché ciò che fa uno lo faccia l’altro. Quindi, seguite la vostra missione e offritela per il trionfo del Voler Divino….
Vi mando gli auguri del nuovo anno, tutto di Volontà Divina.
Ricordiamo anche l appuntamento di oggi e del 6 in presenza
A seguire un po di materiale importante.
CONSACRAZIONE ALLA SANTA FAMIGLIA, nella Divina Volontà
Nella Divina Volontà mi consacro alla Sacra Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe. Alla Sacra Famiglia dedico anche la mia famiglia, le mie generazioni, tutta la mia casa e i miei beni materiali. Che la mia casa diventi la casa della Santa Famiglia di Nazareth: casa di fede, di pace, di accoglienza e di semplicità. D’ora in poi questa casa non è più mia ma la casa della Sacra Famiglia protetta dagli Angeli, benedetta dalla Santissima Trinità al riparo dagli attacchi dell’avversario. Pongo nella Divina Volontà un sigillo con l’olio benedetto su tutte le porte, le finestre e su tutte le aperture. Che d’ora in poi entrino e vengano qui solo quelli che il Signore ha invitato e che tutto ciò che non è di Dio non abbia alcun accesso. Dedico questa casa alla Sacra Famiglia come luogo scelto da sempre da Dio Padre. Che la mia casa sia casa di rifugio per questi tempi annunciati. Gesù, Maria e Giuseppe, Vi appartengo per sempre Gesù, Maria e Giuseppe, tutta la mia famiglia Vi è consacrata. Gesù, Maria e Giuseppe questa casa è ormai vostra. Casa di luce per scacciare l’oscurità. Casa della Divina Volontà per preparare il regno della Divina Volontà. Casa rifugio per tutte le anime che cercano Dio e la sua protezione. Che l’Arcangelo San Michele ne sia il protettore. Che San Benedetto ne sia il difensore. Infine che i membri della Sacra Famiglia siano i primi Ospiti ai quali ogni onore e gloria siano dati sopra ogni cosa.
Terminare facendo croci con l’olio benedetto sulle porte e sulle finestre dicendo: Gesù, Maria e Giuseppe, mi consacro a Voi e vi consacro nella Divina Volontà questa casa.
Mettere un’icona della Sacra Famiglia all’ingresso della casa o in un angolo di preghiera.
Terminare dicendo sui grani del rosario: Gesù, Maria e Giuseppe, vi consacro per sempre questa casa e la mia famiglia
Padre Ghislain Roy
Tutto ciò che nel nostro canale riguarda la Santa Vergine e raccolto in questa playlist
La diretta all evento straordinario di oggi a Medjugorie ( se e questo il link comunque nel canale di Radio Maria trovate sicuramente il link corretto)
Una catechesi di don Pablo del 2020 che contiene anche una possibile profezie per il 2024
Carissimi è giunto in momento tanto atteso di questa solennità meravigliosa a cui la meditazione dei nove eccessi di amore che Gesù ha insegnato a Luisa ci hanno preparato a questo solenne incontro con Gesù bambino, per tanti di voi per la prima volta vissuto nel Divino Volere.
💫 Fiat 💫
Eccomi a farvi gli auguri per il Santo Natale: quale augurio più bello farvi, che mandarvi il piccolo Gesù, affinché vi faccia nascere insieme con Lui? Oh, come lo sospira, e giunge perfino a piangere, perché non vuol essere solo, ma vuole la creatura a rinascere e a vivere insieme.
Il caro Bambino vi dirà all’orecchio del cuore:
“ Figlia mia, fammi vivere in te; fa tutto insieme con Me, ed Io ti darò la mia Santità per farti santa, la mia Bellezza per abbellirti, la mia Sapienza per fare che tutto sia ordine in te; poi ti darò il gran dono della mia Volontà per farti respirare, palpitare, amare insieme con Me…Allora sarò contento, quando vedrò chi Mi rassomiglia in tutto”
Contentiamo Gesù, rinasciamo con Lui e viviamo insieme. Lui è appena nato, non vuol essere solo, sente il bisogno della compagnia di chi Lo baci e Gli rasciughi le lacrime. Questo è il mio augurio!
Molto più che ogni atto in più che facciamo nel Voler Divino è una rinascita in più che facciamo. Noi rinasciamo in Gesù e Lui in noi; così renderemo felice il piccolo Gesù.
Da – LETTERE DI LUISA PICCARRETA “La Piccola Figlia della Divina Volontà”
Non ci resta che in questo giorno invocare con tutti noi stessi Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra! FIAT!
In questi giorni invieremo altri brani bellissimi che caricheremo anche in questa pagina
Intanto ricapitoliamo qui alcuni step condivusi nei video che ci hanno preparato fin qui. E a breve i prossimi appuntamenti online e in presenza. Per info adveniat@blu,it
GESÙ, TI AMO NELL’ ATTO IN CUI SCENDESTI DAL CIELO ( giro dell anima)
“Amor mio, Gesù, nel tuo Volere Ti amo nell’atto che scendesti dal Cielo; imprimo il mio Ti amo nell’atto che fosti concepito, Ti amo nella prima goccia di Sangue che si formò nella tua Umanità; Ti amo nel primo palpito del tuo cuore, per segnare tutti i tuoi palpiti col mio Ti amo; Ti amo nel tuo primo respiro, Ti amo nelle tue prime pene, Ti amo nelle prime tue lacrime che versasti nel seno materno; voglio ricambiare le tue preghiere, le tue riparazioni, le tue offerte col mio Ti amo. Ogni istante della tua vita voglio suggellare col mio ti amo: Ti amo nel tuo nascere, Ti amo nel freddo che soffristi, Ti amo in ogni stilla di latte che succhiasti dalla tua Mamma; intendo di riempire coi miei Ti amo le fasce con cui la tua Mamma ti fasciò; stendo il mio Ti amo sopra di quella terra in cui la tua cara Madre ti adagiò nella mangiatoia, e le tue tenerissime membra sentirono la durezza del fieno, ma più che fieno la durezza dei cuori. Il mio Ti amo in ogni tuo vagito, in tutte le tue lacrime e pene della tua infanzia e faccio scorrere il mio Ti amo in tutti i rapporti, comunicazioni, amore che avesti con la tua Mamma. Suggello il mio Ti amo in ogni tuo atto interno e pene che soffristi. In tutta la tua SS. Umanità, o mio Gesù, anche nelle fibre più intime del tuo cuore, imprimo il mio Ti amo per me e per tutti. Il mio Ti amo non Ti lascerà mai; il tuo stesso Volere è la vita del mio Ti amo”.
I NOVE ECCESSI DI AMORE Dagli Scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta LA PICCOLA FIGLIA DELLA DIVINA VOLONTA’ Volume 1: «Incomincio. Una Novena del Santo Natale, circa l’età di diciassette anni, mi preparai alla festa del Santo Natale praticando diversi atti di virtù e mortificazione, e specialmente onorando i nove mesi che [il mio amabile] Gesù stette nel seno materno con nove ore di meditazione al giorno, appartenente sempre al mistero dell’Incarnazione». PRIMO GIORNO Primo Eccesso – Amore Trinitario: L’Angelo porta a Maria l’annuncio che la SS. Trinità sta inviando sulla terra il Figlio dell’uomo, che prontamente obbedisce al Volere del Padre, e che Lei, con l’azione dello Spirito Santo, è la depositaria di tale mistero e dei beni che ne verranno. «Come per esempio, in un ora mi portavo col pensiero nel paradiso e mi immaginavo la Santissima Trinità. Il Padre che mandava il Figlio sulla terra, il Figlio che prontamente ubbidiva al Volere del Padre, lo Spirito Santo che vi consentiva. La mia mente si confondeva nel mirare un sì grande mistero, un amore sì reciproco, sì uguale, sì forte tra Loro e verso degli uomini; e poi, l’ingratitudine degli uomini e specialmente la mia. Che vi sarei stato non un’ora ma tutto il giorno, ma d’una voce interna che mi diceva: “Basta, vieni e vedi altri eccessi più grandi del mio amore.”» Gloria al Padre …
SECONDO GIORNO Secondo Eccesso – Amore Umile: Dio, grande e infinito, scende dal Cielo e va a imprigionarsi nel grembo di una donna. Là vi resterà per nove mesi, ma la Sua Divinità resterà ancora incarcerata nella Sua Umanità, per trentatré anni, e successivamente nell’Eucarestia. “Quindi la mia mente si portava nel seno materno, e rimaneva stupita nel considerare quel Dio sì grande nel Cielo, ora così annichilito, impicciolito, ristretto, che non poteva muoversi, e quasi neppure respirare. La voce interna che mi diceva: «Vedi quanto ti ho amato? Deh! dammi un po’ di largo nel tuo cuore, togli tutto ciò che non è mio, che così mi darai più agio a potermi muovere ed a farmi respirare.» “Il mio cuore si struggeva, gli chiedevo perdono, promettevo d’essere tutta sua, mi sfogavo in pianto, ma però, lo dico a mia confusione, che ritornavo ai miei soliti difetti. Oh Gesù quanto siete stato buono con questa misera creatura!”. Gloria al Padre …
TERZO GIORNO Terzo Eccesso – Amore Divorante: Fiamme d’Amore che si innalzano per estendersi a tutte le generazioni, dal primo all’ultimo uomo. Mari (d’Amore) senza confine nei quali le anime possono nuotare liberamente. “Dalla seconda meditazione passavo alla terza, e una voce interna mi diceva: «Figlia mia, poggia la tua testa sul seno della mia Mamma, guarda fin dentro di esso la mia piccola Umanità, il mio amore mi divorava, gli incendi, gli oceani, i mari immensi dell’amore della mia Divinità m’inondavano, m’incenerivano, alzavano tanto le sue vampe che si alzavano e si estendevano ovunque, a tutte le generazioni, dal primo all’ultimo uomo, e la mia piccola Umanità era divorata in mezzo a tante fiamme, ma sai tu, il mio eterno amore che cosa mi vuol far divorare? Ah! le anime! Ed allora fui contento quando le divorai tutte, restando con Me concepite, ero Dio, dovevo operare come Dio, dovevo prendere tutte, il mio amore non mi avrebbe dato pace se escludessi qualcuna. Ah! figlia mia, guarda bene nel seno della mia Mamma, fissa bene gli occhi nella mia Umanità concepita e vi troverai l’anima tua concepita con Me, le fiamme del mio amore che ti divorarono. Oh! quanto ti ho amato e ti amo!» Io mi sperdevo in mezzo a tanto amore, ne sapeva uscirmene, ma una voce mi chiamava forte dicendomi: «Figlia mia, ciò e nulla ancora, stringiti più a me, dà le tue mani alla mia cara Mamma affinché ti tenga stretta sul suo seno materno, e tu dà un altro sguardo alla mia piccola Umanità concepita e guarda il quarto eccesso del mio amore.» Gloria al Padre …
QUARTO GIORNO Quarto Eccesso – Amore Operante: Gesù appena “concepito” prende su di Sé tutte le anime e il fardello (peccati, in gratitudini, passioni) di ognuna. Ha così inizio la Sua Passione. La Sua piccola testa avverte già le punture delle spine che coroneranno il Suo capo e la Sua immobilità nel grembo materno anticipa la Sua Crocifissione. «Figlia mia, dall’amore divorante passa a guardare il mio amore operante. Ogni anima concepita mi portò il fardello dei suoi peccati, delle sue debolezze e passioni, ed il mio amore mi comandò di prendere il fardello di ciascuno e non solo le anime concepì, ma le pene di ciascuna, le soddisfazioni che ogn’una di esse doveva dare al mio Celeste Padre. Sicché la mia passione fu concepita insieme con Me. Guardami bene nel seno della mia Celeste Mamma. Oh! come la mia piccola Umanità era straziata, guarda bene come la mia piccola testolina è circondata da un serto di spine, che cingendomi forte le tempie mi fanno mandare fiumi di lacrime dagli occhi, ne potevo muovermi per asciugarle. Deh! muoviti a compassione di Me, asciugami gli occhi dal tanto piangere, tu che hai le braccia libere per potermelo fare, queste spine sono il serto dei tanti pensieri cattivi che si affollano nelle menti umane, oh! come mi pungono più delle spine che germoglia la terra, ma guarda ancora che lunga crocifissione di nove mesi, non potevo muovere né un dito, né una mano, né un piede, ero qui sempre immobile, non c’era posto per potermi muovere un tantino, che lunga e dura crocifissione coll’aggiunto che tutte le opere cattive prendendo forma di chiodi, mi trafiggevano mani e piedi ripetutamente e così.» E così continuava a narrarmi pene per pene, tutti i martiri della sua piccola Umanità, che volerle dire tutte sarei troppo lungo. Ond’io mi abbandonavo al pianto, mi sentivo dire nel mio interno: «Figlia mia, vorrei abbracciarti ma non lo posso, non c’è lo spazio, sono immovile, non lo posso fare; vorrei venire a te, ma non posso camminare. Per ora abbracciami e vieni tu a Me, poi quando uscirò dal seno materno verrò Io a te.» Ma mentre con la mia fantasia me l’abbracciavo, me lo stringevo forte al mio cuore, una voce interna mi diceva: «Basta per ora figlia mia, e passa a considerare il quinto eccesso del mio amore.» Gloria al Padre …
QUINTO GIORNO Quinto Eccesso – Amore Solitario: Dio costretto, nonostante i vari richiami, a restare solo. Vorrebbe parlare ad ogni anima per comunicarle e riversarle tutto il Suo amore, ma ahimè è ridotto al silenzio. È disceso dal Cielo per stare in sua compagnia e pochissime sono quelle che accolgono la Sua venuta, che condividono le Sue gioie, i Suoi gemiti. Onde la voce interna seguiva: «Figlia mia, non ti scostare da Me, non mi lasciare solo, il mio amore vuole la compagnia, un altro eccesso del mio amore che non vuole essere solo. Ma sai tu con chi vuol essere in compagnia? Della creatura. Vedi, nel seno della mia Mamma, insieme con Me ci sono tutte le creature, concepite insieme con Me. Io sto con loro tutto amore, voglio dirle quanto le ami, voglio parlare con loro per dirle le mie gioie ed i miei dolori, che sono venuto in mezzo a loro per renderle felice, per consolarle, che starò in mezzo a loro come un loro fratellino dando a ciascuna tutti i miei beni, il mio regno a costo della mia morte. Voglio darle i miei baci, le mie carezze; voglio trastullarmi con loro, ma, ahi quanti dolori mi danno! chi mi fugge, chi fa il sordo e mi riduce al silenzio, chi disprezza i miei beni e non si curano del mio regno e ricambiano i miei baci e carezze con la non curanza e dimenticanza di Me, ed il mio trastullo lo convertono in amaro pianto. Oh! come son solo, eppure in mezzo a tanti. Oh! come mi pesa la mia solitudine, non ho a chi dire una parola, con chi fare uno sfogo, neppure d’amore; sono sempre mesto e taciturno, perché se parlo non sono ascoltato. Ah! figlia mia, ti prego, ti supplico non mi lasciare solo in tanta solitudine, dammi il bene di farmi parlare coll’ascoltarmi, presta orecchio a miei insegnamenti, Io sono il maestro dei maestri. Quante cose voglio insegnarti! Se tu mi darai ascolto mi farai cessare da piangere e mi trastullerò con te. Non vuoi tu trastullarti con Me?» E mentre mi abbandonavo in Lui compatendolo nella sua solitudine, la voce interna seguiva: «Basta, basta, e passa a considerare il sesto eccesso del mio amore.» Gloria al Padre …
SESTO GIORNO Sesto Eccesso – Amore Represso: Stretto nella prigione e nel buio del grembo materno, Gesù non può manifestare il Suo Amore, la Sua Luce. Tutto intorno è tenebra e le colpe delle creature aggiungono nuove oscurità nelle quali è obbligato a stare. «Figlia mia, vieni, prega la mia cara Mamma che ti faccia un po’ di posticino nel suo seno materno, affinché tu stessa vedi lo stato doloroso in cui mi trovo.» Onde mi pareva col pensiero che la nostra Regina Mamma per contentare a Gesù, mi faceva un po’ di posto e mi metteva dentro. Ma era tale e tanta l’oscurità che non lo vedevo, solo sentivo il suo respiro e Lui nel mio interno seguiva a dirmi: «Figlia mia, guarda un altro eccesso del mio amore. Io sono la luce eterna, il sole è un’ombra della mia luce, ma, vedi dove mi ha condotto il mio amore, in che oscura prigione Io sono? Non c’è uno spiraglio di luce, è sempre notte per Me, ma notte senza stelle, senza riposo, sempre desto, che pena! la strettezza della prigione, senza potermi menomamente muovere, le fitte tenebre; anche il respiro, respiro per mezzo del respiro della mia Mamma, oh! come è stentato. E poi, aggiungi le tenebre delle colpe delle creature, ogni colpa era una notte per Me, che unendosi insieme formavano un abisso d’oscurità senza sponde. Che pena! oh eccesso del mio amore, farmi passare d’una immensità di luce, di larghezza, in una profondità di fitte tenebre e di tale strettezze fino a mancarmi la libertà del respiro, e ciò tutto per amore delle creature.» E mentre ciò diceva gemeva, quasi con gemiti soffocati per mancanza di spazio, e piangeva. Io mi struggevo in pianto, lo ringraziavo, lo compativo, volevo fargli un po’ di luce col mio amore come Lui mi diceva, ma chi può dire tutto? La stessa voce interna soggiungeva: «Basta per ora, e passa al settimo eccesso del mio amore.» Gloria al Padre …
SETTIMO GIORNO Settimo Eccesso – Amore Supplicante: L’ingratitudine dell’uomo è la spina più pungente per Dio, suo Creatore. La sua ostinazione comunque non trattiene il Suo amore dal fare nuovi sbocchi con atteggiamenti imploranti. La voce interna seguiva: «Figlia mia, non mi lasciare solo in tanta solitudine ed in tanta oscurità, non uscire dal seno della mia Mamma per guardare il settimo eccesso del mio amore. Ascoltami, nel seno del mio Celeste Padre Io ero pienamente felice, non c’era bene che non possedevo, gioia, felicità, tutto era a mia disposizione, gli angeli riverenti mi adoravano e stavano ai miei cenni. Ah! l’eccesso del mio amore, potrei dire, mi fece cambiare fortuna, mi restrinse in questa tetra prigione, mi spogliò di tutte le mie gioie, felicità e beni per vestirmi di tutte le infelicità delle creature, e tutto ciò per fare il cambio, per dare la mia fortuna, le mie gioie e la mia felicità eterna a loro. Ma ciò sarebbe stato nulla se non avessi trovato in loro una somma ingratitudine ed ostinata perfidia. Oh! come il mio eterno amore restò sorpreso innanzi tanta ingratitudine e pianse l’ostinatezza e perfidia dell’uomo. L’ingratitudine fu la spina più pungente che mi trafisse il cuore, fin del mio concepimento fino all’ultimo del mio morire. Guarda il mio cuoricino, è ferito e sgorga sangue. Che pena! che spasimo che sento! Figlia mia, non essermi ingrata; l’ingratitudine è la pena più dura per il tuo Gesù, è il chiudermi in faccia le porte per farmi restare intirizzito di freddo. Ma a tanta ingratitudine il mio amore non si arrestò e si atteggiò ad amore supplicante, pregante, gemente e mendicante, questo è l’ottavo eccesso del mio amore.» Gloria al Padre …
OTTAVO GIORNO Ottavo Eccesso – Amore Mendicante: Se pure le suppliche non smuovono la creatura ad amare Dio, Egli non smette di prendersi cura di lei e per vincerla passa ad un eccesso più grande, passa a mendicare un po’ d’amore, ad elemosinare, proprio come farebbe un povero ai bordi della strada. «Figlia mia, non mi lasciare solo, poggia la tua testa sul seno della mia cara Mamma, che anche al di fuori sentirai i miei gemiti, le mie suppliche, e vedendo che né miei gemiti, né le mie suppliche muovono a compassione la creatura del mio amore, mi atteggio in atto del più povero dei mendichi e stendendo la mia piccola manina chiedo per pietà almeno a titolo di elemosina le loro anime, i loro affetti, ed i loro cuori. Il mio amore voleva vincere a qualunque costo il cuore dell’uomo, e vedendo che dopo setti eccessi del mio amore era restìo, faceva il sordo, non si curava di Me e né si voleva dare a Me, il mio amore si volle spingere di più, avrebbe dovuto arrestarsi, ma no, volle uscire di più dai suoi limiti, e fin dal seno della mia Mamma faceva giungere la mia voce ad ogni cuore e coi modi più insinuanti, con le preghiere più ferventi, con le parole più penetranti. Ma sai che gli dicevo? “Figlio mio, dammi il tuo cuore, tutto ciò che tu vuoi Io ti darò purché mi dai in cambio il cuore tuo; sono sceso dal Cielo per farne preda, deh! non me lo negare! non rendere deluso le mie speranze!” E vedendolo restìo, anzi molti mi voltavano le spalle, passavo ai gemiti, giungevo le mie piccole manine e piangendo, con voce soffocata da singhiozzi, gli soggiungevo: “Ahi! ahi! sono il piccolo mendico, neppure in elemosina vuoi darmi il cuor tuo? Non è questo un eccesso più grande del mio amore, che il Creatore per avvicinarsi alla creatura prenda la forma di piccolo bambino per non incuterli timore, e chieda almeno per elemosina il cuore della creatura, e vedendolo che non lo vuol dare, prega, geme e piange?» E poi mi sentivo dire: «E tu non vuoi darmi il tuo cuore? Forse anche tu vuoi che gema, preghi e pianga per darmi il tuo cuore? Vuoi negarmi la elemosina che ti chiedo?» E mentre ciò diceva sentivo come se singhiozzasse, ed io: «Mio Gesù, non piangere, vi dono il mio cuore e tutta me stessa.» Onde la voce interna seguiva: «Passa più oltre, e passa al nono eccesso del mio amore.» Gloria al Padre …
NONO GIORNO Nono Eccesso – Amore Vincitore: L’Amore alla fine sarà vittorioso. Anche a costo di aspettare secoli, Dio rimane fedele a Sé stesso e continuerà a saettare i cuori con raggi di dolcezza e tenerezza. Conquisterà la creatura e il Regno della Sua Divina Volontà trionferà. «Figlia mia, il mio stato e sempre più doloroso, se mi ami, il tuo sguardo abbilo fisso in Me, per vedere se al tuo piccolo Gesù puoi apprestarlo qualche sollievo, una parolina d’amore, una carezza, un bacio, metterà tregua al mio pianto ed alle mie afflizioni. Senti figlia mia, dopo avere dato otto eccessi del mio amore, e l’uomo mi contraccambiò così malamente, il mio amore non si diede per vinto, ed all’ottavo eccesso volle aggiungere il nono, e queste furono le ansie, i sospiri di fuoco, le fiamme dei desideri che volevo uscire dal seno materno per abbracciare l’uomo, e questo riduceva la mia piccola Umanità, non ancor nata, ad una agonia tale da giungere a dare l’ultimo anelito. E mentre stavo per dare l’ultimo respiro, la mia Divinità ch’era inseparabile con Me, mi dava dei sorsi di vita, e così riprendevo la vita per continuare la mia agonia, e ritornare di nuovo a morire. Fu questo il nono eccesso del mio amore, agonizzare e morire d’amore continuo per la creatura. Oh! che lunga agonia di nove mesi! Oh! come l’amore mi soffocava e mi faceva morire, e se non avessi tenuto la Divinità con Me, che mi ridonava la vita ogni qual volta stavo per finire, l’amore mi avrebbe consumato prima d’uscire alla luce del giorno. “Poi soggiungeva: «Guardami, ascoltami come agonizzo, come il mio piccolo cuore batte, affanna, brucia; guardami, adesso muoio.» E faceva profondo silenzio. Io mi sentivo morire, mi gelavo il sangue nelle vene e tremante gli dicevo: «Amor mio, Vita mia, non morire, non mi lasciare sola, tu vuoi amore, ed io t’amerò, non ti lascerò più, dammi le tue fiamme per poterti più amare e consumami tutta per Te.» Gloria al Padre
…) “Figlia mia benedetta, oggi è la festa dell’Immacolato Concepimento; essa è la festa più bella, più grande per noi e per il Cielo e la terra .
Noi, nell’atto di chiamare dal nulla questa celeste creatura, operammo tali prodigi e meraviglie, che Cieli e terra ne restarono riempiti; tutti chiamammo, nessuno fu messo da parte, affinché tutti restassero rinati insieme con essa, sicché fu la rinascita di tutti e di tutto .
Il nostro Essere Divino straripò tanto da noi, che mettemmo a sua disposizione, nell’atto di concepire, mari d’amore, di santità, di luce, con cui poteva amare tutti, far santi a tutti e dar luce a tutti; la celeste piccina si sentì rinascere nel suo piccolo cuore un popolo innumerevole; e la nostra paterna bontà che fece?
Primo, fecimo dono a noi stessi, affinché ce la godessimo e corteggiassimo, ed essa godesse e corteggiasse noi, e poi fecimo dono a ciascuna creatura .
OH , COME CI AMÒ ED AMÒ TUTTI CON TALE INTENSITÀ E PIENEZZA , CHE NON VI È PUNTO CHE NON FA SORGERE IL SUO AMORE !
La creazione tutta, il sole, il vento, il mare, è piena dell’amore di questa santa creatura, perché anch’essa si sentì rinascere insieme con essa a nuova gloria, molto più che [tutte le creature] ebbero la grande gloria di possedere la loro Regina, tanto che quando essa ci prega per il bene del suo popolo, essa con un amore cui non ci è dato resistere ci dice: ‘ Maestà adorabile, ricordatevi che mi donasti, già son vostra e son di loro, quindi con diritto dovete esaudirmi’ ”.
Dagli scritti di Luisa Piccarreta PFDV.
Oggi un gruppetto di persone di varie città verrà a San Pellegrino per la consacrazione a Maria preparata nei 33 giorni. Alcuni altri ci manderanno le foto del luogo dove si sono consacrati in varie parti di Italia, pochi anche con una preparazione com noi di 9 mesi. Si sono preparati tutti con entusiasmo e impegno e alcuni per partecipare hanno spostato delle partenze e altre cose.❤️😍🥰 per alcuni e’ la prima consacrazione. ✨💫🤗❤️Siamo sicuri che sara un momento di grazia enorme. Sia gloria a Dio per tutto. ❤️💫 A tutti suggeriamo invece questa preghiera per la giornata di oggi https://youtu.be/1NKncXpZMdY?feature=shared Il mistero dell Immacolata e’ enorme non ringrazieremo mail il buon Dio di tutto ciò. Fiat 🤗✨💫❤️ girando nel Divin Volere Apostolato Adveniat ✨💫🤗🌼❤️🤩😇
A breve ci sarà il video della giornata di oggi
Buona festa dell Immacolata a tutti nella Divina Volonta
In questo tempo di Avvento che ci ricorda l’ attesa del Regno del Fiat Voluntas Tua, ci impegneremo come apostolato a viverlo insieme a voi molto intensamente.
Le iniziative sono diverse e questo articolo sarà aggiornato man a mano che si aggiungono le cose.
Intanto ci saranno diversi incontri in presenza e tra i più importanti un ritiro a Forli il 16 e l’8 la adorazione per l’ Immacolata sempre a Forli con l ‘ adorazione (si consacra chi ha fatto il cammino dei 33 giorni)
Il 16 oltre alla seconda tappa dei ritiri Come in cielo così in terra inizierà a Novena del Santo Natale nella Divina Volontà. Importante che porterà a un momento importante anche per questo Santo Natale.
Non mancano le iniziative online e il materiale per chi vuole seguirci !
Miei cari e amati figli, vengo in mezzo a voi col Cuore affogato nelle mie fiamme d’amore. Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai, ed è tanto il mio amore, che vengo a rimanere con voi per far vita insieme e vivere con una sola volontà, con un solo amore. Vengo col corteggio delle mie pene, del mio sangue, delle mie opere e della mia stessa morte. Guardatemi: ogni goccia del mio sangue, ogni pena, tutte le mie opere, i miei passi, fanno a gara perché vogliono darvi la mia Divina Volontà; perfino la mia morte vuole darvi il risorgimento della vita in Essa. Nella mia Umanità tutto vi ho preparato ed impetrato: grazie, aiuti, luce, forza, per ricevere un dono sì grande. Da parte mia tutto ho fatto, ora aspetto la parte vostra.
Chi, ingrato, non vorrà ricevere Me e il dono che gli porto? Sappiate che è tanto il mio amore, che metterò da parte la vostra vita passata, le stesse vostre colpe, tutti i vostri mali; li seppellirò nel mare del mio amore, affinché siano tutti bruciati, ed incominceremo insieme la nuova vita, tutta di Volontà mia. Chi avrà cuore di farmi un rifiuto e di mettermi alla porta, senza accettare la mia visita tutta paterna? Se mi accetterete, Io rimarrò con voi, come Padre in mezzo ai figli miei; ma dobbiamo stare con sommo accordo e vivere con una sola Volontà.
Oh, quanto lo sospiro, gemo e deliro, e giungo fino a piangere, perché voglio che i miei cari figli stiano insieme con Me e vivano della mia stessa Volontà! Sono circa seimila anni di lunghi sospiri e di lacrime amare della mia Santa Umanità, che reclamo e voglio i miei figli intorno a me per renderli felici e santi. Giungo a chiamarli piangendo; chissà se si muovono a compassione delle mie lacrime, del mio amore, che giunge fino a soffocarmi e a farmi spasimare; e tra i singhiozzi e gli spasimi vado ripetendo: Figli miei, figli miei, dove siete? Perché non venite al Padre vostro? Perché andate lontani da Me, raminghi, poveri, pieni di tutte le miserie? I vostri mali sono ferite al mio Cuore; sono già stanco di aspettarvi, e giacché non venite, non potendo più contenere il mio amore che Mi brucia, vengo Io a cercarvi e vi porto il gran dono della mia Volontà. Deh, vi prego, vi supplico, vi scongiuro, ascoltatemi, movetevi a compassione delle mie lacrime, dei miei sospiri ardenti!
E non solo vengo come Padre, ma vengo come Maestro in mezzo ai discepoli, ma voglio essere ascoltato. Vi insegnerò cose sorprendenti, lezioni di Cielo, le quali vi porteranno luce che mai si spegne, amore che sempre arde. Le mie lezioni vi daranno forza divina, coraggio intrepido, santità che sempre cresce, vi indicheranno la via ad ogni passo, saranno le conducenti alla Patria celeste.
Vengo come Re in mezzo ai popoli, ma non per esigere imposte e tributi, no, no; vengo perché voglio la vostra volontà, le vostre miserie, le vostre debolezze, tutti i vostri mali. La mia sovranità è proprio questa: voglio tutto ciò che vi rende infelici, inquieti, tormentati, per nasconderlo e bruciare tutto col mio amore e, da Re benefico, pacifico, magnanimo qual sono, ricambiarvi con la mia Volontà, col mio amore più tenero, con le mie ricchezze e felicità, con la pace e la gioia più pura.
Se Mi darete la vostra volontà, tutto è fatto, mi renderete felice e sarete felici. Non altro sospiro, se non che la mia regni in mezzo a voi. Il Cielo e la terra vi sorrideranno, la mia Mamma Celeste vi farà da Madre e da Regina. Già essa, conoscendo il gran bene che vi riporterà il Regno del mio Volere, per appagare i miei desideri ardenti e farmi cessare di piangere, e amandovi da veri suoi figli, va girando in mezzo ai popoli, nelle nazioni, per disporli e prepararli a ricevere il dominio del Regno della mia Volontà. Fu lei che mi preparò i popoli per farmi scendere dal Cielo in terra, e a lei affido, al suo amore materno, che mi disponga le anime, i popoli, per ricevere un dono sì grande.
Perciò ascoltatemi; e vi prego, figli miei, di leggere con attenzione queste pagine che vi metto sott’occhio e sentirete il bisogno di vivere della mia Volontà. Io mi metterò vicino quando leggerete, vi toccherò la mente, il cuore, affinché comprendiate e risolviate di volere il dono del mio Fiat Divino.
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Nel Volume 15, il 5 Luglio 1923, Gesù ci rivela qual è il suo Regno : “ Il mio Regno sono i mie dolori, il mio Sangue, le mie Virtù ”. (Scrive Luisa Piccarreta:) Stavo accompagnando il mio penante Gesù nelle Ore della sua amarissima Passione, specie quando Gesù fu presentato dai Giudei a Pilato ed accusato, e Pilato, non contento delle semplici accuse che gli facevano, ritornava alle interrogazioni per trovare, o causa sufficiente per condannarlo, o per liberarlo. E Gesù, prendendo il suo dire nel mio interno, mi ha detto: “ Figlia mia, tutto è mistero profondo nella mia Vita, ed insegnamenti sublimi, in cui l’uomo deve specchiarsi per imitarmi. Tu devi sapere che era tanta la superbia dei Giudei, specie per la finta santità che professavano per cui erano tenuti per uomini retti e coscienziosi, che credevano che solo con l’essere loro a presentarmi e dire che Mi avevano trovato colpevole e reo di morte, Pilato doveva crederli, e senza farli subire nessuno interrogatorio doveva condannarmi, molto più che avevano a che fare con un giudice gentile che non aveva né conoscenza di Dio né coscienza. Ma Iddio dispose diversamente per confonderli e per insegnare ai superiori che, per quanto buoni e santi compariscano le persone che accusano un povero reo, non devono credere loro facilmente, ma quasi impacciarle con tante interrogazioni per vedere se c’è la verità, oppure sotto quell’abito di bontà c’è qualche gelosia, rancore, o è per strappare dai superiori, facendosi strada nei loro cuori, qualche posto o dignità ambita. Lo scrutinio fa conoscere le persone, le confonde e si mostra che non si ha fiducia di loro, e non vedendosi apprezzati si tolgono il pensiero di ambire posti o di accusare altri. Quanto male fanno quei superiori quando ad occhi chiusi, fidandosi d’una finta bontà, non di una virtù probata, li mettono in posto o danno ascolto a chi accusa di qualche reità! Quanto non restarono umiliati i Giudei nel non essere creduti facilmente da Pilato, nel subire tante interrogazioni, e che, se cedette a condannarmi, non fu perché credette loro, ma forzato e per non perdere il posto! Questo li confuse, in modo che restò come marchio sulla loro fronte una estrema confusione ed una umiliazione profonda; molto più, che scorgevano in un giudice gentile più rettitudine e più coscienza che in loro. Quanto è necessario e giusto lo scrutinio; getta luce, calma nei veri buoni e confusione nei cattivi! E quando, volendo scrutinare anche Me, Pilato Mi domandò: ‘Re sei Tu? E dov’è il tuo regno?’, Io volli dare un’altra sublime lezione, col dire: ‘Re Io sono’; e volevo dire: ’ ‘Ma sai tu qual è il mio Regno? Il mio Regno sono i mie dolori, il mio Sangue, le mie Virtù; questo è il vero Regno che, non fuori di Me, ma dentro di Me posseggo. Ciò che si possiede di fuori non è vero regno né sicuro dominio, perché ciò che non sta dentro dell’uomo, può essere tolto, usurpato, e sarà costretto a lasciarlo; invece ciò che c’è dentro, nessuno potrà toglierlo, il dominio sarà eterno dentro di lui. Le caratteristiche del mio Regno sono le mie piaghe, le spine, la croce, dove non faccio come gli altri re, che fanno vivere i popoli fuori di loro, mal sicuri, se occorre digiuni; Io no, chiamo i miei popoli ad abitare nelle stanze delle mie piaghe, fortificati e difesi dai miei dolori, dissetati dal mio Sangue, sfamati dalle mie carni. E solo questo è il vero regnare, tutti gli altri regni sono regni di schiavitù, di pericoli e di morte; nel mio Regno c’è la vera Vita’. Quanti insegnamenti sublimi, quanti misteri profondi nelle mie parole! Ogni anima dovrebbe dire a sé stessa nelle pene e dolori, nelle umiliazioni ed abbandoni da tutti, nel praticare le vere virtù: ‘Questo è il mio regno, non soggetto a perire, nessuno me lo può togliere né toccare; anzi, il mio regno è eterno e divino, simile a quello del mio dolce Gesù; i miei dolori e pene me lo certificano e rendono il regno più fortificato ed agguerrito, che nessuno potrà muovermi battaglia in vista della mia grande fortezza’. Questo è regno di pace, che dovrebbero ambire tutti i figli miei ”.
E il 30 Agosto 1928 (Volume 24) Gesù completa la sua esposizione. Leggiamo il titolo del seguente capitoletto: Il Regno del Fiat sta tutto preparato nell’Umanità SS. di Gesù, solo che ci vogliono quelli che lo abitano. Il linguaggio che Gesù tenne nella Redenzione e quello che tiene per il Regno della Divina Volontà sono differenti l’uno dall’altro. … “ Figlia mia, (dice Gesù a Luisa) il Regno della mia Volontà sta tutto preparato nella mia Umanità, ed io sono pronto a metterlo fuori per darlo alle creature. Si può dire che ho formato le fondamenta, ho innalzato le fabbriche, le stanze sono innumerevoli e tutte addobbate ed illuminate non di piccole luci, ma di tanti soli per quante Verità ho manifestato sul mio Fiat Divino, non ci vuole altro che quelli che lo abitano, ci sarà luogo e stanza per tutti perché è vasto più di tutto il mondo. Col Regno della mia Volontà tutto sarà rinnovato nella Creazione, le cose si metteranno al loro stato primiero; perciò è necessario, e succederanno molti flagelli, per fare che la Divina Giustizia si metta in equilibrio con tutti i miei Attributi, affinché equilibrandosi lasci il Regno del mio Volere nella sua pace e felicità. Quindi non ti meravigliare se ad un tanto bene che sto preparando e che voglio dare precedono molti flagelli, è la mia Giustizia che reclama i suoi diritti, affinché, equilibrata, si metta in pace con le creature, senza dar loro più molestia. Molto più che i figli del Regno del mio Fiat Divino non più l’offenderanno, e la mia Giustizia divina si cambierà per loro tutta in amore e misericordia ”. […] “ Figlia mia, il mio linguaggio fu ben differente nella Redenzione da quello che ho tenuto per il Regno della mia Divina Volontà, perché nella Redenzione il mio linguaggio doveva adattarsi a persone incapaci, deboli, malati, sordi, muti e ciechi e molti sull’orlo della tomba, quindi per parlare Me ne servii di parabole e similitudini del basso mondo, che loro stessi potevano toccare con mano. Perciò or parlavo loro da Medico e porgevo loro le medicine per guarirli, or da Padre che aspettavo il loro ritorno ancorché fossero figli discoli, or da Pastore che andavo in cerca della pecorella smarrita, or da Giudice che non potendo attirarli per via d’amore, cercavo d’attirarli almeno colle minacce e col timore; e tant’altre similitudini. Questo mio linguaggio dice che coloro a cui Io parlavo non Mi conoscevano, non Mi amavano, molto meno facevano la mia Volontà, anzi erano lontano da Me e, che Io con le mie parabole facevo le ricerche e stendevo la rete per pescarli e dare a ciascuno il rimedio per guarirli; ma quanti Me ne sfuggivano! Ed Io aumentavo le ricerche e gli insegnamenti per dar luce a tanti ciechi, affinché uscissero dalla loro ostinata cecità. Ora vedi com’è differente il linguaggio che ho tenuto nel manifestare le Verità sulla mia Divina Volontà, che devono servire per i figli del Regno di Essa. Il mio linguaggio sul Fiat è stato come un Padre in mezzo ai suoi cari e amanti figli, tutti sani e che, possedendo ciascuno la mia stessa vita in loro, in virtù del mio Volere saranno capaci d’intendere le mie lezioni più alte, e perciò sono passato più oltre, mettendo loro avanti le belle similitudini del sole, delle sfere, del cielo, dello stesso modo d’operare divino che si estende fino all’infinito, perché tenendo in loro il mio Fiat Divino, terranno in loro Colui che ha creato il cielo, le sfere, il sole; darà loro virtù di far copiare in essi tutto ciò che ha creato ed i suoi stessi modi che tiene nel suo operare divino; questi saranno i copiatori del loro Creatore. Ed Io perciò sono stato così lungo nel manifestare le Verità sul mio Fiat, ciò che non feci nella Redenzione perché erano parabole che contenevano modi umani e finiti, quindi non tenevo tanta materia di potermi dilungare tanto; invece le similitudini che riguardano la mia Volontà sono di modi divini e quindi c’è tanta materia da dire, che si rendono inesauribili. Chi può misurare la vastità della luce del sole e l’intensità del suo calore? Nessuno! Chi mai può dare un termine al cielo ed alle molteplici mie opere divine? Oh, se tu sapessi quanta sapienza, amore, grazia, luce, ho messo nel manifestare le mie Verità sul mio Fiat Divino, tu resteresti affogata di gioia da non poter più vivere, ed ameresti che il lavoro del tuo Gesù fosse conosciuto, per fare che un lavoro sì esuberante, che costa prezzo incalcolabile, abbia la sua gloria e comunichi i suoi benefici effetti alle altre creature! ” Ed ecco il decreto di Dio (Volume 25 – Gennaio 1, 1929) : … Dio ha decretato che la sua Divina Volontà deve regnare sulla terra; ora aspetta la decisione da parte delle creature che La accolgano e La facciano regnare. … “ Figlia, dacché fui concepito e dai primi giorni del mio nascere, Io Mi occupavo del Regno della mia Divina Volontà e come metterlo in salvo in mezzo alle creature; erano questi i miei sospiri, le mie lacrime, i miei singhiozzi ripetuti, le mie pene, dirette tutto per ristabilire il Regno del mio Fiat sulla terra. Perché sapevo che per quanti beni avrei dato, l’uomo non sarebbe stato mai felice, né avrebbe posseduto pienezza di beni e di santità, né colla divisa della sua creazione che lo costituisce re e dominatore, è sempre l’uomo servo, debole, miserabile. Invece colla mia Volontà e col farla regnare in mezzo a loro, gli avrei dato in un sol colpo di fortuna tutti i beni, la sua reggia ed il suo dominio perduto. Son passati circa venti secoli e non ho smesso, i miei sospiri durano ancora, e se tante conoscenze della mia Divina Volontà ti ho manifestato, non sono altro che le mie lacrime parlanti ed i caratteri incancellabili delle mie pene e sospiri che, formandosi parole si manifestano a te, per farti vergare sulla carta coi modi più teneri e convincenti ciò che riguarda il mio Voler Divino, e come vuol regnare come in Cielo così in terra. Quindi la nostra parte Divina ha deciso con decreti incancellabili ed irremovibili, che la nostra Divina Volontà venga a regnare sulla terra e non c’è chi Ci sposta, e come segno di ciò abbiamo spedito dal Cielo l’esercito delle sue conoscenze; se ciò non fosse, non valeva la pena di mettere a repentaglio i tanti valori d’una Volontà Divina: come per tanti secoli sono stati nascosti all’uomo così potevano continuare. Ora aspettiamo la parte delle creature, che temporeggiano ancora a decidersi, specie quelli che temporeggiano d’occuparsi di far conoscere i segreti del mio Voler Divino ed il gran bene delle sue conoscenze. Volontà umana quanto Mi sei ingrata, aspetto la tua decisione per darti il bacio ed il Regno che ti ho preparato, e tu temporeggi ancora? Figlia mia, prega e da parte tua non mettere nessun ostacolo ad un tanto bene che sarà lo sfoggio più grande del nostro Amore ”.
Ma quale sarà il lievito che farà fermentare e sviluppare il Regno della Divina Volontà? Leggiamo nel Volume 25, il 4 Aprile 1929 : I primi che vivranno nel Fiat Divino saranno come il lievito del Regno della Divina Volontà. … “ Figlia mia, i primi che faranno la mia Divina Volontà e vivranno in Essa saranno come il lievito del suo Regno. Le tante conoscenze che ti ho manifestato sopra del mio Fiat Divino saranno come la farina al pane, la quale trovando il lievito resta fermentata quanta farina si metta; ma non basta la farina, ma ci vuole il lievito e l’acqua per formare il vero pane per nutrire le umane generazioni. Così Mi è necessario il lievito dei pochi che vivono nel mio Volere Divino e la molteplicità delle sue conoscenze che serviranno come massa di luce, che daranno tutti i beni che ci vogliono per alimentare e felicitare tutti quelli che vogliono vivere nel Regno della mia Divina Volontà. Perciò non ti impensierire se sei sola e pochi son quelli che conoscono in parte ciò che riguarda la mia Divina Volontà: purché si formi la piccola porzione del lievito unito alle sue conoscenze, il resto verrà da per sé ”.
Anche nel Volume 30, il 3 Gennaio 1932, Gesù conferma l’assoluta certezza della venuta di questo Regno : Certezza della venuta del Regno della Divina Volontà sulla terra: “ E’ decreto nostro il Regno della Divina Volontà sulla terra ”. Tutte le difficoltà si scioglieranno come neve innanzi ad un sole ardente. Il mio abbandono continua nel Fiat Divino, ma mi sentivo preoccupata dal pensiero: “ Come mai potrà venire questo Regno della Volontà Divina? Il peccato abbonda, i mali peggiorano, le creature mi sembrano indisposte a ricevere un sì gran bene, tanto che non c’è anima, per quanto buone fossero, che veramente vogliono occuparsi di far conoscere ciò che riguarda la Divina Volontà. Se Dio non opera un prodigio della sua onnipotenza, il Regno del Fiat Divino potrà stare nel Cielo, ma per la terra è inutile pensarci! ” Ma mentre ciò ed altro pensavo, il mio amato Gesù facendo la sua solita visita all’anima mia mi ha detto: “ Figlia mia, tutto a Noi è possibile. Le impossibilità, le difficoltà, gli scogli insormontabili delle creature si sciolgono innanzi alla nostra Maestà Suprema, come neve dirimpetto ad un sole ardente; il tutto sta se Noi vogliamo, tutto il resto è nulla. Non successe così nella Redenzione? Il peccato abbondava più che mai, appena un piccolo nucleo di gente sospiravano il Messia, ed in mezzo a questo nucleo quante ipocrisie, quanti peccati di tutte [le] specie, spesso idolatravano! Ma era decretato che Io dovevo venire sulla terra. Innanzi ai nostri decreti tutti i mali non possono impedire quello che vogliamo fare. Un atto solo di nostra Volontà Ci glorifica più che non Ci offendano tutti i mali e peccati che si commettono dalle creature, perché il nostro atto di Volontà è divino e immenso, e nella sua immensità ab- braccia tutta l’eternità, tutti i secoli, si stende a tutti. Quindi non è della nostra infinita sapienza non dar vita ad un atto solo della nostra Volontà per i mali delle creature; Noi Ci mettiamo dal nostro lato divino e facciamo quello che dobbiamo fare, e le creature le lasciamo nel loro lato umano e, facendo da Sovrani, signoreggiamo tutto e tutti – anche sul male – e mettiamo fuori i nostri decreti. Ora, come fu decreto nostro la mia venuta sulla terra, così è decreto nostro il Regno della nostra Volontà sulla terra; anzi si può dire che l’uno e l’altro è un sol decreto, [e] che avendo compiuto il primo atto di questo decreto, Ci resta da compiere il secondo. È vero che Ci teniamo alle buone disposizioni delle creature, per dare il gran bene che può produrre un atto di nostra Volontà, e perciò al più prendiamo tempi e Ci facciamo via in mezzo ai loro mali per disporli. È vero che i tempi sono tristi, gli stessi popoli sono stanchi, si vedono chiuse tutte le vie, non trovano via d’uscita anche per i necessari mezzi naturali; le oppressioni, le esigenze dei capi sono insopportabili: giusta pena ché hanno eletti per capi uomini senza Dio, di mala vita, senza giusto diritto d’essere capi, che meritavano più una carcere che il diritto del regime. Molti troni ed imperi sono stati rovesciati e quei pochi che sono rimasti sono tutti vacillanti ed in atto di rovesciarsi, sicché la terra rimarrà quasi senza re, in mano ad uomini iniqui. Poveri popoli, poveri figli miei, sotto il regime di uomini senza pietà, senza cuore e senza grazie di poter fare da guida ai loro dipendenti! Già si ripete l’epoca del popolo ebreo, che quando ero vicino a venire Io sulla terra rimase senza re e stava sotto il dominio d’un impero straniero, uomini barbari ed idolatri, che neppure conoscevano il loro Creatore; e[p]pure era questo il segno della mia prossima venuta in mezzo a loro. Tra quell’epoca e questa in molte cose si danno la mano, e la scomparsa dei troni e degli imperi è l’annunzio che il Regno della mia Divina Volontà non è lontano. Dovendo essere un Regno universale, pacifico, non ci sarà bisogno di re che lo dominano, ognuno sarà re a se stesso. La mia Volontà sarà per loro legge, guida, sostegno, vita e Re assoluto di tutti e di ciascuno; e tutti i capi arbitrari e senza diritto andranno in frantumi come polvere al vento. Già le nazioni continueranno a dibattersi tra loro, chi per guerra, chi per rivoluzione, tra loro e contro la mia Chiesa. Hanno un fuoco che li divora in mezzo a loro, che non dà loro pace e non sanno dar pace; è il fuoco del peccato e il fuoco del fare senza Dio che non dà loro pace, e non fanno mai pace se non chiamano Dio in mezzo a loro come regime e vincolo d’unione e di pace. Ed Io li lascio fare, e farò toccare con mano che significa fare senza Dio; ma ciò non impedisce che venga il Regno del mio Fiat Supremo. Questa è tutta roba di creatura, del basso mondo, che la mia potenza quando vuole atterra e disperde e fa sorgere dalla tempesta il cielo più sereno ed il sole più fulgido. Invece il Regno della mia Divina Volontà è dell’alto del Cielo, formato e decretato in mezzo alle Divine Persone, nessuno Ce lo può toccare né disperdere. Prima la tratteremo con una sola creatura formando il primo Regno in essa, poi con pochi e poi, facendo uso della nostra onnipotenza, lo divulgheremo dappertutto. Sii certa, non ti preoccupare che i mali peggiorano; la nostra Potenza, il nostro Amore vincitore che tiene virtù di sempre vincere, la nostra Volontà che tutto può e che con pazienza invitta sa aspettare anche secoli ma quello che vuole deve fare, vale più di tutti i mali delle creature. Davanti alla sua Potenza invincibile ed il suo valore infinito, saranno come goccioline d’acqua i mali di esse, come tanti nonnulli che serviranno al trionfo del nostro Amore ed alla maggior gloria della nostra Volontà compiuta. E poi quando avremo la grande gloria di formare questo Regno dentro d’una sola creatura, essa sarà come sole che tutti hanno diritto di godere e possedere; la sua luce, più che sole, darà il diritto a tutte le creature di far possedere un Regno sì santo. E Noi con Sapienza infinita abbonderemo di grazie, di luce, di aiuti, di mezzi sorprendenti, perché facessero regnare il Regno della mia Volontà in mezzo a loro. Perciò lasciami fare; quando te l’ha detto Gesù, basta, è come già fatto. Tutti i mali e tutte le creature insieme non hanno potere né diritto sulla nostra Volontà, né possono impedire un atto solo della nostra Volontà voluta con decreti della nostra Sapienza ”. ‘Vieni, o Voler Supremo, a regnare sulla terra, investi tutte le generazioni, vinci e conquista tutti!’ Volume 35 – Novembre 20, 193
Attenzione anche ai cenacoli sugli scritti Libro di cielo senza adorazione solo online e/o in presenza se qualcuno interessato ci contatti. E a breve Dio piacendo la seconda tappa dei ritiri Come in cielo così in terra.
Ricordiamo le indicazioni per fare un cammino nel Divin Volere