Sacro Cuore di Gesù

Oggi, 7 giugno, si festeggia il Sacratissimo Cuore di Gesù

IL SACRO CUORE DI GESÙ NON È ALTRO CHE L’IMMENSO REGNO DELLA SUA VOLONTÀ

(A Federico Abresch, Bologna)

Stim.mo nel Signore,

non potete immaginare il contento che provo, quando sento che si vuol vivere nella Divina Volontà, perché è una vincita che fa Gesù; e mentre Lui vince la nostra volontà, noi vinciamo la Sua. Nel Regno del Divin Volere nessuno perde, siamo tutti vincitori, Dio e la creatura.

Mi sorprendono i vostri dubbi. Come, non sapete che la Redenzione è preparazione al Regno della Divina Volontà? E IL SACRO CUORE DI GESÙ NON È ALTRO CHE L’IMMENSO REGNO DELLA SUA VOLONTÀ. Non è il Cuore che domina; è la Volontà Divina che domina il suo Cuore Divino. Povero Cuore, se non avesse una Volontà che lo dominasse, non sarebbe buono a nulla. Se la volontà è buona, il cuore è buono; se la volontà è santa, il cuore è santo; se la nostra volontà dà luogo alla Divina, facendole erigere il suo trono nella nostra, il cuore acquista per grazia le prerogative divine. Quindi, tanto nell’ordine divino quanto nell’umano, è sempre la volontà che tiene il primo posto, l’atto primo, il suo regime. Il cuore e tutto il resto sono nell’ordine secondario… Perciò, dire che regna il Cuore, se non regna la Divina Volontà, è assurdo. Possono chiamarsi devozioni, pie pratiche…; se non regna il Volere Divino, il Regno non esiste. Esiste in Cielo, ma in terra non tiene luogo. Però la Chiesa Santa, organo, portavoce del Fiat Supremo, implora per mezzo del Sacro Cuore, per mezzo della Madre Celeste, il Regno della Divina Volontà. Non lo dice con le parole, ma lo dice coi fatti.

Il Volere Divino è il Re; il suo Cuore, le sue Piaghe, il suo prezioso Sangue, la Croce, la dolce Regina, formano i ministri che circondano il Re ed implorano per mezzo loro il Regno della Divina Volontà nelle anime.

Ora, come si fa a conoscere? Tutte le cose necessarie sono per noi Volontà di Dio, le diverse circostanze con cui ci possiamo trovare. Se veramente siamo decisi a vivere in Essa, è tanto il compiacimento di Dio che, se ci vogliono dei miracoli, li farà, per non farci fare la nostra volontà. A noi spetta la decisione vera, disposti a mettere anche la vita per vivere in Essa; e il caro Gesù, la Sovrana Regina, prenderanno l’impegno, ci faranno la sentinella, ci circonderanno di tali grazie per non farci tradire dalle nostre volontà. Molto più che Nostro Signore non insegna cose difficili, né le comanda, né le vuole, ma facilita in modo mirabile ciò che vuole da noi, anzi, si mette al nostro posto per facilitarcelo e fa insieme con noi ciò che vuole che facciamo.

Mi raccomando alle vostre preghiere e anche alla mia buona figlia Amelia. Fatevi santi. Il Divin Volere vi stenda le braccia per crescervi nel suo seno. Tutte le cose guardatele come portatrici di Esso, per darvi la sua vita, la sua santità… Il piccino crescetelo santo, come dono del Fiat; chissà che non siano appagate le vostre brame di vederlo religioso e santo.

Quindi, vi lascio tutti nel Voler Divino; fatevi trovare sempre in Esso. E con mille ossequi al padre, alla madre e al figlio, mi dico vostra aff.ma,

CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ

Sacro Cuore di Gesù,

nel Tuo Eterno Volere mi consacro a Te affinché attraverso questa consacrazione io possa appartenere totalmente a te, Verbo del Padre, e tu abbia ogni potere su di me e nella mia anima per fare ciò che vuoi di me.

Se mi fosse possibile, vorrei chiudere ogni creatura nel Tuo Sacro Cuore, affinché la inondi di ogni grazia ed essa possa giungere ad appartenenti totalmente e Tu ad essa.

Ti consacro la mia intelligenza e l’intelligenza di ogni creatura perché esse siano rivolte sempre a conoscere del Fiat Supremo i suoi mirabili segreti, le sue gioie infinite, la sua felicità indescrivibile ed il suo valore incalcolabile. Ti consacro ogni pensiero di mente creata perché ciascun pensiero sia di gloria a Dio.

Ti consacro la memoria di ogni creatura e ti chiedo il dono del martirio continuo dell’attenzione perché essa mai perda di vista il Fiat Supremo.

Ti consacro la volontà umana perché essa giunga a non voler far altro che da sgabello alla Divina Volontà per renderla operante in ogni singolo atto di vita.

Ti consacro i miei occhi e quelli di ogni creatura perché essi siano rivolti sempre a Dio e scorgano ovunque la Divina Volontà e le sue innumerevoli Specialità d’Amore.

Ti consacro le mie orecchie e quelle di ogni creatura perché, come le tue quando eri sulla terra, siano sempre in atto di sentire quello che Dio vuole.

Ti consacro le mie labbra e la mia voce e quelle di ogni creatura perché stiano sempre in atto di glorificare Dio, di impetrare il Regno Suo e di narrarne le indescrivibili meraviglie.

Ti consacro le mie mani e le mani di tutti perché tutto concorra ad edificare il Regno e affrettarne l’alba.

Ti consacro i miei piedi ed i piedi di tutti affinchè ogni passo sia indirizzato al Regno del Fiat Adorato e porti la creatura sempre più vicina ad Esso.

Ti consacro tutto il mio essere e quello di ogni creatura affinché tu li ammetta nei confini del Regno della Divina Volontà e sigillo tutti nel Tuo Sacratissimo Cuore per mettere tutti al sicuro.

Vedo che il tuo amore non è ancora pago, e per darci un segno ancora più certo, permetti che un soldato si avvicini a Te e con una lanciata Ti squarci il Cuore, facendoti versare le ultime stille di Sangue ed acqua ivi ancora racchiuse.

O mio Gesù, non permetterai che questa lancia ferisca anche il cuore mio? Ah, sì! Questa sia la lancia che ferisca i miei desideri, i miei pensieri, i miei palpiti, la mia volontà e che mi dia il tuo Volere, i tuoi pensieri e tutta la tua vita di amore e di immolazione.

Cuore del mio Gesù, squarciato da questa lancia, sii tu un lavacro per tutte le anime, un rifugio per tutti i cuori, un riposo per tutti gli affranti.

Dalle 24 h della Passione

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Volume 4, 20 Novembre 1900

“Diletta mia, dovendo vivere del mio Cuore ti conviene intraprendere un modo di vivere più perfetto. Quindi voglio da te:

  1. Uniformità perfetta alla mia Volontà, perché mai potrai amarmi perfettamente, che amandomi con la mia stessa Volontà; anzi ti dico che, amandomi con la mia stessa Volontà, giungerai ad amare Me e il prossimo col mio stesso modo di amare.
  2. Umiltà profonda, mettendoti innanzi a Me e alle creature come l’ultima di tutte.
  3. Purità in tutto, perché qualunque minima mancanza di purità, tanto nell’amare quanto nell’operare, si riflette tutto nel cuore e ne resta macchiato. Perciò voglio che la purità sia come la rugiada sui fiori al nascere del sole, che riflettendovi i raggi, trasmuta quelle piccole goccioline in tante perle preziose da incantare le genti. Così tutte le tue opere, pensieri e parole, palpiti e affetti, desideri e inclinazioni, se saranno fregiati dalla rugiada celeste della purità, tesseranno un dolce incanto, non solo all’occhio umano, ma a tutto l’Empireo.
  4. L’ubbidienza va connessa con la mia Volontà, perché se questa virtù riguarda i superiori che ti ho dato in terra, la mia Volontà è ubbidienza che riguarda Me direttamente, tanto che si può dire che l’una e l’altra sono tutte e due virtù di ubbidienza, con questa sola differenza, che una riguarda Dio e l’altra riguarda gli uomini; tutte e due hanno lo stesso valore e non ci può stare l’una senza l’altra, quindi tutte e due devi amare di uno stesso modo”.

Poi ha soggiunto: “Sappi che d’ora in poi vivrai col mio Cuore e devi intendertela a modo del mio Cuore, per trovare in te le mie compiacenze. Perciò mi raccomando, che non è più cuore tuo, ma Cuore mio”.

Oggi orologio della Passione in tempo reale per la santificazione dei sacerdoti nel Terzo Fiat e la riparazione degli oltraggi da essi commessi https://t.me/Fiatmihi/3282

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Infine da diffondere nel Fiat in special modo a sacerdoti che conosciamo

A domani  Fiat

Solennità del Corpo e Sangue di Gesù

Volume 15, 27 marzo 1923
“Figlia mia, vieni fra le mie 
braccia e fin dentro il mio Cuore. Mi sono coperto coi veli eucaristici per non incutere timore. Sono sceso nell’abisso più profondo delle umiliazioni in questo Sacramento per innalzare la creatura fino a Me, immedesimandola tanto in Me da formare una sola cosa con Me, e col far scorrere il mio sangue sacramentale nelle sue vene costituirmi vita del suo palpito, del suo pensiero e di tutto il suo essere. Il mio amore mi divorava e voleva divorare la creatura nelle mie fiamme per farla rinascere [come] un altro Me. Perciò volli nascondermi sotto questi veli eucaristici e così nascosto entrare in essa, per formare questa trasformazione della creatura in Me. Ma per succedere questa trasformazione ci volevano le disposizioni da parte delle 
creature, e il mio amore, dando in eccesso, come istituiva il Sacramento eucaristico, così metteva fuori, da dentro la mia Divinità, altre grazie, doni, 
luce, a bene dell’uomo, per renderlo degno di potermi ricevere.

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Domenica 2 giugno Santissimo Corpo e Sangue di Gesù

E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spe zzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti.

Mc 14,22-24

Meditazione

Dalla 4ª Ora della Passione

Mio Gesù, gioia e delizia mia, vedo che il tuo amore corre e rapidamente corre. Ti alzi, dolente come sei, e quasi corri all’altare dov’è preparato il pane e il vino per la consacrazione.

Ti vedo, Cuor mio, che prendi un aspetto tutto nuovo e non mai visto. La tua divina Persona prende un aspetto tenero, amoroso, affettuoso: i tuoi occhi sfolgorano luce più che se fossero soli; il tuo Volto roseo è splendente, le tue labbra sorridenti e brucianti di amore; le tue mani creatrici si mettono in atteggiamento di creare.

Ti vedo, Amor mio, tutto trasformato: la Divinità pare come se traboccasse fuori dell’Umanità.
Cuor mio e Vita mia, Gesù, questo tuo aspetto non mai visto chiama l’attenzione di tutti gli Apostoli: sono presi da un dolce incanto e non osano neppure fiatare.

La dolce Mamma corre in spirito ai piedi dell’altare a mirare i portenti del tuo amore. Gli Angeli scendono dal Cielo e si domandano tra loro: “Che c’è? Che c’è? Sono vere follie, veri eccessi: un Dio che crea, non il cielo o la terra, ma Sé stesso. E dove? Dentro la materia vilissima di poco pane e poco vino!”
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Ma mentre sono tutti intorno a Te, o Amore insaziabile, vedo che prendi il pane fra le mani, l’offri al Padre e sento la tua voce dolcissima che dice:

“Padre Santo, grazie Ti sian rese, ché sempre esaudisci il Figlio tuo. Padre Santo, concorri meco. Tu, un giorno, Mi mandasti dal Cielo in terra ad incarnarmi nel seno della Mamma mia, per venire a salvare i nostri figli; ora permettimi che M’incarni in ciascun’ostia per continuare la loro salvezza ed essere vita di ciascuno dei miei figli.

Vedi, o Padre: poche ore restano della mia vita. Chi avrà cuore di lasciare i miei figli orfani e soli? Molti sono i loro nemici, le tenebre, le passioni, le debolezze cui vanno soggetti. Chi li aiuterà? Deh! Ti supplico che rimanga in ciascun’ostia, per essere vita di ognuno, e quindi mettere in fuga i nemici, ed essere loro luce, forza, aiuto in tutto.

Altrimenti, dove andranno? Chi li aiuterà? Le nostre opere sono eterne, il mio amore è irresistibile; non posso, né voglio lasciare i miei figli”.
Il Padre S’intenerisce alla voce tenera ed affettuosa del Figlio. Scende dal Cielo; è già sull’altare ed unito con lo Spirito Santo a concorrere col Figlio.

E Gesù, con voce sonora e commovente, pronunzia le parole della consacrazione, e senza lasciare sé stesso, crea Sé stesso in quel pane e vino.

Poi comunichi i tuoi Apostoli; e credo che la nostra Celeste Mamma non restò priva dal riceverti. Ah, Gesù! I Cieli s’inchinano e tutti T’inviano un atto di adorazione nel tuo nuovo stato di profondo annichilimento.

Vol.1, cap. 36

La messa ci fa notare tutto e ci parla tacitamente al cuore di tutto l’infinito amore di Dio, con espansione inaudita, elargito a vantaggio degli uomini.

Essa ci ricorda sempre la compiuta nostra redenzione; ci fa ricordare parte per parte le pene che Gesù patì per noi, ingrati al suo amore; ci fa comprendere che egli, non essendo ancor contento di morire una sola volta sulla croce per noi, vuole diffondersi sempre più nell’amore immenso, tutto se stesso, mercé l’istituzione di questo perenne sacrifizio, per continuare il suo stato di vittima ancora, nella santa eucaristia.

Mi ha fatto capire, Gesù, che la messa e la santa eucaristia sono perenne memoria della sua morte e della sua risurrezione, e che comunica non solo alla nostra anima, ma ancora al nostro corpo, quell’antidoto d’una vita immortale.

Oggi la Chiesa celebra il Corpus Domini cioè la presenza di Gesù nel Sacramento dell’EUCARESTIA

Volume 11°Dicembre 17, 1914 “…Vedi la veste che Mi copre nel Sacramento? Sono gli accidenti del pane con cui viene formata l’Ostia. La Vita che esiste in quest’Ostia è il mio Corpo, il mio Sangue e la mia Divinità. L’attitudine che contiene questa Vita è la mia Suprema Volontà, e questa Volontà svolge l’amore, la riparazione, l’immolazione e tutto il resto che faccio nel Sacramento, cui mai si sposta un punto dal mio Volere; non c’è cosa che esca da Me, cui il mio Volere non va innanzi…”

Preghiera tratta dal brano del 16 Aprile 1927 nell’atto di ricevere la DIVINA EUCARESTIA

‘AMORE MIO, NEL TUO VOLERE TI OFFRO IL MIO CUORE PER RICEVERE IL GRAN DEPOSITO DELLA TUA VITA SACRAMENTALE; SCHIERO INTORNO ALLA TUA VITA SACRAMENTALE I MIEI AFFETTI, I MIEI PALPITI, IL MIO AMORE, I MIEI PENSIERI, TUTTA ME STESSA PER TENERTI DIFESO, CORTEGGIATO, AMATO, RIPARATO. PRENDO IO L’IMPEGNO DI CONTRACCAMBIARTI DEL DONO CHE FAI; UNENDOMI AGLI ATTI CHE HA FATTO LA MAMMA TUA E NOSTRA NEL DIFENDERE LA TUA VITA SACRAMENTALE CON LEI, CHE TU HAI COSTITUITA REGINA DI TUTTA LA CREAZIONE, SCHIERO INTORNO A TE TUTTA LA LUCE DEL SOLE PER OMAGGIO ED ADORAZIONE; LE STELLE, IL CIELO, IL MARE, TUTTI GLI ABITATORI DELL’ARIA, TUTTO METTO INTORNO A TE PER DARTI AMORE E GLORIA’.

Altre preghiere importanti

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Del buon di a Gesù Sacramentato ho solo audio se riusciamo lo carichiamo Fiat

SOLENNITA’ DELLA SANTISSIMA TRINITA

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*Domenica 26 maggio Santissima Trinità Solennità*

Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, *battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo*, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, *io sono con voi tutti i giorni*, *fino alla fine del mondo»*.

Mt 28, 19-20

*Meditazione*

Vol. 9, 23 Marzo 1910

“Figlia mia, ti raccomando di non uscire da dentro la mia Volontà, perché *la mia Volontà contiene tale potenza da essere un nuovo battesimo per l’anima*, anzi più dello stesso battesimo, perché nei sacramenti c’è parte della mia Grazia, nella mia Volontà c’è tutta la pienezza; nel battesimo si toglie la macchia del peccato originale, ma rimangono le passioni, le debolezze; nella mia Volontà, distruggendo l’anima il proprio volere, distrugge le passioni, le debolezze e tutto ciò che è umano, e vive delle virtù, della fortezza e di tutte le qualità divine”.

Io, nel sentire ciò, dicevo tra me: “Da qui a poco dirà che la sua Volontà è più della stessa Comunione”. E Lui ha soggiunto: “Certo, certo, perché la Comunione sacramentale dura pochi minuti; *la mia Volontà è comunione perenne*, *anzi eternale*, *che si eterna nel Cielo*.

La Comunione sacramentale è soggetta a qualche intoppo, o per malattia, o per necessità, o per parte di chi la deve amministrare, *mentre la Comunione della mia Volontà non è soggetta a nessun impiccio*: basta solo che l’anima la voglia e tutto è fatto, nessuno può impedirle un sì gran bene, che forma la felicità della terra e del Cielo, né i demoni, né le creature, né la mia stessa onnipotenza.

L’anima è libera, nessuno ha diritto su di lei a questo punto della mia Volontà.
Perciò io la insinuo, *voglio tanto che la prendano le mie creature*, *è la cosa che più mi importa*, *che più mi sta a cuore*; tutte le altre cose non mi interessano, anche le più sante, e *quando ottengo che l’anima viva della mia Volontà*, *ne vado trionfante*, *perché racchiude il più gran bene che ci può essere in Cielo e in terra.*”

Maria Madre della Chiesa

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Entriamo nella Divina Volontà, prendiamo tutti gli atti di Maria Santissima, ogni suo atto di vita, baciamo il Fiat in ogni passo, opera, parola, pensiero;  i suoi atti di preghiera infuocata, i suoi giri nelle opere di Dio, gli atti con cui ha fatto e rifatto gli atti di tutte le creature, tutti gli atti che Ella ha fatto per impetrare, prima il Redentore, e poi il Regno della Divina Volontà, i palpiti del suo Cuore Immacolato, ogni suo respiro, ogni suo circolo del Sangue, ogni sua lacrima, ogni suo atto doloroso. Ciascun suo atto di vita è stato fatto nella Divina Volontà, dunque è perfetto, immenso e racchiude tutti i beni possibili ed immaginabili: ci uniamo ad essi per ridarli alla Maestà Suprema e rinnovarLe la piena gloria e con essi vogliamo impetrare ed affrettare il Regno della Divina Volontà: Regno che porterà il suo nome e che si chiamerà il Regno della Imperatrice Celeste.

Maria madre della Chiesa ci guidi in questo cammino del terzo Fiat.

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*Lunedì 20 maggio Beata Vergine Maria Madre della Chiesa*

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: *«Donna, ecco tuo figlio!»*.
Poi disse al discepolo: *«Ecco tua madre!»*. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Gv 19, 25-27

*Meditazione*

Dalla 21ª Ora della Passione

“Donna, ecco il tuo figlio”; ed a Giovanni: “Ecco la Madre tua”

Mio Gesù, Crocifisso straziato, le tue pene aumentano sempre di più. Ah, su questa croce Tu sei il vero Re dei dolori! Fra tante pene, nessun’anima Ti sfugge, anzi dai a ciascuna la tua propria vita. Ma il tuo amore si vede contrastato dalle creature, disprezzato, non curato, e, non potendo sfogare, si fa più intenso, Ti dà torture indicibili. In queste torture va investigando che altro può dare all’uomo per vincerlo, e Ti fa dire:

“Vedi, o anima, quanto ti ho amato! Se non vuoi aver pietà di te stessa, abbi pietà almeno del mio amore!”.

Intanto, vedendo che non hai più che dargli, avendogli dato tutto, *volgi il tuo languido sguardo alla tua Mamma*.

Anch’Essa è più che morente per le tue pene, ed è tanto l’amore che la tortura, che la rende crocifissa al par di Te. *Madre e Figlio vi intendete*, *e Tu sospiri con soddisfazione e Ti conforti nel vedere che puoi dare alla creatura la tua Mamma*.

E, considerando in Giovanni tutto il genere umano, con voce così tenera da intenerire tutti i cuori, dici:
*“Donna, ecco il tuo figlio”*,
ed a Giovanni:
*“Ecco la Madre tua”*

La tua voce scende nel suo Cuore materno, ed unita alle voci del tuo Sangue continua a dire:
*“Madre mia*, *ti affido tutti i miei figli*; tutto l’amore che senti per Me, sentilo per loro. Tutte le tue premure e tenerezze materne siano per i miei figli, Tu Me li salverai tutti”.

*La tua Mamma accetta*. Intanto le pene sono così forti che Ti riducono di nuovo al silenzio.
Intendo, o mio Gesù, riparare le offese che si fanno alla Santissima Vergine, le bestemmie e le ingratitudini di tanti che non vogliono riconoscere i benefizi che Tu hai fatto a tutti, “dandocela per Madre”.

Come possiamo noi ringraziarti di tanto benefizio? Ricorriamo, o Gesù, alla tua stessa fonte e Ti offriamo il tuo Sangue, le tue piaghe, l’amore infinito del tuo Cuore. O Vergine Santissima, quale non è la tua commozione nell’udire la voce del buon Gesù che Ti lascia a noi tutti per Madre.

*Te ne ringraziamo*, *o Vergine benedetta*, e, per ringraziarti come meriti, Ti offriamo gli stessi ringraziamenti del tuo Gesù.

O dolce Mamma, *sii Tu la nostra Madre*, prendi cura di noi e non permettere mai che Ti offendiamo anche menomamente. Tienici sempre stretti a Gesù, con le tue mani legaci tutti, tutti a Lui, in modo da non potergli sfuggire più mai.

“La vergine Maria nel Regno della Divina Volontà”

Figlia cara, che pena straziante il non poter soccorrere in tante pene il mio caro Figlio! Perciò, ogni pena apriva un mare di dolore nel mio trafitto cuore.

Finalmente lo seguii al Calvario, dove in mezzo a pene inaudite e contorcimenti orribili, fu crocifisso ed innalzato in croce; e *solo allora mi fu concesso di starmi ai piedi della croce*, *per ricevere dalle sue labbra morenti il dono di tutti i miei figli ed il diritto e suggello della mia maternità su tutte le creature*.

E poco dopo, fra spasimi inauditi, spirò. Tutta la natura si vestì di lutto e pianse la morte del suo Creatore. Pianse il sole, oscurandosi e ritirandosi inorridito dalla faccia della terra. Pianse la terra con un forte tremito,

LA DECISIONE

SPIRITUALITA’ IN PRATICA dal blog e playlist youtube

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Solennità di Pentecoste

I gemiti dello Spirito Santo nei sacramenti.

Stavo, secondo il mio solito, fondendomi nel Santo Voler Divino, e mentre per quanto era a me possibile, cercavo di ricambiare col mio piccolo amore, il mio Gesù di tutto ciò che ha fatto nella redenzione, il mio amabile e dolce amore Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto: “Figlia mia, col tuo volo nella mia Volontà giungi in tutti i sacramenti da me istituiti, scendi nel fondo di essi per darmi il tuo piccolo ricambio di amore. Oh! Quante mie lacrime segrete vi troverai, quanti sospiri amari, quanti gemiti soffocati dello Spirito Santo. Il suo gemito è continuo alle tanti disillusioni del nostro amore. I sacramenti furono istituiti per continuare la mia vita sulla terra in mezzo ai figli miei, ma ahimé, quanti dolori! Perciò sento la necessità del tuo piccolo amore. Sarà piccolo, ma la mia Volontà me lo farà grande; il mio amore non tollera, per chi deve vivere nella mia Volontà, che non si associ ai miei dolori e che non mi dia il suo piccolo ricambio di amore per tutto ciò che ho fatto e soffro. Perciò, figlia mia, vedi come geme il mio amore nei sacramenti. Se vedo il neonato battezzare[1] piango di dolore, perché mentre col battesimo gli restituisco l’innocenza, ritrovo di nuovo il figlio mio, gli restituisco i diritti perduti sulla creazione, gli sorrido d’amore e compiacenza, gli metto in fuga il nemico affinché non abbia più diritto su di lui, lo affido agli angeli, e tutto il cielo gli fa festa, ma subito il sorriso mi si cambia in dolore, la festa in lutto. Vedo che quel battezzato sarà un mio nemico, un novello Adamo, forse pure un’anima perduta.

Oh, come geme il mio amore in ogni battesimo! Specie, poi, se si aggiunge che il ministro che battezza non lo fa con quel rispetto, dignità e decoro che si conviene ad un sacramento che contiene la nuova rigenerazione. Ahi! Molte volte si sta più attenti ad una bagatella, ad una scena qualsiasi, che ad amministrare un sacramento. Sicché il mio amore si sente pungere dal battezzante e dal battezzato, e geme con gemiti inenarrabili. Non vorresti tu, dunque, darmi per ogni battesimo un ricambio d’amore, un gemito amoroso, per far compagnia ai miei gemiti dolenti?

Passa nel sacramento della cresima, ahi, quanti sospiri amari! Mentre con la cresima gli ridòno il coraggio, gli restituisco le forze perdute, rendendolo invincibile a tutti i nemici, alle sue passioni, viene ammesso nelle file delle milizie del suo Creatore, affinché militi per l’acquisto della patria celeste; lo Spirito Santo gli ridona il suo bacio amoroso, gli prodiga mille carezze, e si esibisce compagno della sua carriera, ma molte volte si sente restituire il bacio del traditore, disprezza[re] le sue carezze, e [lo sente] fuggire dalla sua compagnia. Quanti gemiti, quanti sospiri per il suo[2] ritorno, quante voci segrete al cuore a chi fugge da lui, fino a stancarsi per il suo dire. Ma che? Invano! Perciò, non vuoi tu mettere il tuo ricambio d’amore, il bacio amoroso, la tua compagnia allo Spirito Santo che geme per tanta sconoscenza?

Ma non ti fermare, vola ancora e sentirai i gemiti angosciosi dello Spirito Santo nel sacramento della penitenza. Quanta ingratitudine! Quanti abusi e profanazioni da parte di chi lo amministra e da parte di chi lo riceve! In questo sacramento, il mio sangue si mette in atto sopra il peccatore pentito, per scendere sull’anima sua, per lavarlo, per abbellirlo, sanarlo e fortificarlo, per restituirgli la grazia perduta, per mettergli nelle mani le chiavi del cielo, che il peccato gli aveva strappato, per suggellare sulla sua fronte il bacio pacifico del perdono. Ma, ahi! Quanti gemiti strazianti nel vedere avvicinare le anime a questo sacramento di penitenza, senza dolore, per abitudine, quasi per uno sfogo del cuore umano. Altri, orribile a dirsi, invece d’andare a trovare la vita del­l’anima, della grazia, vanno a trovare la morte, a sfogare le loro passioni. Sicché il sacramento si riduce [ad] una burla, [ad] una buona chiacchierata, ed il mio sangue, invece di scendere in loro come lavacro, scende come fuoco che li sterilisce maggiormente. Sicché in ogni confessione il nostro amore piange inconsolabilmente, e singhiozzando ripete: ‘Ingratitudine umana, quanto sei grande! Dovunque cerchi d’offendermi, e mentre ti offro la vita, tu ricambi in morte la stessa vita che ti offro’. Vedi dunque come i nostri gemiti aspettano il tuo ricambio d’amore nel sacramento della penitenza!

Il tuo amore non si arresti, percorri tutti i tabernacoli, ciascun’Ostia sacramentale, ed in ogni Ostia sentirai gemere lo Spirito Santo con dolore inenarrabile. Il sacramento dell’Eucaristia non è la sola vita loro, che ricevono le anime, ma è la mia stessa vita che si dà a loro, sicché il frutto di questo sacramento è formare la mia vita in esse, ed ogni comunione serve a far crescere la mia vita, a svilupparla, in modo da poter dire: ‘Io sono un altro Cristo’. Ma, ahimé, quanto pochi profittano! Anzi, quante volte scendo nei cuori e mi fanno trovare le armi per ferirmi e mi ripetono la tragedia della mia passione, e come si consumano le specie sacramentali, invece di pressarmi a restare con loro, son costretto ad uscire bagnato di lacrime, piangendo la mia sorte sacramentale, e non trovo chi quieta il mio pianto e i miei gemiti dolenti. Se tu potessi rompere quei veli dell’Ostia che mi coprono, mi troveresti bagnato di pianto, conoscendo la sorte che mi aspetta nello scendere nei cuori. Perciò, il tuo ricambio d’amore per ogni Ostia sia continuo, per quietarmi il pianto; renderai meno dolorosi i gemiti dello Spirito Santo. Non ti fermare, altrimenti non ti troveremo sempre insieme nei nostri gemiti e nelle nostre lacrime segrete; sentiremo il vuoto del tuo ricambio d’amore.

Scendi nel sacramento dell’Ordine. Qui sì, troverai i nostri più intimi dolori nascosti, le lacrime più amare, i gemiti più strazianti. L’Ordine costituisce l’uomo d’una altezza suprema, d’un carattere divino, il ripetitore della mia vita, l’amministratore dei sacramenti, il rivelatore dei miei segreti, del mio Vangelo, della scienza più sacra, il paciere tra il cielo e la terra, il portatore di Gesù alle anime. Ma ahimé, quante volte vediamo, nell’ordi­nato, che sarà un nostro Giuda, un usurpatore del carattere che le[3] viene impresso!

Oh, come lo Spirito Santo geme, nel vedere nell’or­dinato strapparsi le cose più sacre; il carattere più grande che esiste fra il cielo e la terra! Quante profanazioni! Ogni atto di quest’ordinato, fatto non secondo il carattere impresso, sarà un grido di dolore, un pianto amaro, un gemito straziante. L’Ordine è il sacramento che racchiude tutti gli altri sacramenti insieme. Perciò, se l’ordinato saprà conservare in sé integro il carattere ricevuto, metterà quasi in salvo gli altri sacramenti, sarà lui il difensore ed il salvatore dello stesso Gesù. Perciò, non vedendo questo nell’ordinato, i nostri dolori si accentrano di più, i nostri gemiti [sono] più continui e dolenti.

Perciò, scorra il tuo ricambio d’amore in ogni atto sacerdotale, per far compagnia all’amore gemente dello Spirito Santo.

Presta l’orecchio del tuo cuore ed ascolta i nostri profondi gemiti nel sacramento del matrimonio. Quanti disordini in esso! Fu elevato da me, il matrimonio, come sacramento, per mettervi in esso un vincolo sacro, il simbolo della Trinità Sacrosanta, l’amore divino che Essa racchiude; sicché l’amore che dovea regnare nel padre, madre e figli, la concordia, la pace, dovea simboleggiare la famiglia celeste. Onde dovevo avere sulla terra tante altre famiglie simili alla famiglia del Creatore, destinate a popolare la terra, come altrettanti angeli terrestri, da ricondurli[4] a popolare le regioni celesti. Ma ahi, quanti gemiti nel vedere formare nel matrimonio famiglie di peccato che simboleggiano l’inferno, con la discordia, col disamore, con l’odio, che popolano la terra come tanti angeli ribelli, che serviranno a popolare l’inferno! Lo Spirito Santo geme con gemiti strazianti in ogni matrimonio, nel vedere formare sulla terra tanti covi infernali; perciò il tuo ricambio d’amore in ogni matrimonio, in ogni creatura che viene alla luce; così il tuo gemito amoroso renderà meno dolenti i nostri gemiti continui.

I nostri gemiti non sono finiti ancora, perciò il tuo ricambio d’amore giunge[5]sul letto del morente quando viene amministrato il sacramento dell’estrema unzione. Ma ahi, quanti gemiti, quante nostre lacrime segrete! Questo sacramento contiene la virtù di mettere in salvo, a qualunque costo, il peccatore morente; è la conferma della santità ai buoni e ai santi. È l’ultimo vincolo che mette, colla sua unzione, tra la creatura e Dio, è il suggello del cielo che imprime nell’anima redenta, [per] purificarla e abbellirla, è l’ultima pennellata che dà lo Spirito Santo per disporla a partire dalla terra, per farla comparire innanzi al suo Creatore. Insomma, con l’e­strema unzione è l’ultimo sfoggio del nostro amore, è l’ultima rivestitura dell’anima, è l’assettamento di tutte le opere buone. Perciò agisce, in modo sorprendente, ai vivi alla grazia. Con l’estrema unzione viene coperta l’anima come da una rugiada celeste che le smorza come d’un sol fiato le passioni, l’attacco alla terra ed a tutto ciò che non appartiene al cielo. Ma ahi, quanti gemiti, quante lacrime amare, quante indisposizioni, quante trascuratezze, quante perdite di anime, quante poche santità trova da confermare, quante scarse opere buone da riordinare e rassettare!

Oh, se si potesse[ro] sentire da tutti, i nostri gemiti, il nostro pianto sul letto del morente, nell’atto di amministrare il sacramento dell’estrema unzione, piangerebbero tutti di dolore! Non vuoi tu dunque darci il tuo ricambio d’amore per ogni volta che viene amministrato questo sacramento, che è l’ultimo sfoggio del nostro amore verso la creatura? La nostra Volontà dovunque t’aspetta, per avere il tuo ricambio d’amore e la compagnia ai nostri gemiti e sospiri”.

Libro di Cielo – Volume 18° Novembre 5, 1925 

ci vediamo oggi alle 16 a Cesenatico e alle 21 online. Fiat!!!

MESE di MAGGIO dedicato a Maria Santissima

Oggi e per tutto il mese di Maggio si propone come sempre una meditazione al giorno della Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà, è Maria Santissima che chiede espressamente a Luisa che sia meditato in questo mese. Il testo si trova qui:

Appello Materno della Regina del Cielo

Figlia carissima, sento l’irresistibile bisogno di scendere dal cielo, per farti le mie visite materne; se tu mi assicurerai il tuo amore figliale, la tua fedeltà, io rimarrò sempre con te nell’anima tua, per esserti maestra, modello, esempio e Madre tenerissima.

Io vengo per invitarti ad entrare nel regno della tua Mamma, nel Regno cioè della Divina Volontà e busso alla porta del tuo cuore perché tu mi apra.

Sai? Con le mie stesse mani ti reco in dono questo libro[1]: te lo offro con premura materna, perché tu a tua volta, leggendolo, impari a vivere di cielo e non di terra.

Questo libro è d’oro, figlia mia; esso formerà la tua fortuna spirituale e la tua felicità anche terrena. In esso troverai la sorgente di tutti i beni: se sei debole acquisterai la forza; se sei tentata acquisterai la vittoria; se sei caduta nella colpa, incontrerai la mano pietosa e potente che ti rialzerà; se ti senti afflitta, troverai il conforto; se fredda, il mezzo sicuro per riscaldarti; se affamata, gusterai il cibo prelibato della Divina Volontà. Con esso non ti mancherà nulla; non sarai più sola, poiché la tua Mamma ti farà dolce compagnia e con ogni sua cura materna prenderà l’impegno di farti felice. Io, l’Imperatrice celeste, penserò a tutti i tuoi bisogni, purché tu acconsenta di vivere unita a me.

Se tu conoscessi le mie ansie, i miei sospiri ardenti e anche le lacrime che verso per i figli miei! Se tu sapessi come io ardo dal desiderio che tu ascolti le mie lezioni tutte di cielo ed impari a vivere di Volontà Divina!

In questo libro tu vedrai meraviglie; troverai una mamma che ti ama talmente, da sacrificare il suo diletto Figlio per te, onde poterti far vivere di quella medesima Vita di cui ella stessa visse sulla terra.

Non darmi questo dolore, non respingermi; accetta questo dono del cielo che ti reco; accogli la mia visita, le mie lezioni. Sappi che io percorrerò tutto il mondo, andrò da ciascun individuo, in tutte le famiglie, nelle comunità religiose, in ogni nazione, presso tutti i popoli e, se occorrerà, girerò per secoli interi, sino a quando non avrò formato come Regina il mio popolo e come Madre, i figli miei, i quali conoscano e facciano regnare ovunque la Divina Volontà.

Eccoti spiegato lo scopo di questo libro. Coloro che lo accoglieranno con amore saranno i primi fortunati figli che apparterranno al Regno del Fiat Divino, ed io a caratteri d’oro scriverò i loro nomi nel mio materno cuore.

Vedi, figlia mia? Quello stesso amore infinito di Dio, che nella Redenzione volle servirsi di me per far scendere il Verbo Eterno sulla terra, mi chiama un’altra volta in campo e mi affida l’arduo compito, il sublime mandato di formare sulla terra i figli del Regno della sua Divina Volontà. Maternamente premurosa mi metto quindi all’opera e ti preparo la via che ti dovrà condurre a questo felice Regno.

A tale scopo ti darò sublimi e celesti lezioni, ed infine ti insegnerò speciali e nuove preghiere, mediante le quali impegnerai il cielo, il sole, la creazione, la mia stessa Vita e quella del Figlio mio, e tutti gli atti dei Santi, affinché a nome tuo essi impetrino il Regno adorabile del Voler Divino. Queste preghiere sono le più potenti, perché compromettono lo stesso operato divino. Per mezzo di loro Dio si sentirà disarmato e vinto dalla creatura; forte di questo sussidio tu affretterai l’avvento del suo Regno felicissimo, e con me otterrai che la Divina Volontà si faccia come in Cielo così in terra, secondo il desiderio del Maestro divino. 

Coraggio, figlia mia; fammi contenta e io ti benedirò. 

Preghiera alla Celeste Regina, per ogni giorno del mese di Maggio

Regina Immacolata, Celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tua cara figlia, nelle tue braccia, per chiederti coi sospiri più ardenti – in questo mese a Te consacrato – la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà.

Mamma Santa, Tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlia tua a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, Sovrana Regina, a Te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino e, stretta alla tua mano materna, guiderai tutto l’essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma e, come a Mamma mia, Ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicura di non uscire dal Regno suo. Perciò Ti prego che mi illumini per farmi comprendere che significa “Volontà di Dio”

Ave Maria …

Fioretto del Mese

La mattina, a mezzogiorno e a sera, cioè tre volte al giorno, andare sulle ginocchia della nostra Mamma Celeste e dirle: “Mamma mia, ti amo, e tu amami e dammi un sorso di Volontà di Dio all’anima mia; dammi la tua benedizione, affinché possa fare tutte le mie azioni sotto il tuo sguardo materno”.  

programma degli incontri in presenza

siamo disponibili a ulteriori incontri e inviti in questo merse mariano, fiat!continuano anche i cenacoli online

nel giorno di san Giuseppe artigiano

DALLE MEMORIE DI INFANZIA

“Figlia mia, la tua vita deve essere in mezzo a Noi nella casa di Nazaret. Se lavori, se preghi, se prendi cibo, se cammini, devi avere una mano a Me, l’altra alla
Mamma nostra e lo sguardo a S. Giuseppe, per vedere se i tuoi atti corrispondono ai nostri, in modo da poter dire: faccio prima il mio modello sopra ciò che fa Gesù, la Mamma Celeste e S. Giuseppe, e poi lo seguo. A seconda del modello che hai fatto, Io voglio essere ripetuto da te nella mia Vita nascosta; voglio trovare in te le opere della Mamma mia, quelle del mio caro S. Giuseppe e le mie stesse opere.”

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta 🌿 *Mt 13, 57* 

«Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua».

Libro di Cielo  *Volume 24, Luglio 7, 1928*

Onde pensavo tra me, mentre stavo accompagnando il mio dolce Gesù nella stanzetta di Nazareth per seguirne i suoi atti: Il mio amato Gesù con certezza ebbe il Regno della sua Volontà nella sua vita nascosta, perché la Sovrana Signora possedeva il suo Fiat, Lui era la stessa Volontà Divina, San Giuseppe, in mezzo a questi mari di luce interminabile, come non poteva farsi dominare da questa Santissima Volontà? Ma mentre ciò pensavo, il mio sommo Bene Gesù sospirando di dolore nel mio interno mi ha detto:

Figlia mia, certo che in questa casa di Nazareth regnava la mia Volontà Divina come in Cielo così in terra! Io e la mia Mamma Celeste non conoscevamo altra volontà, San Giuseppe viveva ai riflessi della Nostra; ma Io ero come un Re senza popolo, isolato, senza corteggio, senza esercito, e la mia Mamma come Regina senza prole, perché non era circondata da altri figli degni di Lei, a cui poteva affidare la sua corona di Regina per avere la sua stirpe dei suoi nobili figli tutti re e regine. Ed Io avevo il dolore d’essere Re senza popolo e, se popolo si può chiamare quelli che Mi circondavano, era un popolo malato: chi cieco, chi muto, chi sordo, chi zoppo, chi coperto di piaghe; era un popolo che Mi faceva disonore, non onore, anzi neppure Mi conosceva né voleva conoscermi. Sicché ero Re per Me solo, e la mia Mamma era Regina senza la lunga generazione della sua stirpe dei figli suoi regali. Invece per poter dire che avessi il mio Regno e governare, dovevo avere ministri e, sebbene ebbi San Giuseppe come primo ministro, però un solo ministro non costituisce ministero; dovevo avere un grande esercito, tutto intento a combattere per difendere i diritti del Regno della mia Volontà Divina, ed un popolo fedele che avesse solo per legge la legge della mia Volontà.

Ciò non era, figlia mia, perciò non posso dire che col venire sulla terra, per allora ebbi il Regno del mio Fiat. Perciò il nostro Regno fu per Noi soli, perché non fu ripristinato lordine della Creazione, la regalità delluomo; ma col vivere Io e la Madre Celeste tutto di Volontà Divina, fu gettato il germe, formato il lievito come far spuntar e crescere il nostro Regno sulla terra. Quindi furono fatti tutti i preparativi, impetrate tutte le grazie, sofferte tutte le pene perché il Regno del mio Volere venisse a regnare sulla terra. Onde Nazareth si può chiamare il punto di richiamo del Regno della nostra Volontà.

Anniversario della nascita di Luisa 23 aprile

Riguardo a Luisa Piccarreta rimandiamo a quanto già pubblicato qui

ANNIVERSARIO DELLA NASCITA AL CIELO DI LUISA PICCARRETA

Martedì 23 aprile IV settimana di Pasqua

Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.

Gv 10, 27-28

Meditazione

Volume 4, 15 Giugno 1902

Trovandomi nel mio solito stato, il mio adorabile Gesù mi ha trasportata fuori di me stessa e mi ha detto: “Figlia mia, tutte le virtù può dirsi che sono le mie doti e i miei attributi, ma l’amore non può dirsi che sia un mio attributo, ma la mia stessa natura.

Onde tutte le virtù formano il mio trono e le mie qualità, ma l’amore forma Me stesso”. Nel sentire ciò, mi sono ricordata che il giorno innanzi avevo detto ad una persona che temeva nell’incertezza della salvezza, che chi veramente ama Gesù Cristo può essere sicuro di salvarsi. Io, per me, ritengo impossibile che Nostro Signore allontani da Sé un’anima che di tutto cuore lo ama; perciò, pensiamo ad amarlo e terremo in pugno la nostra salvezza.

Onde ho domandato all’amante Gesù se col dire ciò avevo detto male, e Lui ha soggiunto: “Diletta mia, con ragione tu dicesti così, perché l’amore ha questo di proprio, di formare di due oggetti uno solo, di due volontà una sola. Onde l’anima che mi ama forma con Me una sola cosa, una sola volontà: come può dunque separarsi da Me?

Molto più che, essendo la mia natura amore, dove trova qualche scintilla d’amore nell’umana natura, subito la unisce all’Amore eterno. Onde, come è impossibile formare di un’anima due anime, di un corpo due corpi, così è impossibile che vada perduto chi veramente mi ama”.

Sulla missione unica di Luisa

Playlist specifica

Infine ricordiamo l’ evento di domenica

Aprile mese della Misericordia ed Eucaristia

Tutto il mese, il 23 è anche il compleanno di LUISA

Invitiamo tutti coloro che ancora non l’hanno abbracciato,  in questo mese a decidersi ad iniziare cammino di fede straordinario nel Divin Volere.

Questo mese sarà tutto caratterizzato dal tempo Pasquale, linkiamo qui la playlist con i video con le proposte per questo periodo che si arricchirà in questo tempo così enorme. Ricordiamoci i giri nel Divin Volere nella Resurrezione

Fiat! Alleluia!

SANTA PASQUA 2024

“Figlia mia, quanta luce, quanta gloria ebbe la mia Umanità nella mia Resurrezione, perché nel corso della mia Vita su questa terra non feci altro che racchiudere in ogni mio atto, respiro, sguardo, in tutto, la Volontà Suprema, e come la racchiudevo, così il Divin Volere mi preparava la gloria, 
la luce nella mia Resurrezione. E contenendo in Me il mare immenso della luce della mia Volontà, non è meraviglia che se guardo, se parlo, se mi muovo, esca tanta luce da Me da poter dare luce a tutti. Onde voglio incatenarti e travolgerti in questa luce, per gettare in te tanti germi di resurrezione per quanti atti vai facendo nella mia Volontà. Essa è la sola che fa risorgere l’anima e il corpo alla gloria, Essa è germe di resurrezione alla grazia, germe di resurrezione alla più alta e perfetta santità, germe di resurrezione alla gloria. ”
Volume 15 – 2 aprile 1923

“Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù. (…) Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!”

La vera resurrezione sta nel risorgere nel Voler Divino. chi vive in Esso nulla le viene negato.

Libro di Cielo, vol. 36
20.4.1938

“Figlia mia, nella mia Resurrezione veniva costituito il diritto di risorgere in Me, a novella vita, tutte le creature, era la conferma, il suggello di tutta la mia Vita, delle mie opere, delle mie parole, e che se venni in terra fu per darmi a tutti e a ciascuno come Vita che a loro apparteneva. La mia Resurrezione era il trionfo di tutti e la nuova conquista che tutti facevano di Colui che era morto per tutti, per darli vita e farli risorgere nella mia stessa Resurrezione. Ma vuoi sapere in cosa consiste la vera resurrezione della creatura? Non nella fine dei giorni, ma mentre vive ancora sulla terra, chi vive nella mia Volontà, essa risorge alla luce e può dire: “La mia notte è finita”. Risorge nell’Amore del suo Creatore, in modo che non esiste per lei più il freddo, le nevi, ma sente il sorriso della primavera celeste, risorge alla santità, la quale mette a precipitosa fuga le debolezze, le miserie, le passioni, risorge a tutto ciò ch’è Cielo, e se guarda la terra, il cielo, il sole, li guarda per trovare le opere del suo Creatore, per avere occasione di narrargli la sua gloria e la sua lunga storia d’amore. Perciò chi vive nel mio Volere, può dire come disse l’angelo alle pie donne quando andarono al sepolcro: “E’ risorto, non è più qui”. Chi vive nel mio Volere può dire lo stesso: “La mia volontà non è più con me, è risorta nel Fiat”. E se le circostanze della vita, le occasioni, le pene, circondano la creatura come cercando la sua volontà, può rispondere: “La mia volontà è risorta, non l’ho più in mio potere, tengo in ricambio la Divina Volontà, e con la sua Luce voglio investire tutto ciò che mi circonda, circostanze, pene, per formarne tante conquiste divine”. Chi vive nel nostro Volere trova la vita negli atti del suo Gesù, e corre sempre in essa la nostra Volontà operante, conquistante e trionfante, e ci dà tale gloria che il Cielo non può contenere. Quindi, vivi sempre nel nostro Volere, non uscirne giammai se vuoi essere il nostro trionfo e la nostra gloria”.

31 marzo – Domenica di Pasqua – Resurrezione del Signore

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là,
e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Gv 20, 6-9

Meditazione

Volume 12, 15 Aprile 1919

Ora, il portento della mia Redenzione fu la Resurrezione, che più che fulgido sole coronò la mia Umanità, facendovi splendere anche i miei più piccoli atti di uno splendore e meraviglia tali da far stupire Cielo e terra, e che sarà principio, fondamento e compimento di tutti i beni, corona e gloria di tutti i beati.

La mia Resurrezione è il vero sole che glorifica degnamente la mia Umanità, è il sole della religione cattolica, è la vera gloria di ogni cristiano. Senza la Resurrezione sarebbe stato come il cielo senza sole, senza calore e senza vita.

Ora, la mia Resurrezione è simbolo delle anime che formeranno la santità nel mio Volere.
I santi di questi secoli passati sono simbolo della mia Umanità, i quali, sebbene rassegnati, non hanno avuto atto continuo nel mio Volere, quindi non hanno ricevuto l’impronta del sole della mia Resurrezione, ma l’impronta delle opere della mia Umanità prima della Resurrezione.

Perciò saranno molti: quasi come stelle mi formeranno un bell’ornamento al cielo della mia Umanità.

Ma i santi del vivere nel mio Volere, che simboleggeranno la mia Umanità risorta, saranno pochi.

Difatti la mia Umanità, prima di morire, molti, turbe e folla di gente, la videro, ma la mia Umanità risorta la videro pochi, i soli credenti, i più disposti e, potrei dire, solo quelli che tenevano il germe del mio Volere, che se ciò non avessero avuto, sarebbe mancata loro la vista necessaria per poter vedere la mia Umanità gloriosa e risorta e quindi essere spettatori della mia salita al Cielo.

Ora, se la mia Resurrezione simboleggia i santi del vivere nel mio Volere e questo con ragione, perché ogni atto, parola, passo, ecc. fatto nel mio Volere è una resurrezione divina che l’anima riceve, è un’impronta di gloria che subisce, è un uscire di sé per entrare nella Divinità, e l’anima, nascondendosi nel fulgido sole del mio Volere, ama, opera, pensa, che meraviglia è se l’anima resta tutta risorta ed immedesimata nello stesso sole della mia Gloria e mi simboleggia la mia Umanità risorta?

Ma pochi sono quelli che si dispongono a ciò, perché le anime nella stessa santità vogliono qualche cosa di proprio bene;

Invece, la santità del vivere nel mio Volere nulla, nulla ha di proprio, ma tutto di Dio. E per disporsi le anime a ciò, di spogliarsi dei beni propri, troppo ci vuole; perciò non saranno molti. Tu non sei nel numero dei molti, ma dei pochi; perciò sempre attenta alla chiamata e al tuo volo continuo”.

Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta

 Gv 20, 8 

«Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette».

Libro di Cielo Volume 21, Aprile 18, 1927

“Figlia mia, col risorgere la mia Umanità diede il diritto a tutte le creature di far risorgere non solo le loro anime alla gloria ed alla beatitudine eterna, ma anche i loro corpi. Il peccato aveva tolti questi diritti alle creature di risorgere, la mia Umanità col risorgere li restituì. Essa racchiudeva il germe della resurrezione di tutti, ed in virtù di questo germe racchiuso in Me tutti ebbero il bene di poter risorgere dalla morte. Chi fa il primo atto deve tener tale virtù da racchiudere in sé tutti gli altri atti che devono fare le altre creature, in modo che in virtù del primo atto, gli altri possono imitare e fare lo stesso atto. Quanto bene non portò la Resurrezione della mia Umanità dando il diritto a tutti di risorgere! Per l’uomo, perché si era sottratto dalla mia Volontà, gloria, felicità, onori, tutto lera fallito; aveva rotto l’anello di congiunzione, che congiungendolo con Dio gli dava i diritti a tutti i beni del suo Creatore. E la mia Umanità col risorgere congiunse l’anello d’unione, restituendogli i diritti perduti, dandogli virtù di risorgere. Tutta la gloria, tutto l’onore è della mia Umanità; se non avessi Io risorto, nessuno poteva risorgere. Col primo atto vengono le successioni degli atti simili al primo. Vedi che cosa è la potenza dun primo atto? La mia Mamma Regina fece il primo atto di concepirmi. Essa per poter concepire Me, Verbo Eterno, racchiuse in Sé tutti gli atti delle creature per ricambiare il suo Creatore in modo da potergli dire: Son io che Ti amo, Ti adoro, Ti soddisfo per tutti. Onde trovando tutti nella Mamma mia, ad onta che fu uno il mio concepimento potetti darmi a tutti come vita di ciascuna creatura.

Così tu, figlia, col fare i tuoi primi atti nella mia Volontà, le altre creature ricevono il diritto di entrare in Essa e di ripetere gli atti tuoi, per ricevere gli stessi effetti. Quanto è necessario che anche uno solo faccia il primo atto! Perché questo serve ad aprire la porta, a preparare le materie prime, a formare il modello per dar vita a quell’atto. Quando il primo è fatto, agli altri riesce più facile imitarli. Ciò succede anche nel basso mondo: chi è il primo a formare un oggetto deve più lavorare, più sacrificarsi, deve preparare tutte le materie che ci vogliono, deve fare tante prove; e quando il primo è fatto, non solo acquistano il diritto di poterlo fare gli altri, ma le riesce più facile [a loro] il ripeterlo. Ma tutta la gloria è di chi ha fatto il primo, perché se non fosse [stato] fatto il primo, gli altri atti simili mai potevano avere esistenza. Perciò, sii attenta a formare i tuoi primi atti, se vuoi che il Regno del Fiat Divino venga a regnare sulla terra.